Reddito di cittadinanza per chi ha la casa

12 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Dicembre 2018



Chi possiede un immobile ha diritto al nuovo reddito di cittadinanza e alla pensione minima di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza spetta anche a chi possiede una casa? In questi giorni si è diffusa la voce che non avranno diritto al sussidio coloro che sono proprietari dell’abitazione principale: si tratta, però, di una notizia infondata, come assicura il Vicepremier Di Maio. Il Vicepremier, in particolare, ha spiegato che il reddito di cittadinanza spetterà anche a chi è proprietario dell’abitazione principale, ma con una riduzione: il sussidio, difatti, serve per sostenere i cittadini nelle spese di prima necessità, quindi anche per il pagamento dell’affitto. Se il beneficiario ha già la casa di proprietà, non ha la necessità di corrispondere un canone d’affitto mensile, quindi il sussidio dovuto deve essere ridotto in corrispondenza. Tra i nuovi chiarimenti sul reddito di cittadinanza, poi, è stato annunciato che non si tratterà di una misura a tempo indeterminato, ma con una durata limitata, per spronare i disoccupati alla ricerca attiva di un impiego; inoltre, anche prima della scadenza della misura, saranno disposte verifiche periodiche. Non ci sarà tempo per poltrire sul divano: il disoccupato sarà impegnato in lavori di pubblica utilità ed in percorsi di formazione e riqualificazione. Il sussidio, poi, non consisterà in un assegno per i furbetti che hanno intenzione di fare spese pazze, ma in una sorta di social card con la quale si potranno acquistare soltanto i beni essenziali: chi bara sulle condizioni per il diritto al sussidio con false dichiarazioni potrà subire sino a 6 anni di carcere.

Le stesse condizioni, eccezion fatta per la punibilità delle false dichiarazioni ovviamente, non dovrebbero riguardare la pensione di cittadinanza, ossia l’integrazione della pensione sino a 780 euro mensili, che sostituirà l’attuale trattamento minimo e le maggiorazioni, estendendosi però a tutte le pensioni. Non dovrebbe dunque essere prevista una durata massima per la pensione di cittadinanza, né l’erogazione su social card, anche se su quest’ultimo punto al momento nulla è stato chiarito. Per quanto riguarda la casa, non è chiaro se chi non è in affitto avrà diritto all’integrazione della pensione per intero, o in misura ridotta: ad oggi, l’integrazione al trattamento minimo esclude l’abitazione principale dai redditi rilevanti.

Le due misure, in ogni caso, partiranno a breve: la pensione di cittadinanza dal 1° gennaio 2019, e il reddito di cittadinanza dal 1° aprile 2019, dopo l’attuazione della riforma dei centri per l’impiego.  Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto della situazione sul reddito di cittadinanza: quanto dura, come funziona, chi sono i beneficiari, a quanto ammonta, quali sono i requisiti e gli adempimenti richiesti, come ottenerlo.

Che cos’è il reddito di cittadinanza?

Cerchiamo innanzitutto di capire le caratteristiche fondamentali del nuovo reddito di cittadinanza: questo sussidio consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà relativa.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente: questa è la soglia di povertà come definita da Eurostat nel 2014. In base ai dati 2016, la soglia di povertà è passata a 812 euro, ma le attuali proposte di legge prevedono l’integrazione del reddito sino a 780 euro al mese.

In base al recente annuncio del Vicepremier, il reddito di cittadinanza non sarà erogato con un assegno, ma accreditando l’importo spettante in una carta acquisti, una sorta di social card.

Come funziona la pensione di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza non interesserà soltanto i lavoratori che si trovano sotto la soglia di povertà, ma anche i pensionati. Nello specifico, tutte le pensioni dovrebbero essere integrate a 780 euro mensili. L’attuale integrazione al trattamento minimo, pari a 507,42 euro mensili, e le ulteriori maggiorazioni, dovrebbero dunque essere assorbite dalla pensione di cittadinanza.

In base alle ultime notizie, non è chiaro se ad aumentare sarà direttamente l’assegno di pensione, o se l’integrazione dovrà avvenire attraverso l’erogazione dell’importo spettante su una carta acquisti.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza dovrebbe garantire un sussidio pari a 780 euro al mese per ogni persona adulta e disoccupata; per chi ha un reddito sotto soglia, il reddito di cittadinanza integrerà gli importi percepiti sino ad arrivare a 780 euro al mese.

