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Azioni e obbligazioni: pillole di finanza per affrontare le offerte

29 Ott 2018


Azioni e obbligazioni: pillole di finanza per affrontare le offerte

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Ott 2018



Per scegliere un investimento e non aver più timore di sbagliare dobbiamo conoscere bene ciò che ci propongono.

Se ti capita di aver paura di sbagliare nella scelta di un investimento e se, quando ti siedi davanti al tuo consulente finanziario, ti succede di provare un senso di insicurezza perché non hai completamente chiare le sue parole e le sue proposte, è il momento che cerchi qualche informazione più precisa a proposito di azioni e obbligazioni: pillole di finanza per affrontare le offerte che ti vengono fatte. Che cosa significano i vari termini? Qual è l’investimento migliore? L’unico modo per capirlo è affacciarsi pian piano al mondo della finanza, studiandone i termini principali.

Che cosa sono le obbligazioni?

Le obbligazioni o bond sono titoli emessi da società private o enti pubblici che, invece di rivolgersi a una banca per ottenere un prestito, si rivolgono al mercato degli investitori proponendo loro di acquistare la promessa di restituzione del capitale a una certa scadenza e degli interessi periodici. Il vantaggio per l’emittente è ottenere liquidità risparmiando rispetto a quanto avrebbero dovuto pagare per ottenere un finanziamento bancario, mentre l’investitore guadagna attraverso gli interessi che gli vengono corrisposti. Si dividono in due grandi categorie: ordinarie e strutturate.

Gli interessi di un’obbligazione ordinaria possono essere fissi, se rimangono costanti nel tempo, o variabili, se cambiano in base alla variazione dei tassi di mercato e, generalmente, ti vengono corrisposti a scadenze periodiche. Se il tuo consulente ti parla di tasso e di rendimento indicando due valori diversi intende riferirsi con il primo all’interesse effettivamente calcolato sul capitale mentre il secondo tiene conto anche del guadagno, detto capital gain, che si ottiene se vendi il titolo a un prezzo maggiore di quello a cui l’hai acquistato.

Puoi acquistare le obbligazioni nel momento dell’emissione o successivamente sul mercato e il prezzo può essere alla pari, se è uguale al valore nominale, cioè se compri 100 euro di obbligazione pagando 100 euro, sotto la pari, se compri 100 euro di obbligazione pagando meno di 100, o sopra la pari, se acquisti a un prezzo più alto. Se consideri che, a scadenza, ti verranno rimborsati esattamente 100 euro, è chiara la distinzione tra tasso di interesse cedolare e rendimento effettivo.

Le obbligazioni che spesso sono più misteriose sono quelle chiamate zero coupon che non ti danno cedole ma ti daranno a scadenza un capitale maggiore di quello investito e il tuo rendimento sarà determinato appunto da questa differenza. Le obbligazioni strutturate sono prodotti più complessi la cui struttura è costituita in parte da un’obbligazione ordinaria e in parte da un titolo derivato cioè un titolo il cui prezzo è determinato dall’andamento di un altro strumento finanziario, che può essere un indice, un altro titolo, una materia prima, e che prende il nome di sottostante.

L’altra grande suddivisione che devi tener presente è quella in base all’emittente: sul mercato puoi trovare titoli di Stato, che rappresentano il debito di una nazione, corporate bond, che sono emesse da una società privata e supranational bond, emessi da organismi internazionali. A questo punto non resta che parlare del rischio.

Quali sono i rischi dell’investimento in obbligazioni?

Poiché acquistando un’obbligazione in realtà acquisti una parte del debito di una società o di uno Stato e diventi suo creditore, il primo rischio che accetti di correre è il rischio emittente, cioè che l’emittente non sia in grado di pagare come promesso le cedole o addirittura che non sia in grado di far fronte al rimborso a scadenza.

Durante la vita del titolo ti può capitare di avere bisogno di liquidità e di essere costretto a vendere sul mercato la tua obbligazione, prima della sua scadenza naturale: il rischio di liquidità è quello che tu non riesca a venderla perché non c’è richiesta, il rischio di prezzo è che tu la debba rivendere a un prezzo molto più basso di quella a cui l’avevi acquistata, andando a intaccare anche il capitale che avevi investito.

Infine, se hai investito in un titolo emesso in una valuta diversa da quella del proprio paese, corri il rischio legato alle variazioni del cambio tra le due valute. Infine, se hai scelto un’obbligazione a tasso variabile puoi ricevere cedole anche molto più basse rispetto a quelle iniziali, mentre se hai acquistato un titolo a reddito fisso, puoi continuare a riscuotere lo stesso importo di cedola ma veder diminuire il valore del tuo capitale in caso di un’eventuale vendita prima della scadenza.

Che cosa sono le azioni?

Le azioni sono le singole parti in cui è diviso il capitale di una società per azioni e tu, acquistandole, diventi proprietario di una parte della società. Non sei un creditore, come nel caso delle obbligazioni, ma sei a tutti gli effetti un comproprietario, con tutti gli obblighi, i doveri, i rischi e i guadagni che gli competono. Puoi considerare le azioni suddivise in due grandi categorie: quelle quotate, che cioè hanno un prezzo ufficiale sui mercati regolamentati, e quelle non quotate, per le quali è più difficile la compravendita.

