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Il diritto di visita e frequentazione dei nonni

18 Novembre 2018


Il diritto di visita e frequentazione dei nonni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Novembre 2018



I nonni hanno diritto ad un rapporto significativo con i propri nipoti. Il bagaglio di esperienza, saggezza e affetto dei nonni è distinto da quello dei genitori e va preservato. 

Il nonno e la nonna sono due figure speciali nella vita di ogni nipote. La presenza dei nonni nella quotidianità dei bambini è un dono di dolcezza, affetto, gioco, ma anche di tanta saggezza e insegnamento. Si tratta di un legame profondo destinato a crescere giorno dopo giorno. Una relazione, il cui sviluppo non è più solamente lasciato al libero arbitrio dei genitori dei bambini, bensì trova tutela e riconoscimento legale. Sei un nonno o una nonna e ti chiedi se sia giusto non frequentare come vorresti i tuoi nipoti? Ti chiedi se il tuo rapporto con i nipoti sia un tuo diritto e se potresti farlo valere nei confronti dei genitori? Oppure sei un genitore e il nonno o la nonna di tuo figlio, si lamenta di non poter trascorrere il tempo che vorrebbe con suo nipote? E’ tuo figlio che, ti chiede spesso, di poter trascorrere più tempo con i nonni? La risposta è la medesima: la legge e la giurispudenza riconoscono il diritto di visita e frequentazione dei nonni.

Il diritto di visita e frequentazione dei nonni: riferimenti normativi

Il nostro ordinamento, pur non esistendo una norma esplicita che preveda un autonomo e assoluto diritto di visita e frequentazione dei nonni, predispone una forma di riconoscimento e tutela di tale interesse e aspirazione nei confronti dei nipoti. In particolare, tale diritto in capo ai nonni è pienamente protetto, ogni qualvolta corrisponda ad esso, un parallelo interesse dei nipoti ad instaurare un legame profondo di conoscenza e di affetto, tale da contribuire positivamente alla crescita e allo sviluppo della personalità della prole, in particolar modo minorenne.

La legge [1] riconosce il ruolo dei nonni nella vita quotidiana dei propri nipoti. In particolare, la relazione con i nonni contribuisce ad una crescita armoniosa, serena ed equilibrata dei nipoti. Una famiglia fondata su legami forti e sani rappresenta un pilastro per i figli. I nonni sono collocati all’interno di tale famiglia “allargata” e la loro presenza non deve essere superficiale, bensì significativa. Per relazione significativa, s’intende un rapporto tra nonno e nipote che, non si limiti ad un saluto e ad un “come stai?”. Il nonno deve trascorrere del tempo con il nipote. Il nonno, per porre un esempio, deve poter giocare con il nipote, leggergli un libro, cucinare per lui, passeggiare per strada in sua compagnia. Il tempo trascorso con il nipote deve essere un tempo di qualità.

Le relazioni tra nonni e nipoti rientrano nell’importante sfera di protezione dei diritti dell’uomo [2]. Il legame tra nonni e nipoti si colloca, infatti, tra i diritti fondamentali dell’uomo, come tale tutelato anche nell’ambito della normativa comunitaria [3]. Rileva, in tale ambito, il diritto di ogni persona, al rispetto della propria vita privata e familiare. Un rispetto che, nell’ambito dei rapporti tra nonni e nipoti, si traduce in una condotta tale da agevolare e promuovere il profondo legame di sangue già esistente.

Il diritto di visita e frequentazione dei nonni nel caso di separazione tra coniugi

Il diritto di visita dei nonni sussiste anche nell’eventuale fase patologica del rapporto tra i genitori [4]. Tale diritto non è però considerato autonomo ed assoluto, nel senso che, non potrà essere regolamentato con tempi e modalità come per i genitori stessi. E’ sufficiente che, il nonno frequenti il nipote nel tempo in cui quest’ultimo si trova presso il genitore di riferimento, madre o padre.

In eventuali controversie per separazione tra i coniugi, la presenza ed il ruolo dei nonni assume rilevanza anche nell’ambito della valutazione e della scelta di affidamento del minore, potendo determinare anche l’articolarsi dei provvedimenti di affidamento [5]. E’ il nipote stesso, ad essere titolare di un diritto alla conservazione di un legame significativo con i propri nonni [6]. Ciò al fine di evitare che, la separazione dei genitori possa produrre traumi alla personalità del minore stesso, garantendo così facendo, un rapporto continuativo, sereno ed equilibrato con tutti i componenti della propria famiglia.

Diritto alla frequentazione dei nonni: la tutela del diritto 

L’esistenza di significative relazioni affettive con i propri familiari, tra cui i nonni, costituisce un carattere saliente della nostra società e dei nostri costumi, un valore etico fondamentale che si trasmette da secoli ai propri figli. Il divieto di frequentazione, posto in assenza di concrete cause di impedimento, costituisce un potenziale e non trascurabile pregiudizio in capo alla prole. L’interesse dei nonni a frequentare i nipoti trova nel nostro ordinamento una possibile forma di tutela concreta [7]. I nonni hanno la possibilità di chiedere l’intervento di un giudice, al fine di operare un controllo sull’esercizio della potestà dei genitori.