Ad esempio, se il disoccupato ha un reddito pari a zero, il sussidio ammonterà a 780 euro al mese. Con un reddito pari a 500 euro mensili, il sostegno ammonterà a 280 euro al mese, con un reddito pari a 400 euro mensili, a 380 euro al mese, e così via.

Il reddito, invece, aumenterà in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Avranno rilevanza anche gli immobili e il patrimonio posseduto, assieme agli indicatori Isee, che non potranno superare determinate soglie.

In ogni caso, chi non paga l’affitto percepirà un reddito di cittadinanza ridotto in modo corrispondente al cosiddetto affitto imputato, pari a circa 300 euro mensili.

Il reddito di cittadinanza, che dovrebbe interessare una platea di 9 milioni di italiani, sarà comunque esentasse e non pignorabile.

Quanto dura il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza dovrebbe avere la durata massima di 3 anni, come spiegato dalla presidente della commissione Lavoro del Senato, Nunzia Catalfo. Saranno previste verifiche periodiche dopo 18 mesi: in seguito la misura potrà essere rinnovata se sussisteranno i requisiti (ricerca attiva del lavoro, completamento dei percorsi di formazione, involontarietà della disoccupazione e reddito familiare sotto la soglia di povertà).

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Carlo Borghi (Lega), ha invece affermato che la durata sarà di 2 anni; tra i tecnici che lavorano al dossier, invece, si parla di una durata pari a 18 mesi.

I limiti di durata non dovrebbero riguardare la pensione di cittadinanza, in quanto non condizionata dalla ricerca attiva di lavoro.

Come è riconosciuto il reddito di cittadinanza?

Se il reddito di cittadinanza sarà, come preannunciato dal Vicepremier, riconosciuto tramite social card, o carta acquisti, il suo riconoscimento potrebbe funzionare in modo analogo alla vecchia social card, la carta acquisti spettante alle famiglie più bisognose.

La social card di cittadinanza potrebbe dunque consistere in un sussidio erogato dall’Inps, tramite una carta prepagata ricaricabile, facente parte del circuito Mastercard: la carta sarebbe utile per effettuare acquisti negli esercizi convenzionati, ma anche per pagare le utenze domestiche e per i pagamenti tramite POS.

La carta acquisti non dovrebbe essere, invece, abilitata al prelievo di contante, e potrebbe essere ricaricata soltanto dall’Inps, a cadenza periodica, sulla base dell’importo spettante al nucleo familiare.

Le uniche uscite autorizzate, oltre al pagamento delle bollette, dovrebbero riguardare la spesa alimentare e sanitaria e, in generale, gli  articoli di prima necessità.

Secondo un annuncio più recente, il reddito di cittadinanza sarà corrisposto in un bancomat utilizzabile solo all’interno del territorio italiano per acquisti di beni di prima necessità (il paniere di beni acquistabili ancora deve essere individuato): in ogni caso, sembra difficilmente realizzabile una card in grado di selezionare i consumi.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato);
  • percepiscono un reddito inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili (soglia valida per una persona singola);
  • possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un patrimonio mobiliare del nucleo familiare non superiore a 10mila euro;
  • possiedono al massimo due immobili, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro.

Sarà dunque richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza, in quanto si dovrà valutare anche il patrimonio posseduto.

Chi lavora o percepisce la disoccupazione ha diritto al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza sarà compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto part time, il suo salario sarà integrato, attraverso il reddito di cittadinanza, fino ad arrivare a 780 euro al mese.

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili.

Chi percepisce prestazioni di assistenza avrà diritto al reddito di cittadinanza?

L’importo mensile del reddito di cittadinanza, come avviene ora per il Rei, sarà ridotto in corrispondenza al valore mensile di eventuali prestazioni di assistenza di cui fruiscono uno o più componenti del nucleo familiare. In particolare, le prestazioni saranno compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite di 780 euro mensili per ogni familiare del nucleo.

Chi ha la casa ha diritto al reddito di cittadinanza?

