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Annullamento matrimonio dopo divorzio

23 Gennaio 2018
Annullamento matrimonio dopo divorzio

Cosa significa far annullare il matrimonio e cosa accade se l’annullamento avviene dopo il divorzio? Quali sono i motivi validi per cui è possibile ottenere l’annullamento e quali conseguenze implica?

Sposarsi o non sposarsi non è importante, in ogni caso ti pentirai…diceva qualcuno! Ebbene, quando si decide di fare il grande passo verso l’altare, i coniugi sanno che in seguito al matrimonio saranno obbligati a rispettare determinati doveri quali la coabitazione, la fedeltà, l’assistenza, la collaborazione ecc. Tuttavia, in compenso, ai doveri si accompagneranno anche una serie di diritti, quali quello di essere sostenuto, di ottenere la collaborazione del coniuge nelle vicende della vita ecc. Ma cosa accade se la vita matrimoniale proprio non funziona? Quali strade sono previste se la rottura della coppia è irreversibile? Oltre al divorzio è previsto, in determinati casi, l’annullamento del matrimonio, il quale può avvenire anche dopo il divorzio stesso. Non di rado e per i motivi più svariati può arrivare la rottura della coppia che nel peggiore dei casi si tramuta in un allontanamento irreversibile, il quale porterà al tanto temuto ‘divorzio’. Potrai dirti ‘divorziato’, appunto, quando, in seguito ad una più o meno lunga battaglia, il Tribunale avrà emesso la sentenza di divorzio; da quel momento avrai smesso di avere obblighi coniugali verso la tua ormai ex moglie e lei non ne avrà più nei tuoi riguardi. Dopo la tempesta tornerà il sereno e, se non ne siete usciti troppo scottati, sarete di nuovo liberi di creare una nuova famiglia. A volte, però, a causa della gravità dei motivi che hanno portato al fallimento delle nozze, ottenere la sentenza di divorzio non basta. Potrebbero infatti sussistere i presupposti per cui il matrimonio debba considerarsi, addirittura, come mai celebrato, mai esistito! Ottenuto l’annullamento del matrimonio da parte del Tribunale, potrai ritenere di essere praticamente tornato al punto di partenza, tanto che sarai considerato addirittura celibe/nubile. In questo articolo vedremo insieme cos’è l’annullamento del matrimonio, quali sono i presupposti per ottenere l’annullamento e quali sono le peculiarità dell’annullamento matrimonio dopo il divorzio.

Cos’è l’annullamento del matrimonio?

L’annullamento del matrimonio ha come effetto lo scioglimento del vincolo matrimoniale; pertanto se ottieni l’annullamento del matrimonio sarà come se non fossi mai stato sposato e puoi ritenerti celibe/nubile a tutti gli effetti. La domanda di annullamento del matrimonio è indipendente da eventuali procedimenti di separazione o divorzio, pertanto può essere presentata -indifferentemente- prima, dopo o durante l’altro procedimento di separazione o divorzio, appunto. Anche le relative pronunce non sono legate e non si influenzano vicendevolmente.

Questo significa che è possibile, ad esempio, che tu ottenga la sentenza di divorzio ma non anche quella di annullamento, oppure che, nonostante l’ottenimento della sentenza di annullamento, possa essere tenuto a corrispondere lo stesso un eventuale assegno di mantenimento.

E’ però necessario chiarire che esistono diversi tipi di matrimonio:

  • il matrimonio civile, che viene celebrato presso il comune e che la Chiesa non riconosce;
  • il matrimonio religioso, che viene celebrato davanti al sacerdote in quanto sacramento, e che però non ha effetti per la legge. Chi si sposa soltanto in Chiesa, per lo Stato non risulta essere sposato;
  • il matrimonio concordatario, che viene sì celebrato davanti al sacerdote, ma che è valido anche per la legge. Il matrimonio concordatario fa sì che gli sposi risultino tali sia per la Chiesa che per lo Stato.

Quali sono le cause di annullamento del matrimonio civile?

