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Lo sai che? Nomi dei neonati dopo la riforma: non più di tre prenomi

Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2013

Nomi per bambini: la riforma del diritto di famiglia ha toccato anche il tema dei prenomi

Con una recente circolare [1], il Ministero dell’Interno ha fatto chiarezza su diversi punti dell’ultima riforma del diritto di famiglia [2] rimasti ancora oscuri e soggetti a interpretazioni ambigue.

Come si ricorderà, la riforma ha eliminato ogni disuguaglianza normativa tra figli legittimi e figli naturali.

Un ulteriore tema trattato dalla riforma è quello dei prenomi. In particolare, dal 10 gennaio 2013, l’attribuzione del nome alla persona può contemplare diversi prenomi, per un massimo di tre.

La nuova legge infatti ha chiarito due questioni:

– il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso: viene quindi rimarcato il principio per cui è impossibile dare nomi femminili ad un maschietto e viceversa. Sul tema vi è stata, un paio di mesi fa, un’interessante pronuncia della Cassazione sul nome “Andrea” (leggi il nostro articolo “Nomi di bebé: si della Cassazione ad Andrea per la bambina”)

– il nome può essere costituito da uno o più nomi, anche separati, ma non superiori a tre.

Nel caso in cui siano imposti due o più nomi separati da virgola, negli estratti e nei certificati rilasciati dall’ufficiale dello stato civile e dall’ufficiale di anagrafe, deve essere riportato solo il primo dei nomi.

Tale norma non ha valore retroattivo, per cui non verranno sostituiti i nomi precedentemente attribuiti. Anche gli estratti e i certificati rilasciati dopo tale data, se relativi ad atti formati antecedentemente alla riforma, dovranno continuare ad essere emessi con il criterio consolidato anteriormente a tale modifica legislativa.

Gli ufficiali di stato civile sono obbligati a dare esaurienti indicazioni ai genitori in sede di dichiarazione di nascita del figlio. Essi quindi dovranno specificare che la virgola, eventualmente apposta, comporterà che i prenomi posti dopo tale segno non compariranno nelle certificazioni e nei documenti identificativi della persona.

note

[1] Circolare n. 33/2012.

[2] Legge n. 219/2012.


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