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Adozioni: qual è il percorso

29 Ottobre 2018


Adozioni: qual è il percorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Ottobre 2018



Per l’adozione nazionale ed internazionale di minori sono necessari la dichiarazione dello stato di abbandono del minore e l’idoneità dei coniugi ad adottare.

Desideri adottare un bimbo ma non sai come muoverti nella giungla delle leggi italiane ed internazionali? E’ giusto che tu sappia che in Italia esiste una legge specifica [1] secondo cui l’adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, o per un numero inferiore di anni se gli stessi dimostrano di aver convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per almeno tre anni. Questa condizione vale tanto per l’adozione nazionale, quanto per quella internazionale, ma vediamo nello specifico i requisiti necessari e come fare. In questo articolo cercheremo di darti tutte le informazioni sull’argomento adozioni: qual è il percorso.

Domanda di adozione nazionale: requisiti e modalità per presentarla

Affinché si possa realizzare un’adozione di minore sono necessari:

  • la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore;
  • l’idoneità dei coniugi ad adottare. Tali requisiti valgono sia per l’adozione di un bimbo italiano e sia per l’adozione di un bimbo straniero.

Entrambi i suddetti provvedimenti sono emessi nel caso di adozione nazionale dal tribunale per i minori nel cui distretto si trova il bimbo abbandonato. Sono dichiarati adottabili dal tribunale per i minori del distretto in cui si trovano, i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono in quanto senza assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti ad occuparsene, purché la condizione di abbandono non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere momentaneo. La condizione di abbandono sussiste anche quando i minori si trovino presso istituti di assistenza pubblici o privati o comunità di tipo familiare ovvero siano in affidamento familiare. Difatti l’adozione vera e propria è preceduta dall’affidamento preadottivo e, quando interviene, spezza ogni vincolo di parentela fra il minore ed i suoi familiari naturali, facendolo diventare figlio legittimo di chi sta per adottarli.

Circa poi l’idoneità dei coniugi ad adottare, oltre a quanto anticipato sopra in merito all’obbligatorietà del matrimonio, devi sapere che c’è un limite d’età e precisamente l’età di chi adotta deve superare di almeno diciotto anni l’età del minore da adottare e non essere superiore di quarantacinque anni.

Ad esempio una coppia di coniugi in cui lui ha 55 anni e lei 40 anni non potrebbe adottare un minore con età inferiore ai 10 anni. Tuttavia la Legge non preclude la possibilità di adottare in questi casi, a condizione che il limite massimo dei 45 anni sia superato da uno solo dei coniugi in misura non superiore ai dieci anni.

Mi spiego meglio: se due coniugi hanno rispettivamente 45 e 60 anni, secondo la legge potrebbero adottare un minore che abbia un’età a partire dai cinque anni i poi. Pertanto, se desideri adottare un bimbo, occhio a non far scorrere tanto le lancette del tempo; potresti uscire dalla rosa dei candidati.

Modalità di presentazione

Se pensi di avere i requisiti sopra indicati puoi, con il tuo coniuge, presentare domanda al tribunale dei minori del tuo circondario di residenza specificando se hai disponibilità ad adottare più fratelli o minori portatori di handicap.

La domanda deve essere presentata in carta semplice, corredata dai documenti che confermano i requisiti richiesti:

  • certificato di nascita dei richiedenti;
  • stato di famiglia;
  • dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori richiedenti, resa nella forma della dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio, oppure, in caso di decesso, certificato di morte dei genitori dei richiedenti;
  • certificato di idoneità rilasciato dal medico curante;
  • certificati reddituali: mod. 101 o mod. 740 oppure busta paga;
  • certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti;
  • atto notorio oppure dichiarazione sostitutiva recante l’attestazione che tra i coniugi adottanti non sussiste separazione personale neppure di fatto.

Questi sono i certificati che dovrebbero essere richiesti da tutti i tribunali per i minori presenti sul territorio nazionale ma ogni tribunale dei minorenni ha la piena facoltà di variare la modulistica a seconda delle disposizioni dirigenziali.

Pertanto, dopo aver inoltrato la domanda, il tribunale interessato dispone le indagini necessarie per accertare la vostra capacità ad educare il minore, la situazione lavorativa ed economica di entrambi, la vostra situazione di salute, familiare, i motivi della domanda. Generalmente, tali indagini sono effettuate con l’ausilio dei servizi socio-assistenziali dei Comuni. Per tale fase la legge prevede ampia autonomia organizzativa ai singoli tribunali, pertanto potranno essere svolti colloqui con il giudice minorile togato od onorario o con una equipe di specialisti. Tali ricerche devono essere avviate e concluse nel termine di quattro mesi dalla presentazione della domanda, prorogabili solo per una volta.

Nel caso in cui il tribunale dovesse scegliervi, riceverete un provvedimento di affidamento preadottivo e da lì in poi partirà questa meravigliosa avventura. Durante l’affidamento sarà svolta dal tribunale un’attività non solo di controllo ma anche di sostegno psicologico. Se ci sono gravi difficoltà nel corso dell’affidamento, il provvedimento di affido preadottivo potrà essere revocato. Decorso un anno dall’affidamento che potrebbe essere prorogato per un altro anno, il tribunale, se ricorrono tutte le condizioni previste dalla legge, pronuncia l’adozione.

