Pace fiscale: il tetto annunciato da Salvini

8 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Ottobre 2018



Il provvedimento interesserà i debiti sotto i 500mila euro. Il vicepremier esclude una nuova rottamazione. Quanti saranno i beneficiari?

Sarà un intervento «a gamba tesa». Come quello dei più duri difensori delle squadre di calcio. Solo che, in questo caso, il Governo non teme il cartellino rosso, anzi: è convinto di fare un favore sia allo Stato sia al contribuente. Roba da pallone d’oro, insomma. Così presenta ancora Matteo Salvini la pace fiscale. Il tetto annunciato da Salvini sotto il quale si potrà beneficiare dell’agevolazione sulle cartelle esattoriali arriva a metà strada tra quello di partenza (100mila euro) e quello ipotizzato da uno dei suoi collaboratori (1 milione di euro).

La pace fiscale riguarderà tutti i debiti sotto i 500mila euro.

Nessuna rottamazione, aggiunge il vicepremier. Quanti sono i contribuenti e di quanti soldi si parla lo vedremo tra poco.

Pace fiscale: le ultime novità

Secondo il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, dunque, il tetto sotto il quale si potrà beneficiare della pace fiscale è fissato in 500mila euro. Salvini annuncia anche che non ci sarà la classica rottamazione, il che cambia decisamente le carte in tavola rispetto a ciò che emergeva dall’ultima bozza del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019. Si era ipotizzata, infatti, una sorta di terza rottamazione delle cartelle esattoriali grazie alla quale si sarebbe pagato l’intero debito ma senza interessi, more o sanzioni, mentre per le liti tributarie l’agevolazione sarebbe consistita nello sconto tra il 30% ed il 50% sull’importo dovuto nel caso in cui il contribuente vincesse il ricorso contro l’Agenzia delle Entrate.

Ora Salvini apre un nuovo scenario.

Niente rottamazione ma un intervento «a gamba tesa» che prevede la pace fiscale per i debiti sotto i 500mila euro. Il vicepremier non ha detto nulla sulle aliquote da applicare a questi debiti, per cui si presume – siamo ancora in tempi di sole ipotesi – che restano confermate quelle già annunciate nelle scorse settimane e cioè:

  • un’aliquota minima del 6%:
  • un’aliquota media del 15%;
  • un’aliquota massima del 25%.

Perciò, chi oggi deve al Fisco 400mila euro dovrà pagare al massimo 100mila euro, cioè il 25% dell’intero debito. Il resto verrà «perdonato».

Pace fiscale: intervento anche sul capitale

Nello spiegare il provvedimento della pace fiscale, in arrivo dal 2019, Salvini parla di intervento «a saldo e stralcio» non solo su interessi e sanzioni ma anche sul capitale. Il perché, lo illustra così: «Le rottamazioni tolgono alle cartelle esattoriali sanzioni, more, interessi. Però se uno non ha 40mila euro non ne ha nemmeno 35mila. Se hai un debito di 80mila euro e te ne chiedo 70mila tu non me li dai. Se te ne chiedo il 15%, lo Stato incassa i soldi che non avrebbe mai incassato ed il contribuente torna a lavorare pagando le tasse».

Pace fiscale: quanti beneficiari e quanti soldi

Quanti sono i contribuenti che hanno un debito fino a 500mila euro e che, quindi, possono beneficiare della pace fiscale? Secondo l’Agenzia delle Entrate, degli 871 milioni di euro che gli italiani devono al Fisco, «solo» 300 miliardi o poco meno riguardano debiti sotto la soglia indicata da Salvini. La cifra più elevata è quella che si colloca proprio tra 100mila euro (il primo tetto segnalato per la pace fiscale) ed i 500mila euro, cioè la soglia annunciata ora da Salvini: sono quasi 138 miliardi di euro.

La pace fiscale dovrebbe riguardare 8 milioni e 800mila contribuenti.

La maggior parte di loro (5 milioni e 300mila circa) hanno un debito con il Fisco compreso tra i 1.000 ed i 10.000 euro, mentre tra la vecchia e la nuova soglia si collocano 620mila italiani.


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