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Trasparenza nella PA: pubblicati gli stipendi dei politici e i bilanci delle amministrazioni

19 febbraio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2013



Entrate e uscite delle P.A. consultabili su internet, stipendi dei politici visibili e libero accesso agli atti: sono queste le principali novità legate all’attuazione della recente normativa anticorruzione.

Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un rivoluzionario decreto sulla trasparenza, che impone la massima pubblicità e diffusione delle informazioni relative alla Pubblica Amministrazione. Ciò allo scopo di disincentivare gli sprechi di denaro [1] e garantire la massima trasparenza nei conti pubblici.

Il modello è quello statunitense: il cosiddetto Freedom of information Act, che prevede la pubblicazione online dei dati scottanti per gli enti e il diritti di accesso alle carte da parte dei cittadini.

La trasparenza non risparmierà nessuno: dai politici agli amministratori locali, dalle comunità montane ai grandi apparati statali. Tutti gli enti pubblici dovranno rendere note le informazioni legate alla gestione del denaro e alle attività svolte.

Davvero storiche le novità. Viene introdotto:

1) l’obbligo di pubblicare redditi e patrimoni dei politici delle amministrazioni locali e dei loro parenti fino al secondo grado. Dovranno essere pubblicati anche gli atti dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche, le nomine dei direttori generali delle Asl e gli accreditamenti delle strutture cliniche;

2) l’obbligo di trasparenza, ossia la totale accessibilità delle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle P.A., allo scopo di favorire il controllo sull’operato delle istituzioni e sul corretto utilizzo delle risorse;

3) il diritto di accesso civico: tutti i cittadini avranno diritto di chiedere e ottenere che le pubbliche amministrazioni pubblichino atti, documenti e informazioni che detengono e che, per qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato;

Ogni ente pubblico dovrà istituire, sul proprio sito internet, un’apposita sezione in cui catalogare delibere, approvazioni, atti e documenti previsti dalla legge.

Il provvedimento [2] ambisce a creare una nuova era di rapporti tra cittadini e amministrazione, per prevenire la corruzione e ristabilire la fiducia persa.

note

[1] Consiglio dei Ministri n. 69 del 15.02.2013.

[2] In attuazione della recente normativa per la prevenzione e repressione della corruzione e illegalità nella pubblica amministrazione: L. 6.11.2012, n. 190.

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