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Si può fotografare una caserma?

25 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2018



È reato fotografare una caserma? Si può fare una ripresa in luogo pubblico? Possono essere immortalate strutture militari?

Oggi scattare una foto è tanto semplice quanto il rischio che, così facendo, si possa incorrere in una sanzione. Non ci crederai, ma il tuo fedelissimo smartphone di ultima generazione, con tante di quelle applicazioni che non riuscirai a scovarle tutte nemmeno se impiegassi una vita intera, può essere uno strumento a doppio taglio se non utilizzato bene. Avrai già capito che l’acerrimo nemico dell’occhio del tuo cellulare è la privacy: la nuova normativa a tutela della riservatezza (leggi Gdpr) rende più stringenti le regole già previste nelle vecchie leggi. Se questo restyling servirà a qualcosa, solo il tempo potrà dirlo. Ciò che è importante, però, è che tu sappia che non puoi brandire il tuo cellulare e andare a zonzo filmando e fotografando ciò che più ti piace. Probabilmente già saprai che non puoi riprendere o immortalare una persona senza il suo consenso, a meno che tu non rispetti delle regole precise che, nel corso dell’articolo (che, spero, vorrai leggere), ti illustrerò. Oltre a questi principi, la legge ti vieta di fotografare alcuni luoghi particolari, come ad esempio le caserme. Ma perché? Vige una super privacy? Se sei interessato a quanto ti ho detto sinora, ti consiglio di proseguire nella lettura: ti spiegherò cosa puoi o non puoi riprendere e, poi, se si può fotografare una caserma.

Cosa si può fotografare?

Prima di scendere nel dettaglio, cioè di capire se si può fotografare una caserma, preferisco spiegarti i principi generali, validi per fotografie e riprese di qualsiasi tipo. Come in parte anticipato in premessa, non puoi fotografare o filmare persone senza il loro consenso. In realtà, questa regola di massima va specificata. Il divieto cambia a seconda del luogo ove tu effettui la ripresa: se si tratta di immagine rubata all’interno di una dimora privata, allora addirittura potrebbe scattare il reato di interferenze illecite [1]; se, al contrario, la tua attività si svolge in luogo pubblico, allora non incorri in alcun crimine, ma comunque ti è fatto divieto di diffondere le immagini e i video realizzati senza il consenso delle persone coinvolte, a meno che tu non provveda a renderle irriconoscibili (ad esempio, modificando le immagini in modo da celare i volti e tutti gli altri tratti distintivi). Non mi sono spiegato? Cercherò di essere più chiaro nei prossimi paragrafi.

Fotografare una persona è reato?

Fotografare una persona è reato se viene immortalata quando si trova in un luogo privato, tipo casa sua; al contrario, fotografare e riprendere la proprietà del vicino, se non vengono superate le mura esterne, e cioè quando non si invade la vita privata della persona, è assolutamente legale. In altre parole, il divieto riguarda solo ciò che è nascosto alla vista.

Anche secondo la Corte di Cassazione non ricorre il reato di interferenze illecite nella vita privata quando il vicino abbia protetto la propria dimora da occhi indiscreti come, per esempio, con delle tende. Insomma: quel che è pubblico (come la facciata dell’abitazione) può essere oggetto di riprese fotografiche e filmati. La tutela della proprietà è pertanto limitata a ciò che si compie in luoghi di privata dimora in condizioni tali da renderlo tendenzialmente non visibile ad estranei. Il titolare del domicilio non può recriminare nulla se le sue azioni, pur svolgendosi all’interno della privata dimora, possono essere liberamente osservate dall’esterno senza ricorrere a particolari accorgimenti [2]: emblematico è l’esempio di chi si spogli mettendosi in bella mostra davanti alla finestra spalancata. In questo caso, non c’è ragione di tutelare la riservatezza se l’interessato si è volontariamente esposto alla vista della collettività: la legge tutela solamente ciò che è sottratto alla normale osservazione dall’esterno.

Fotografare una persona in luogo pubblico: è reato?

Fotografare una persona è reato se l’immagine è scattata in luogo pubblico o aperto al pubblico? È una condotta legale e, soprattutto, è possibile diffondere il materiale? In effetti, chi decide di frequentare un luogo pubblico (una piazza, ad esempio) accetta il rischio di essere visto ed, eventualmente, ripreso.

La legge vieta la diffusione di immagini che non sia autorizzata dal diretto interessato [3]; pertanto, se si effettua un filmato di persone sconosciute, anche se si trovano in luogo pubblico, non potrà essere pubblicato o distribuito senza l’espressa liberatoria della persona ripresa, a meno che il volto o i tratti identificativi di questa non siano alterati in modo da renderla irriconoscibile. Da tanto si evince che il filmato realizzato per uso esclusivamente personale è perfettamente legale, senza che occorra alcun permesso.