Puoi acquistare azioni ordinarie, di risparmio, con le quali non hai diritto di voto ma hai diritto a dividendi migliori, e privilegiate, simili alle precedenti ma con diritto di voto limitato. Il tuo guadagno con un investimento azionario è determinato dai dividendi, cioè dagli utili che, in genere annualmente, vengono suddivisi tra i proprietari e quindi tra gli azionisti e, soprattutto, dalla crescita del valore delle azioni determinata dal valore del business aziendale.

Per comprendere le caratteristiche del mercato azionario devi conoscere, innanzitutto, la differenza tra:

  • valore nominale, è il valore che si ottiene dividendo il capitale sociale per il numero di azioni;
  • valore patrimoniale, è il valore che si ottiene dividendo il patrimonio netto per il numero di azioni;
  • valore di mercato, è il valore a cui le azioni vengono scambiate sul mercato.

Ad esempio, una società si è formata con un capitale sociale di 20.000 euro emettendo 1000 azioni; dopo un anno ha raggiunto un patrimonio di 50.000 euro e sul mercato ogni azione ha oggi un valore di 40 euro. Ciò significa che le azioni della società hanno valore nominale 20 euro (20.000/1000), valore patrimoniale 50 euro (50.000/1000) e valore di mercato odierno 40 euro.

Quali sono i rischi dell’investimento in azioni?

Le azioni, per la loro struttura, non ti possono garantire niente di certo, né un rendimento periodico, né la restituzione del capitale investito. Se acquisti delle azioni devi aver ben chiaro che il valore dell’azione dipende dall’andamento della società e da una serie di fattori esterni dati dalla situazione economica e politica e che il rischio che corri, come azionista, riguarda il tuo investimento per intero. Devi anche tener presente che le azioni non hanno scadenze e devi essere disposto a mantenere il tuo investimento per tempi lunghi.

Detto questo, per poter fare una scelta ponderata non ti resta che riflettere anche sulle prospettive offerte del mercato azionario: possibilità di rendimenti superiori rispetto al mercato obbligazionario con il superamento dei limiti imposti dai tassi attuali molto bassi.

Ritenuta fiscale sugli investimenti

A partire dal 2014, la tassazione sugli strumenti finanziari è stata aumentata al 26%, fatta eccezione per i titoli di Stato che godono dell’aliquota del 12,50% insieme a tutti i titoli raccolti in una lista particolare, detta White List, che comprende titoli emessi da stati sovrani o da organismi internazionali. Ad oggi (ottobre 2018) gli interessi sugli investimenti continuano ad essere considerati rendite finanziarie e soggetti all’aliquota del 26% sia nel caso dei dividendi azionari che per gli interessi di obbligazioni societarie e bancarie. La stessa aliquota è applicata alle plusvalenze, cioè sui guadagni realizzati vendendo uno strumento finanziario.

Qual è l’investimento migliore in assoluto?

Ti sei sempre chiesto quali siano le caratteristiche di un’obbligazione o di un’azione che la rendono migliore di un’altra e quindi da acquistare: non ce ne sono. O meglio, non esiste un titolo che, in assoluto, sia migliore di un altro, ma esiste quello che, in un determinato momento e in determinate condizioni, risponde meglio alle tue esigenze presenti e future.

Se vuoi limitarti a difendere il tuo capitale e a mantenerlo nel tempo, puoi rivolgere la tua attenzione a depositi liquidi, bancari o postali. A tal proposito, ricordiamo che, anche nel malaugurato caso di attuazione dello strumento di salvataggio delle banche in crisi, detto bail-in, ogni depositante è fatto salvo per depositi di importo fino a 100.000 euro, con l’intervento del Fondo di Garanzia Interbancaria.

Naturalmente, i depositi liquidi, siano essi conti correnti, conti di deposito, libretti a risparmio o buoni fruttiferi, essendo facilmente smobilizzabili offrono rendimenti estremamente bassi. I titoli di stato, Bot, CCT e BTP, alla luce dei tassi attuali, possono essere considerati parcheggi, così come il tradizionale Bund tedesco, di ottima sicurezza, ma che offre rendimenti negativi. Le obbligazioni bancarie, alla luce della situazione di incertezza del settore, delle variazioni normative sugli indicatori, sui prospetti e sull’informativa, e degli effetti della politica economica devono essere valutate con attenzione.

Nel caso tu possa affrontare un rischio un po’ più alto e voglia quindi indirizzare la tua scelta verso un investimento azionario, è necessario che tu tenga presenti i nuovi percorsi di politica monetaria che verranno presto affrontati a livello europeo e come essi influenzeranno i mercati. Una buona scelta può essere quella di iniziare a pensare agli investimenti in modo nuovo, rivolgendosi a forme che consentano di programmare un futuro che l’attuale situazione economica, politica e sociale, rende insolitamente incerto. Potresti cominciare a pensare ai fondi pensione, ai piani di accumulo, ai pir, alle forme più innovative di risparmio, ma questa è un’altra storia che presto affronteremo.


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