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Mancato uso del seggiolino in auto: omicidio stradale per i genitori?

17 Novembre 2018


Mancato uso del seggiolino in auto: omicidio stradale per i genitori?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Novembre 2018



E’ stato concepito ed è obbligatorio per garantire la sicurezza dei bambini in auto, eppure il seggiolino è spesso causa di incidenti drammatici, anche mortali.

Quando porti il tuo piccolo in auto ti assicuri sempre di metterlo nel seggiolino di sicurezza? Il bimbo è solo appoggiato o è allacciato saldamente al seggiolino? E il seggiolino è ancorato regolarmente all’auto secondo le istruzioni oppure è mobile? Sono domande queste che tutti i genitori dovrebbero porsi prima di trasportare i propri bambini in auto, perché dall’utilizzo del seggiolino può dipendere la vita stessa dei bambini. Un utilizzo che, però, deve essere corretto e che richiede che il seggiolino sia omologato, ossia riconosciuto conforme alla normativa di riferimento [1] ed agli standard di sicurezza in essa contenuti. Sono regole di sicurezza che, peraltro, anche il semplice buon senso dovrebbe indurre a rispettare indipendentemente da un preciso obbligo normativo e dalla cui inosservanza possono derivare anche conseguenze legali, serie e persino penali, a carico dei genitori inadempienti. Vediamo allora insieme le risposte alla domanda mancato uso del seggiolino in auto: omicidio stradale per i genitori?

Che cos’è e come si usa il seggiolino?

Innanzi tutto, sei sicuro di sapere tutto in materia di seggiolini? Lo sai che ce ne sono di diversi tipi a seconda del peso e dell’età dei bambini? Sai come vanno utilizzati? Allora, facciamo prima un po’ di chiarezza. Come certamente saprai, in caso di incidente, i bambini, più degli adulti, sono più esposti ai rischi per la loro incolumità a causa della loro statura, dimensione e peso. Infatti, in caso di urto o frenata, brusca o improvvisa, essi sono più soggetti ad essere sbalzati in avanti nel parabrezza o addirittura all’esterno dell’abitacolo dell’auto, con conseguenze facilmente immaginabili.

Per questo motivo, i bambini, fin da loro primo viaggio in auto e indipendentemente dalla distanza che l’auto deve percorrere, devono essere assicurati ai sistemi di ritenuta per bambini (più semplicemente, seggiolini), che, a seconda appunto dell’età, del peso e dell’altezza dei bambini, si suddividono nei seguenti cinque gruppi, come definiti dai Regolamenti [2]:

  1. gruppo 0 (o navicella): si tratta di lettini che consentono di far viaggiare sdraiati i bambini da 0 a 10 kg. Sono adatti, quindi, ad una fascia di età da 0 a 9 mesi circa;
  2. gruppo 0+ (o ovetto): si tratta di lettini simili a quelli del gruppo precedente, ma hanno maggiori protezioni per la testa e le gambe dei bambini. Sono utilizzabili per i bambini da 0 a 13 kg., corrispondenti, quindi, ad una fascia di età da 0 a 15 mesi circa;
  3. gruppo 1: si tratta di dispositivi che vanno fissati all’auto a mezzo le cinture di sicurezza e sono per i bambini da 9 a 18 kg., corrispondenti, quindi, ad una fascia di età da 9 mesi a circa 4-5 anni;
  4. gruppo 2: si tratta di cuscini muniti di braccioli e un piccolo schienale, che consentono di sollevare i bambini in modo da poter utilizzare le cinture di sicurezza. Essi sono per bambini da 15 a 25 kg., corrispondenti, quindi, ad una fascia di età da 4 a 6 anni circa;
  5. gruppo 3 (o booster): si tratta di un semplice seggiolino di rialzo, senza braccioli, che serve ad aumentare l’altezza del bambino in modo da potergli consentire di usare le cinture di sicurezza. E’ indicato per i bambini da 22 a 36 kg., corrispondenti, quindi, ad una fascia di età da 6 a 12 anni.

Come va collocato il seggiolino in auto?

Fino a 10 kg. di peso (corrispondente ad un bambino di circa 15 mesi), il seggiolino va obbligatoriamente posizionato nel senso contrario a quello di marcia. Quando l’altezza del bambino diviene tale da superare quella del poggiatesta, è possibile posizionare il seggiolino nel senso di marcia. Quanto ai sedili dell’auto dove poter collocare il seggiolino, dipende dalla sua categoria di appartenenza. Infatti:

  • per i Gruppi 0 e 0+, il seggiolino non può essere posizionato sul sedile anteriore se sul lato del passeggero è presente l’airbag inserito;
  • per i Gruppi 1, 2 e 3, il seggiolino può essere posizionato su qualsiasi sedile dell’auto, evitando però di collocarlo nel sedile anteriore laddove ci siano airbag inseriti.

Fino a che età è obbligatorio l’uso del seggiolino?