Ricapitolando, anche quando le persone, presenziando ad un evento pubblico (politico, sportivo, ecc.), rinunciano in parte al loro diritto alla privacy, per filmarle e diffondere il video sarebbe comunque necessario il loro consenso scritto. Questo ostacolo, tuttavia, può essere facilmente superato facendo solo rapide panoramiche sulla folla, senza soffermarsi sui primi piani (altrimenti occorrerebbe la liberatoria della persona singolarmente inquadrata); oppure, editando l’immagine e rendendo non riconoscibili le persone.

Fotografare una persona famosa: è reato?

Fotografare una persona famosa è reato? Secondo la legge, sono esenti dalla tutela per la privacy le persone famose: filmare un politico a un comizio e poi condividere il video sui social network non necessita di alcuna liberatoria. La legge sul punto è chiara: «Non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico» [4]; lo stesso articolo, però, afferma anche che «Il ritratto non può essere esposto o messo in commercio quando l’esposizione rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritratta». Ciò significa, quindi, che è fatto divieto diffondere immagini che possano danneggiare la fama e la considerazione che il pubblico ha di quella persona: si pensi ad esempio ad una nota star ripresa mentre è ubriaca. Lo stesso vale per la sua sfera privata o intima: anche quest’ultima non potrà essere oggetto di riprese, poiché in quel momento la persona famosa non intende esser vista da altri.

Quanto detto vale per quasi tutte le celebrities, fatta eccezione per alcuni casi in cui il consenso è comunque richiesto. Si tratta di quegli episodi nei quali è fatto divieto di riprese: si pensi ai concerti dei cantanti che proibiscono espressamente di filmare l’evento.

Fotografare una caserma: si può?

Giungiamo al punto cruciale: si può fotografare una caserma? Per i luoghi e le strutture di interesse militare, o comunque attinenti alla sicurezza nazionale, la legge sembrerebbe prevedere un regime particolarmente restrittivo. Secondo un decreto del 2009 [5] che richiama un vecchio decreto regio del 1941 (oramai abrogato), sarebbe vietata la divulgazione di notizie relative alla sicurezza nazionale e, per quanto ci riguarda, di notizie inerenti a fortificazioni, basi ed impianti delle forze armate. Poiché le caserme rientrano senza dubbio nell’ambito delle strutture destinate alle forze dell’ordine, si potrebbe evincere il divieto generale di fotografare una caserma.

In realtà, la norma va intesa nel senso che è vietato scattare fotografie o effettuare filmati che possano violare la riservatezza di luoghi così delicati come quelli inerenti alla sicurezza nazionale. Perciò, si desume che fotografare una caserma non costituisce illecito se non viola davvero la segretezza di questi posti.

Fotografare una caserma: è reato?

Fotografare una caserma è reato? Potrebbe esserlo: secondo il codice penale, è punito con la reclusione da uno a cinque anni chiunque:

  • si introduce clandestinamente in luoghi o zone in cui è vietato l’accesso nell’interesse militare dello Stato;
  • è còlto, in tali luoghi o in loro prossimità, in possesso ingiustificato di mezzi idonei a commettere delitti di spionaggio politico o militare, ovvero procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato;
  • è còlto in possesso ingiustificato di documenti o di qualsiasi altra cosa atta a fornire le notizie coperte dal segreto di Stato [6].

Altre norme, poi, puniscono la rivelazione di segreti di Stato o di altre notizie di cui è stata vietata la divulgazione. In sintesi, possiamo dire che fotografare una caserma costituisce reato solamente se l’immagine catturata sia in grado di violare la segretezza di atti o documenti coperti da segreto di Stato oppure di atti la cui divulgazione è stata vietata. In buona sostanza, fotografare una caserma è lecito così come lo è fotografare dall’esterno una casa senza entrare nella vita privata di chi vi abita.

In pratica, però, potrebbe succedere che i militari si possano insospettire da chi si metta a fotografare una caserma con insistenza: la condotta potrebbe essere scambiata per un’attività losca, soprattutto se ad essere immortalati sono presidi militari posti in aree sensibili. Non sono pochi i casi di persone addirittura tratte in arresto per essere state colte in siti militari nell’atto di fare delle fotografie; certo, è difficile che l’accusa regga in giudizio, visto che occorrerebbe dimostrare che la condotta di fotografare una caserma abbia leso o comunque messo in pericolo la sicurezza nazionale.

Fotografare una caserma: è possibile?

In estrema sintesi, possiamo dire che fotografare una caserma è possibile se:

  • la foto sia scattata dall’esterno;
  • non venga violata la riservatezza degli agenti all’interno, né quella di documenti segreti o altri dati sensibili;
  • non venga in concreto violata o messa in pericolo la sicurezza nazionale.

Quanto detto per la caserma vale per qualsiasi altro presidio o struttura militare, tipo: aeroporti, impianti ferroviari militari o di interesse militare; organizzazioni ferroviarie nelle zone prossime alla frontiera o alla costa; linee ferroviarie di grande traffico; ecc.

note

[1] Art. 615-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 18035/2012 del 11.05.2012.

[3] Art. 96, legge n. 633/1941.

[4] Art. 97, l. n. 633/1941.

[5] Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, n. 7 del 12.06.2009.

[6] Art. 260 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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