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Come annullare una multa in ritardo

8 Ottobre 2018


Come annullare una multa in ritardo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Ottobre 2018



Prescrizione delle multe per violazioni del codice della strada anche dopo 60 giorni dalla notifica del verbale se dopo la cartella sono trascorsi cinque anni. 

Molto tempo fa hai ricevuto dal Comune alcune multe stradali che hai sistematicamente ignorato: da un lato non avevi i soldi per pagare, dall’altro il costo del ricorso al giudice ti è sembrato eccessivo rispetto all’importo dei singoli verbali. Dopo aver conservato le contravvenzioni nel cassetto della scrivania te ne sei completamente dimenticato. A ricordarti dei verbali è stata poi una cartella esattoriale che ti ha notificato l’agente della riscossione. Nel frattempo la somma totale è lievitata non poco: oltre alla multa e alle sanzioni si sono aggiunti gli interessi (che, ogni sei mesi, sono pari per legge al 10%). Anche in quell’occasione hai preferito comportati come in precedenza: ignorando la richiesta di pagamento. Ora però l’esattore ti ha notificato un nuovo avviso: la sua intenzione è avviare un pignoramento. Nel frattempo ha intenzione di iscrivere un fermo sulla tua auto. Sei scappato allo sportello per farti rilasciare un estratto di ruolo e verificare gli importi dovuti. Li hai portati al tuo avvocato affinché ti dicesse quali somme sono da pagare e se è ancora possibile fare ricorso. Questi però ti ha detto che, una volta decorsi sessanta giorni dalla notifica della multa, non è più possibile contestarla. È vero? Non proprio. Ci sono in realtà ancora delle possibilità per non pagare le contravvenzioni. A ricordarlo sono numerose sentenze della Cassazione e, da ultimo, una pronuncia del giudice di pace di Torino [1]. Di tanto ci occuperemo in questo articolo. Ti spiegheremo cioè come annullare una multa in ritardo.

Qual è il termine per impugnare una multa?

Per impugnare una multa e dedurre tutti i vizi di cui essa può essere affetta ci sono 30 giorni se intendi rivolgerti al giudice di pace. Invece se vuoi fare ricorso al Prefetto hai 60 giorni. Perché preferire il termine più breve a quello più lungo? Perché il giudice, a differenza del Prefetto, è un organo terzo e imparziale, peraltro anche tecnico. Il Prefetto è invece incardinato nella pubblica amministrazione e le sue decisioni possono essere – e spesso lo sono – orientate a favorire gli organi di pubblica sicurezza. Di solito ci si rivolge al Prefetto per i vizi macroscopici che non richiedono accertamento di fatto o particolari interpretazioni di norme (si pensi all’invio della multa oltre il termine legale di 90 giorni dall’infrazione o la mancata indicazione del luogo ove è stata commessa la violazione o l’errore nell’indicazione dell’automobile). Il ricorso al Prefetto ha però due vantaggi: è gratuito e, in caso di mancata risposta entro 220 giorni, l’impugnazione si considera accolta (il termine si riduce a 180 giorni se il ricorso, anziché essere inviato direttamente al Prefetto, viene spedito all’organo accertatore). Insomma vale la regola del silenzio assenso.

Lo svantaggio del ricorso al Prefetto è che, in caso di rigetto, viene emessa un’ordinanza ingiunzione che obbliga a pagare la multa in misura ordinaria. Il che significa quasi il doppio dell’importo indicato nel primo verbale. In ogni caso puoi impugnare la decisione del Prefetto, nei 30 giorni successivi, al giudice di pace.

Se al ricorso al Prefetto preferisci quello direttamente indirizzato al giudice di pace, devi pagare il contributo unificato ma, se la sentenza è di rigetto, difficilmente l’importo lievita (salvo eventuali spese processuali che però non sono dovute se il Comune si difende coi propri dipendenti).

Che succede se scade il termine per impugnare la multa?

Una volta scaduto il termine per impugnare la multa, l’automobilista non può più contestare il merito del verbale. Ad esempio non può più sostenere di non essere il proprietario dell’auto o eccepire la mancata taratura dell’autovelox. Ma, come dicevamo in apertura, c’è un’ultima scappatoia per resistere e non pagare. Questa scappatoia si chiama “pazienza”. Il tempo, come sana le ferite, sana anche i debiti. E difatti, se dopo la notifica della cartella esattoriale decorrono cinque anni il contribuente può far annullare il proprio debito. Si deve eccepire la prescrizione. Come? Vediamo dunque come annullare una multa in ritardo.

Come annullare una multa se sono scaduti i termini 

Per impugnare l’estratto di ruolo che contiene l’elenco delle multe non pagate puoi intraprendere due strade diverse e non necessariamente alternative (puoi cioè percorrerle entrambe).

La via più economica e semplice da percorrere è chiedere di annullare una multa in autotutela. In tal caso puoi inviare una raccomandata o una pec all’esattore facendo rilevare che il debito iscritto a ruolo è ormai prescritto. Non esistono formule particolari: puoi usare le parole che vuoi purché tu sia molto chiaro e indichi con esattezza la cartella prescritta.

La seconda via è quella di un’azione davanti al giudice di pace. Si chiama «azione di accertamento negativo del credito». È volta a far cancellare tutti i debiti prescritti per le multe non pagate [2].

Attenzione però: per chiedere l’annullamento delle cartelle per multe stradali a causa della prescrizione è necessario che, dopo la notifica della cartella, tu non abbia ricevuto alcun altro sollecito di pagamento, ivi compreso un preavviso di fermo. Detti atti infatti interrompono la prescrizione. Se hai ricevuto una diffida di pagamento, infatti (o se anche non l’hai ritirata alla posta), il termine dei cinque anni si intende interrotto e inizia a decorrere dal giorno dopo il ricevimento di tale atto.

note

[1] Gdp Torino, sent. n. 2653/18.

[2] Tale soluzione può essere esperita solo per le violazioni del codice della strada e non per le cartelle relative a imposte e tributi non essendo possibile l’accertamento negativo del credito davanti alla Commissione Tributaria (ove bisogna ricorrere solo contro atti).


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