Come abbiamo osservato, chi possiede l’abitazione principale e non paga l’affitto avrà comunque diritto al reddito di cittadinanza, ma ridotto. Chi non paga l’affitto, in particolare, percepirà un reddito di cittadinanza ridotto in modo corrispondente al cosiddetto affitto imputato, pari a circa 300 euro mensili.

Dovrebbero però avere rilevanza anche gli immobili e il patrimonio posseduto, ma non si sa ancora con quali criteri saranno presi in considerazione: probabilmente si terrà conto degli indicatori Isee.

Chi ha la casa ha diritto alla pensione di cittadinanza?

Non si sa ancora se la riduzione per chi ha la casa riguarderà anche chi percepisce la pensione di cittadinanza. Se la nuova pensione minima dovesse funzionare come l’integrazione al trattamento minimo, il reddito dell’abitazione principale dovrebbe essere escluso dai redditi rilevanti per il diritto alla somma.

Se, però, si seguisse lo stesso ragionamento utilizzato dal Vicepremier per il diritto al reddito di cittadinanza, cioè si ponesse l’accento sulla mancata necessità di ricevere le somme corrispondenti all’affitto, la pensione di cittadinanza sarebbe ridotta per chi ha la prima casa.

Niente reddito di cittadinanza ai fannulloni

In base a quanto previsto dalle attuali proposte, il reddito di cittadinanza obbligherà il beneficiario non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche ad offrire 8 ore alla settimana di lavoro gratuito per il proprio Comune di residenza.

Non ci sarà tempo per stare in casa a far nulla: le attività lavorative e di riqualificazione non ne lasceranno il tempo.

Chi si rifiuterà di lavorare per il proprio Comune perderà il sussidio; il reddito si perderà anche nel caso in cui si rifiutino tre offerte di lavoro.

Per quanto riguarda, nello specifico, la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro previste per il beneficiario del reddito, sarà obbligatorio (a meno che l’interessato non sia pensionato):

  • iscriversi presso i centri per l’impiego e offrire subito la disponibilità al lavoro;
  • iniziare un percorso per essere accompagnati nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;
  • offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (come abbiamo osservato, l’impegno lavorativo richiesto è di 8 ore settimanali);
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti.

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, avrà comunque diritto all’integrazione del reddito, senza bisogno di partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro.

Per ottenere la pensione di cittadinanza si deve lavorare?

Per ottenere la pensione di cittadinanza non sarà necessario lavorare, in quanto funzionerà in modo analogo all’attuale integrazione al trattamento minimo ed alle maggiorazioni (salvo il fatto che, con tutta probabilità, l’integrazione della pensione avverrà tramite social card).

6 anni di galera per i furbetti

Se si ottiene il reddito di cittadinanza sulla base di false dichiarazioni, non solo si perderà il sussidio, ma si rischieranno sino a 6 anni di carcere: lo ha recentemente chiarito il Vicepremier Di Maio.

Come si chiede il reddito di cittadinanza?

In base a quanto annunciato dal Governo, la pensione di cittadinanza potrà essere richiesta da gennaio 2019, mentre il reddito di cittadinanza a partire da marzo 2019 (al più tardi, entro giugno 2019); è probabile che le modalità di richiesta del sussidio, in entrambi i casi, siano analoghe a quelle previste per l’attuale reddito d’inclusione Rei.

Per quanto riguarda la richiesta della carta acquisti, dovrebbe essere effettuata alle Poste, compilando un apposito modulo disponibile presso gli sportelli territoriali, oppure scaricando lo stesso modulo dal sito di Poste Italiane o dal sito del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Il modulo andrà presentato presso l’ufficio postale più vicino, allegando copia del proprio documento d’identità ( e di un eventuale delegato); non si sa se sarà necessaria anche l’attestazione Isee.

Se la carta di cittadinanza funzionerà in modo analogo alla carta acquisti, arriverà a casa scarica; dovrà essere attivata con l’apposito codice pin fornito dalle Poste, ed in seguito dovrebbe essere ricaricata periodicamente dall’Inps.


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3 Commenti

  1. Io sono disoccupato, ho 63 anni ed ho la casa ma è inagibile totalmente per il terremoto del 2016. Potrò avere il reddito di cittadinanza per intero o metà?

  2. reddito di cittadinanza: io non pago l’affitto della casa ma pago il mutuo, eventualmente verrà ridotto il reddito?

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