L’uso del seggiolino, nelle sue diverse tipologie, diviene non più obbligatorio quando il bambino compie i 12 anni di età oppure quando, pur non avendoli  ancora compiuti, abbia superato il metro e mezzo di altezza, perché da quel momento può utilizzare le ordinarie cinture di sicurezza, proprio come un adulto. Se, pertanto, il bambino ha 12 anni ma ha un’altezza inferiore al metro e mezzo, deve continuare ad usare il seggiolino di rialzo.

Che cosa dice il Codice della Strada?

Fin qui, hai visto schematicamente quanto dispongono i richiamati regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite, che vengono recepiti dal nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma anche il Codice della Strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, regola il trasporto dei bambini sui veicoli, stabilendo, a completamento di quanto già visto [3]:

  1. l’obbligatorietà dell’uso per i bambini di statura inferiore a un metro e mezzo di un sistema di ritenuta (il seggiolino, appunto) adeguato al loro peso e di tipo omologato;
  2. la doverosità per il conducente del veicolo di assicurarsi che detti dispositivi siano sempre efficienti;
  3. in caso di veicoli sprovvisti di sistemi di ritenuta, il divieto di far viaggiare i bambini di età fino a tre anni (quindi, neanche in braccio alla mamma), ed il divieto di far sedere sul sedile anteriore i bambini di età anche superiore ai tre anni se però la loro statura non supera il metro e mezzo.

Chi viola dette prescrizioni (non facendo uso del seggiolino oppure, pur facendone uso, alterandone e ostacolandone il normale funzionamento), è soggetto alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dallo stesso Codice della Strada. A questo punto, quindi, entrando nel vivo del quesito da cui siamo partiti, ti chiederai come si possa passare da una semplice sanzione amministrativa ad addirittura l’omicidio stradale per i genitori il cui figlio, senza seggiolino, sia morto a causa di un incidente stradale.

Che cos’è l’omicidio stradale?

Devi sapere, innanzi tutto, che l’omicidio stradale [4] è una nuova figura di reato che è stata introdotta dall’art. 1, comma 1, della legge 23 marzo 2016 n. 41, per realizzare un efficace contrasto a quello che era diventato un dato preoccupante e cioè il numero sempre più crescente delle vittime della strada causate da condotte di guida colpose o sotto l’effetto di alcool e sostanze stupefacenti. Ed infatti, proprio per dargli una maggiore efficacia ed incisività, la legge istitutiva ha concepito e regolamentato tale reato in maniera specifica, ossia come fattispecie incriminatrice autonoma e distinta dalle generali figure colpose di omicidio e lesioni, a cui prima le morti stradali venivano generalmente ricondotte.

Ciò precisato, dunque, quando si configura l’omicidio stradale? Sono diverse le ipotesi di condotta di guida a tal fine individuate e sanzionate dalla norma, tutte colpose, ma sostanzialmente riconducibili alle seguenti tre tipologie:

  1. la condotta di chi ha provocato la morte di una persona perché ha violato norme del Codice della Strada;
  2. la condotta di chi ha provocato la morte di una persona perché ha guidato in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica a causa dell’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope;
  3. la condotta specifica di chi ha provocato la morte di una persona perché:
  • ha viaggiato ad una velocità superiore a quella consentita nel tratto di strada percorso (a seconda che si tratta del centro urbano o di strade extraurbane);
  • ha attraversato un incrocio con il semaforo rosso o ha viaggiato contromano;
  • ha effettuato un’inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza di incroci, curve o dossi oppure ha effettuato un sorpasso in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di una linea continua.

Sono tutte fattispecie che – penserai certamente – sembrano difficilmente riferibili al caso di cui stiamo parlando. Nell’omicidio stradale, infatti, sembra che sia la condotta di un terzo a provocare l’incidente con l’effetto mortale per altri, laddove invece i genitori del nostro esempio subiscono l’incidente risultato mortale per il foglio, in quanto non posizionato o posizionato malamente nel seggiolino.

Eppure, avrai certamente letto qualche giorno fa della clamorosa sentenza del tribunale di Como, che occupatasi della morte in un incidente stradale di una bimba di un anno e mezzo che viaggiava in auto in braccio alla mamma (quindi, senza seggiolino), ha condannato, ritenendoli egualmente responsabili di omicidio stradale, sia chi ha provocato l’incidente perché in stato di ebbrezza, sia i genitori della bimba per mancato uso del seggiolino di sicurezza. E allora? Ebbene, i genitori sono imputabili di omicidio stradale, in quanto hanno violato una precisa norma del Codice della Strada, quella appunto che pone l’obbligo di utilizzare il seggiolino di sicurezza [5].

Una condotta, questa, che in più è certamente dotata di efficacia causale rispetto all’evento e connotata anche, sul piano soggettivo, dalla violazione di elementari regole di prudenza e diligenza, che, quali soggetti responsabili della custodia del minore, i genitori sono direttamente tenuti ad osservare.

Di GABRIELLA SPARANO

note

[1]Regolamento n. 44 UN/ECE.

[2]Regolamenti UN/ECE n. 44 e n. 129.

[3] Art. 172 Codice della Strada.

[4] Previsto dall’art. 589 bis cod. pen.

[5] Art. 172 co. 10 Codice della Strada.


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