L’annullamento del matrimonio civile può avvenire quando:

  • il matrimonio è avvenuto fra due minorenni. Questi, infatti, possono sposarsi solo se prima il Tribunale per i Minorenni li abbia autorizzati. Se non c’è l’autorizzazione, quindi, l’annullamento può essere chiesto da colui che non aveva l’età prevista dalla legge al momento della celebrazione del matrimonio;
  • uno dei due era già sposato;
  • gli sposi sono parenti, affini o adottati dagli stessi genitori;
  • uno dei due è stato condannato per omicidio del coniuge dell’altro [1];
  • il matrimonio avviene con chi era stato dichiarato ‘interdetto’, ossia che versava in una grave situazione di difficoltà mentale per cui non era in grado di intendere e volere. Inoltre può essere chiesto l’annullamento anche nel caso in cui il Giudice dichiari interdetto uno dei due dopo la celebrazione del matrimonio; in questo caso bisognerà dimostrare che all’epoca della celebrazione non si era nel pieno delle facoltà mentali e quindi che si stava male psicologicamente e si necessitava di cure psichiatriche [2];
  • uno dei due, al momento della celebrazione era incapace di intendere e di volere, perchè, ad esempio, era infermo di mente o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti [3];
  • il matrimonio è stato celebrato solo perchè i coniugi (o uno dei due) stavano subendo una violenza fisica o psicologica, o erano stati minacciati di subire un danno ingiusto. Il matrimonio può essere inoltre annullato se uno dei due pensava di sposare Tizio invece ha sposato Caio (c’è stato quindi un problema sull’identità della persona), oppure pensava di sposare un soggetto che aveva determinate qualità invece ne aveva delle altre (es. pensava di sposare un medico di professione invece ha sposato un disoccupato con il vizio del gioco) [4];
  • il matrimonio è stato soltanto simulato; questo significa che i due avevano deciso, ad esempio, di mettere in scena un matrimonio con la consapevolezza che sarebbe stato soltanto una finzione. E’ chiaro però che, qualora nonostante abbiano deciso di simulare il matrimonio, dopo la celebrazione delle nozze i due decidano di convivere come due sposi per così dire “veri”, allora in quel caso non si potrà pretendere che il matrimonio venga annullato [5].

Quali sono le cause di annullamento del matrimonio religioso?

Se hai scelto il rito religioso, sappi che il diritto canonico prevede altre ipotesi, in presenza delle quali può essere chiesto l’annullamento del matrimonio, quali:

  • il caso in cui lo sposo sia impotente sessualmente [6];
  • il caso in cui uno dei coniugi sia battezzato e l’altro no [7];
  • l’ipotesi in cui uno dei due abbia prestato un voto di castità [8];
  • l’ipotesi in cui uno dei due abbia rapito l’altro per costringerlo al matrimonio [9];
  • il caso in cui dopo la celebrazione del matrimonio i due non abbiano consumato sessualmente il matrimonio [10];
  • il caso di matrimonio condizionato: quello che si ha quando uno dei due stabilisce che il matrimonio sarà effettivo solo al verificarsi di una condizione; ad esempio solo quando l’altro conseguirà la laurea, o solo quando diventerà abbastanza ricco. Si tratta di una condizione che potrebbe verificarsi come no, e rende nullo il matrimonio [11].

Si può chiedere l’annullamento del matrimonio dopo aver ottenuto il divorzio?

La risposta è Si. Se sei divorziato ma la tua attuale partner con cui pensi di costruire una nuova famiglia è una persona religiosa e desidera sposarti in Chiesa davanti al sacerdote, non vi sarà permesso accedere al sacramento. Se però il tuo matrimonio fallito aveva i connotati di un matrimonio nullo, la soluzione sarebbe, appunto, ottenerne l’annullamento. In questo caso potreste convolare a nozze secondo il rito religioso e senza alcun impedimento. In più con l’annullamento del precedente matrimonio, non sarai tenuto a versare alcun assegno di mantenimento che ti è stato imposto con la sentenza di separazione o di divorzio.

Attenzione però: con una recente ordinanza, la Cassazione [14] ha chiarito che la sentenza di annullamento non ha effetti se quella di divorzio è già passata in giudicato. Questo perché la sentenza che decide sull’assegno di divorzio resta intangibile, in caso di successiva delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità, visto che non esiste “un rapporto di primazia della pronuncia di nullità, secondo il diritto canonico, del matrimonio concordatario sulla pronuncia di cessazione degli effetti civili dello stesso matrimonio, trattandosi di procedimenti autonomi, aventi finalità e presupposti diversi.

Quindi, per poter sperare di non pagare più il mantenimento è necessario agire subito con la pronuncia di nullità del matrimonio.

Sul punto ti consiglio di leggere l’approfondimento pratico Mantenimento: viene revocato con l’annullamento del matrimonio?