I genitori, infatti, non possono impedire i rapporti dei figli con i parenti, tra cui i nonni, senza una ragionevole motivazione. I nonni, dunque, al fine di garantire l’interesse del nipote al mantenimento del vincolo affettivo e di sangue, sono legittimati a chiedere l’intervento di un giudice al fine di riconoscere e regolamentare le relazioni, le visite e le frequentazioni tra essi stessi e il nipote.

I termini di frequenza e di durata con i quali viene regolamentato il diritto di frequentazione dei nonni, devono, in ogni caso, essere tali da non compromettere la funzione educativa spettante ai genitori. Per porre un esempio, la possibilità di trascorrere del tempo con i propri nonni, prevista per almeno due giorni alla settimana per un paio d’ore, può essere considerata sufficiente.

Diversamente, la pretesa dei nonni di voler far pernottare presso la propria abitazione il nipote per almeno un giorno la settimana, può essere valutata come un’aspirazione eccessiva. In ogni caso, considerate le molteplici fattispecie, il giudice è tenuto a valutare il caso concreto, disciplinando i rapporti tra nonni e nipoti, attraverso un bilanciamento degli interessi sottesi a tale relazione, senza compromettere la figura e il ruolo principale che il genitore deve rivestire nella vita del figlio. In tali tipologie di controversie, il rifiuto dei genitori a consentire un legame dei figli con i nonni, può ritenersi giustificato, solamente in presenza di serie e comprovate motivazioni. Il giudice dovrà valutare la presenza di provate ragioni che “sconsiglino” di assicurare e regolare il rapporto dei nonni con il minore, poiché tale relazione potrebbe essere pregiudizievole per il nipote stesso.

Per porre un esempio, è legittimo il rifiuto di un genitore alla frequentazione del figlio con i nonni, laddove un nonno o una nonna manifesti problemi di natura psicologica, comportamenti violenti o aggressivi, problemi legali ad alcool o ad altre patologie significative, oppure semplicemente uno stile di vita non conforme alle comuni regole del buon senso e della buona condotta.

Al contrario, l’esistenza di dissapori e contrasti di natura meramente economica, tra i genitori e i nonni, non costituisce motivo ragionevole per ostacolare o addirittura vietare al figlio la frequentazione con i propri nonni.

Il diritto esercitato dai nonni assume una funzione strumentale per la piena realizzazione della personalità del nipote. I nonni facendo valere il proprio diritto alla frequentazione dei nipoti, “fanno valere il diritto dei nipoti” a sviluppare legami affettivi significativi, ritenuti fondamentali nel tracciare i caratteri salienti della personalità del minore.

Il diritto di visita e frequentazione dei nonni: un diritto fondamentale del nipote

Il nonno e la nonna sono tra le prime persone che, accolgono un bambino in famiglia. Le loro mani, i loro abbracci e il loro sostegno sono momenti quotidiani d’infinita dolcezza. Momenti destinati a lasciare un’impronta importante nei ricordi del piccolo nipote. La loro voce, il calore della loro presenza, il profumo dei piatti “fatti in casa”, i sorrisi sinceri, le passeggiate sulla Vespa, i pizzicotti sulle guance, i racconti di storie “vere”, sono emozioni, attimi di felicità. Il nipote ha il diritto di “vivere i nonni”. Un diritto riconosciuto tra quelli di carattere fondamentale [8]. Un interesse del minore che, assume i connotati di diritto della personalità.

I genitori sono tenuti a rispettare e promuovere il diritto fondamentale del figlio a vivere in un ambiente familiare sano e affettuoso, idoneo a valorizzarne il carattere, le aspirazioni e le capacità. La frequentazione dei nonni tutela un interesse essenziale del nipote, nel tempo della sua crescita e della sua formazione. Il bambino ha il diritto di vivere quotidianamente in un ambiente familiare e sereno. I genitori hanno il dovere di instaurare e garantire un ambiente di crescita sano ed affettuoso. Il rispetto tra le persone, i sentimenti sinceri e disinteressati, l’affetto fraterno sono valori che, s’insegnano ai più piccoli proprio attraverso il quotidiano approfondimento dei legami familiari.

Il rispetto reciproco tra le persone, in particolare, è il pilastro sulla base del quale costruire rapporti sani e armoniosi, tra genitori e figli, tra genitori e nonni, tra nonni e nipoti. Il rispetto è la radice di una famiglia unita e amorevole. La conoscenza significativa dei nonni è “un tassello” di rilevante importanza nella vita del nipote. I nonni costituiscono, con le loro storie, la loro esperienza, il loro esempio, un bagaglio di ricchezza per la personalità della prole. Una ricchezza che ha il sapore dell’affetto, della bontà, della saggezza, dell’insegnamento. Un bagaglio di cuore e di anima.

Di LAURA GAGLIARDI

note

[1] Art. 317 bis cod. civ.; Regolamento CE n. 2201/2003 art.1, par. 2, lett a) e art.2, punti 7 e 10.

[2] CEDU Sez. II n.107/2010 del 20.01.2015.

[3] Art. 8 Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

[4] Art. 155 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 17191 dell’11.08.2011.

[6] Art.155 co.1 cod. civ.

[7] Art.336 cod. civ.

[8] Art.315 bis cod. civ.


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