Alla luce di questo provvedimento cessano i rapporti tra adottato e famiglia d’origine e l’adottato acquista il cognome dei genitori adottivi e lo stato di loro figlio legittimo.

Requisiti per presentare la domanda di adozione di minori stranieri

Se, invece, scegli di adottare un bimbo straniero, devi attenerti alle norme previste per l’adozione internazionale [2] che hanno sancito la creazione di una Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma (Cai), competente a pronunciarsi in materia.

La procedura è complessa ma cerchiamo di descriverla ponendo l’attenzione su alcuni punti salienti. Prima di tutto come abbiamo detto sopra, i requisiti necessari sono gli stessi previsti per l’adozione di minore italiano; pertanto si rende necessario che i coniugi siano sposati da almeno tre anni, o per un numero inferiore di anni se gli stessi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni. Tra i coniugi non deve esserci e non deve aver avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto. Infine, valgono le stesse regole viste sopra per l’età dei genitori adottivi che deve superare di almeno diciotto anni e non più di quarantacinque l’età del minore da adottare, con la possibilità di contravvenire in parte a questa regola nel caso in cui uno dei coniugi abbia superato il limite massimo di età in misura non superiore a dieci anni.

Iter burocratico

Se possiedi questi requisiti, puoi presentare, insieme al tuo coniuge, presso il tribunale dei minori del distretto in cui risiedi, dichiarazione di disponibilità all’adozione internazionale con contestuale istanza di dichiarazione di idoneità all’adozione.

Nel caso tu, cittadino italiano, fossi residente in uno Stato straniero, dovresti presentare questa dichiarazione di disponibilità presso il tribunale per i minori del distretto in cui si trova il luogo della tua ultima residenza coniugale; in mancanza è competente il tribunale dei minori di Roma.

Devi sapere che in questo tipo di adozione è molto importante il ruolo dei servizi sociali territoriali in quanto compiono un’indagine approfondita sulla tua famiglia e su tutte quelle che chiedono di poter adottare un bimbo straniero. Al termine di questi accertamenti, entro quattro mesi dalla dichiarazione di disponibilità dei coniugi adottanti, gli stessi servizi sociali trasmettono al tribunale per i minori una relazione sull’attività svolta e sull’idoneità o meno della famiglia richiedente. Il tribunale dei minori ricevuta la relazione convoca i genitori adottanti e se lo ritiene necessario dispone ulteriori approfondimenti. Al termine di tutto questo percorso il tribunale dei minori decide se rilasciare un decreto di idoneità o di inidoneità all’adozione.

Entro un anno dall’emissione del decreto di idoneità inizia la vera e propria procedura di adozione internazionale, con l’intervento di uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali presso cui ci si deve rivolgere obbligatoriamente. L’elenco degli enti autorizzati è pubblicato sul sito della Commissione per le adozioni internazionali (www.commissioneadozioni.it). L’ente ha la funzione di gestire tutte le pratiche necessarie e trasmette tutta la documentazione alla Commissione per le adozioni internazionali in Italia.

Se non ci sono ostacoli, la Commissione per le adozioni internazionali in Italia autorizza l’ingresso del bimbo straniero in Italia e la sua permanenza. Anche per questo tipo di adozione vi è il periodo di affidamento preadottivo, superato il quale, il tribunale per i minori del luogo di residenza dei genitori nel momento del loro ingresso in Italia con il minore ordina la trascrizione dell’adozione nei registri comunali dello stato civile.

Purtroppo la procedura burocratica per l’adozione internazionale risulta lunga e pesante e questo ha costituito senza dubbio un deterrente per le famiglie insieme agli alti costi. Secondo il presidente dell’o.n.g. “Amici dei bambini”, Marco Griffini, le adozioni internazionali stentano a decollare a causa di motivi di natura ‘politica’ e ‘culturale’. Griffini afferma che finché gli Stati di origine e quelli di adozione non considerino una priorità la necessità di dare una mamma a un bambino, nulla potrà cambiare. Anche la tempistica per il compimento dell’intera pratica risulta molto lunga.

Secondo una rilevazione compiuta nell’anno 2014/2015, le famiglie italiane che hanno adottato hanno impiegato in media:

  • 18 mesi dal momento della presentazione della dichiarazione di disponibilità al Tribunale dei Minorenni competente fino al rilascio del decreto di idoneità da parte di tale autorità giudiziaria, cui si aggiunge il periodo necessario per la scelta dell’ente autorizzato da parte degli aspiranti genitori adottivi;
  • 25 mesi per portare a termine la procedura adottiva dal momento del conferimento di incarico all’ente sino al ricevimento dell’autorizzazione all’ingresso.

Di FRANCESCA LINDA DAMMACO

note

[1] L. n.184/1983 del 4.05.1983.

[2] L. n. 476/1998 del 31.12.1998.


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