La sentenza è molto importante, ma non è isolata, anzi. Il risultato è il seguente: la ex moglie mantiene il diritto all’assegno se la sentenza di divorzio è passata in giudicato prima dell’annullamento della Sacra rota. La Suprema corte ricorda, infatti, che non esiste un rapporto di “primazia” della pronuncia di nullità, secondo il diritto canonico, del matrimonio concordatario sulla pronuncia di cessazione degli effetti civili delle stesse nozze. Per la Cassazione si tratta di procedimenti autonomi che hanno finalità e presupposti diversi. Nel diritto italiano l’obbligo di mantenimento si basa sull’accertamento dell’impossibilità della comunione spirituale e morale tra i coniugi, che è conseguente allo scioglimento del vincolo matrimoniale civile o alla dichiarazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario. Il dovere di versare l’assegno non è dunque costituito sulla validità del matrimonio, oggetto invece della sentenza ecclesiastica “tenuto conto che la declaratoria di nullità ex tunc del vincolo matrimoniale non fa cessare alcuno status di divorziato , che è uno status inesistente, determinando piuttosto, la pronuncia di divorzio la riacquisizione dello stato libero.

Annullamento del matrimonio civile

Con l’aiuto di un avvocato potrai presentare l’atto introduttivo del procedimento – che è l’atto di citazione- presso il Tribunale del luogo in cui l’altro coniuge ha domicilio o residenza. Se invece tu e il tuo ex coniuge siete entrambi d’accordo nell’intraprendere questa strada, potete avanzare una richiesta congiunta. In questo caso il giudice, dopo aver verificato che ci siano i presupposti, ratifica l’annullamento. Questo significa che, preso atto della richiesta di annullamento da parte di entrambi, la rende efficace.

Annullamento del matrimonio religioso

Per annullare il matrimonio religioso dovrai rivolgerti invece al tribunale ecclesiastico della tua regione, il quale, al termine del procedimento, accertati i presupposti, emetterà la sentenza di annullamento. A questo punto però è necessario far sì che questa sentenza sia valida anche dal punto di vista civile.

Per fare questo dovrai rivolgerti alla Corte d’Appello competente la quale farà una verifica sulla sentenza ecclesiastica e, se contiene tutti i requisiti chiesti dalla legge, andrà, sostanzialmente, a riconoscere l’annullamento che, solo allora, avrà validità anche per la legge. Tale procedimento è chiamato “giudizio di delibazione” ed è necessario affinché l’annullamento venga annotato presso i registri dello stato civile. Senza quest’ulteriore procedimento non potrai sposarti nuovamente altrimenti incorreresti nel reato di bigamia.

Cosa accade alla sentenza di divorzio dopo la dichiarazione di annullamento?

Con la sentenza di divorzio precedentemente ottenuta, il giudice avrà certamente predisposto delle condizioni economiche a carico di uno dei due coniugi in favore dell’altro. Può darsi, ad esempio, che il giudice ti abbia riconosciuto un assegno di mantenimento, quindi ti starai chiedendo cosa ne sarà di quella decisione in seguito alla pronuncia di annullamento del matrimonio. Ebbene, le condizioni economiche stabilite dal giudice non saranno modificate a seguito della sentenza di annullamento. Potrai continuare a ricevere l’assegno nonostante il matrimonio – da cui quell’assegno deriva-  sia stato ritenuto nullo [12].

Se il giudice non riconosce l’annullamento pronunciato a livello ecclesiastico?

Potrebbe accadere che, nonostante la dichiarazione di annullamento del matrimonio religioso, il Giudice ritenga effettivo il matrimonio che sia durato per più di tre anni. Se, infatti, tu e la tua ex moglie avete convissuto per più di tre anni e non hai modo di provare il contrario, né riesci a provare che sia mancata da parte tua la volontà di condurre una normale vita matrimoniale, il giudice può considerare che ci sia stato un effettivo rapporto coniugale avvalorato magari dalla nascita di figli e, pertanto, lo stesso potrà rigettare la richiesta di confermare la sentenza di annullamento già ottenuta in sede ecclesiastica. In questo caso non avrebbe effetto l’annullamento del matrimonio religioso nei confronti del matrimonio civile.

In altre parole, se anche per la chiesa il tuo matrimonio è annullato e quindi è come se non fosse mai stato celebrato, per la legge non è così: il tuo matrimonio, seppure ormai finito a seguito della sentenza di divorzio, per la legge in passato è esistito [13].

Di ROSANNA PUPO

note

[1] Art. 117 cod. civ.

[2] Art. 119 cod. civ.

[3] Art. 120 cod. civ.

[4] Art. 122 cod. civ.

[5] Art. 123 cod. civ.

[6] Can. 1084.

[7] Can. 1086.

[8] Cann. 1087-1088.

[9] Can. 1089.

[10] Can. 1142.

[11] Can. 1102.

[12] Cass. sent. n. 21331 del 18.09.2013.

[13] Cass. n. 3315 dell’8.02.2017 ; SS. UU. n. 16379 del 17.07.2014.

[14] Cass. ord. n. 1882/19 del 23.01.2019.


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