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Pubblica amministrazione: si può lavorare senza concorso?

9 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Ottobre 2018



È necessario il concorso per lavorare nella pubblica amministrazione? Si può diventare dipendenti statali senza selezione?

Per lavorare alle dipendenze dello Stato devi sostenere un concorso pubblico, cioè una selezione ove è possibile partecipare solamente se si è in possesso dei requisiti richiesti e se, al termine delle prove, si risulta vincitori. Quanto appena detto è stabilito direttamente in Costituzione. A questo punto, considerata una fonte così autorevole, probabilmente penserai che non esistono altre vie per potere lavorare come dipendente pubblico; invece ti sbagli. Forse non sai che è possibile essere assunti dalla pubblica amministrazione anche senza aver superato un concorso, cioè senza sottoporsi a giorni di prove sfiancanti e di lunghe attese che difficilmente puoi immaginare se non ne hai mai affrontato uno. Com’è possibile? Non credi a ciò che ho appena scritto? Se quello che ho detto ti interessa e vuoi sapere come diventare dipendente statale senza passare per la selezione concorsuale, allora ti invito a proseguire nella lettura: ti dirò se si può lavorare senza concorso nella pubblica amministrazione.

Lavorare nella pubblica amministrazione senza concorso: si può?

Come anticipato, la Costituzione dice che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge [1]. Questa norma costituisce la regola generale su cui si basa l’instaurazione di un rapporto di impiego con la pubblica amministrazione. Esistono però eccezioni, cioè casi in cui si può lavorare senza concorso nella pubblica amministrazione.

La legge che disciplina il pubblico impiego dice che si può lavorare per la pubblica amministrazione, oltre che tramite procedure selettive (cioè concorso), anche mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità [2].

Ancora, sempre secondo la legge, le assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici dei soggetti disabili appartenenti alle categorie protette avvengono per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere.

Per il coniuge superstite e per i figli del personale delle Forze armate, delle Forze dell’ordine, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale della Polizia municipale deceduto nell’espletamento del servizio, nonché delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, le assunzioni avvengono per chiamata diretta nominativa.

Lavorare per la pubblica amministrazione: iscrizione centro per l’impiego

Le persone interessate a partecipare alle selezioni tramite il Centro per l’impiego devono iscriversi alle apposite liste presso il centro per l’Impiego di riferimento. I requisiti per potersi iscrivere sono i seguenti:

  • avere assolto l’obbligo scolastico;
  • essere maggiorenni;
  • possedere i requisiti per accedere al pubblico impiego.

Assunzione per chiamata numerica

Si può lavorare senza concorso nella pubblica amministrazione nelle ipotesi di chiamata numerica per le assunzioni obbligatorie delle persone che fanno parte delle cosiddette categorie protette (persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo): in questa circostanza, le amministrazioni e gli enti pubblici procedono per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento, previa verifica della compatibilità dell’invalidità con le mansioni da svolgere [3].

Assunzione per chiamata nominativa

Ancora, si può lavorare senza concorso nella pubblica amministrazione nei casi di chiamata diretta nominativa, che riguarda l’assunzione di coniuge e figli del personale di forze armate, forze dell’ordine, corpo nazionale dei vigili del fuoco e personale della polizia locale deceduto nell’espletamento del servizio, nonché delle vittime di terrorismo e criminalità organizzata.

La chiamata diretta nominativa è prevista dalla legge anche per i testimoni di giustizia, cioè per coloro che sono stati vittima o hanno assistito a gravi episodi di criminalità organizzata e hanno deciso di testimoniare in tribunale. Per loro, tra i diversi aiuti previsti dall’ordinamento giuridico, c’è anche la possibilità di lavorare nella pubblica amministrazione senza concorso, qualora non abbiano altrimenti riacquistato l’autonomia economica, con qualifica e con funzioni corrispondenti al titolo di studio e alle professionalità possedute, fatte salve quelle che richiedono il possesso di specifici requisiti. Alle assunzioni si provvede per chiamata diretta nominativa, nei limiti dei posti vacanti nelle piante organiche e nel rispetto delle disposizioni limitative in materia di assunzioni [4]

Esternalizzazione

Si può lavorare senza concorso per la pubblica amministrazione anche in un’altra evenienza. La legge consente di far ricorso a personale esterno (esternalizzazione) nei limiti e alle condizioni in cui la legge lo preveda, anche quando non sia possibile provvedere altrimenti ad esigenze eccezionali ed impreviste, di natura transitoria.

L’esternalizzazione, cioè la possibilità di lavorare senza concorso per la pubblica amministrazione, deve però rispettare dei rigidi paletti. Secondo la legge, si può ricorrere a professionalità esterne alla pubblica amministrazione solamente quando non si possa far fronte all’espletamento dell’incarico con personale già in servizio; le persone da selezionare devono essere assunte con contratto di lavoro autonomo, a tempo determinato, e devono essere esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, nel rispetto dei seguenti presupporti:

  • l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione, ad obiettivi e progetti specifici e determinati, e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione;
  • la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non è ammesso il rinnovo; l’eventuale proroga dell’incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell’incarico;
  • devono essere preventivamente determinati durata, oggetto e compenso della collaborazione [5].

Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti di collaborazione per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi (ad esempio, avvocati, ingegneri, ecc.) o con soggetti che operino nel campo dell’arte, dello spettacolo, dei mestieri artigianali o dell’attività informatica nonché a supporto dell’attività didattica e di ricerca, purché senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica , ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore.

In breve: la facoltà di ricorrere a collaborazioni esterne non può considerarsi una prerogativa arbitraria di chi amministra, ma va collocata nell’ambito del contesto normativo predisposto dal legislatore, il quale la consente solo in situazioni residuali e per un tempo limitato.

note

[1] Art. 97, co. 3, Cost.

[2] Art. 35, d. lgs. n. 165/2001 (Testo unico sul pubblico impiego).

[3] Legge n. 68/1999.

[4] Legge n. 6 del 11.01.2018.

[5] Art. 7, d. lgs. n. 165/2001.

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