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Colon irritabile: la dieta low fodmap

25 ottobre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 25 ottobre 2018



Secondo studi recenti la dieta low fodmap è una dieta terapeutica che può esser d’aiuto a chi soffre di colon irritabile e a chi desidera mantenersi in forma.

Cos’è la dieta low fodmap? Si tratta di una dieta ad esclusione molto restrittiva, in quanto diversi alimenti vengono totalmente banditi dall’alimentazione quotidiana senza alcuna possibilità di sgarro. Che significa fodmap? La parola fodmap (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides And Polyols) è un acronimo inglese che indica un insieme di zuccheri: polioli fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi. Nata come terapia per chi soffre di sindrome del colon irritabile, la dieta low fodmap è spopolata negli Usa ed ha già conquistato tutti poiché, promossa da alcuni guru del benessere, promette di ottenere l’effetto pancia piatta sollevando il morale di chi teme di salire sulla bilancia e vedere oscillare la lancetta del peso verso numeri sempre più elevati. Funziona davvero? Chi può seguire questa dieta? C’è da dire che questa dieta non è adatta a tutti. Deve essere prescritta da un medico e seguita con l’aiuto di un dietista. In Italia, non è ancora molto diffusa, ma è semplicemente questione di tempo. Infatti, nelle librerie e sul web è già possibile trovare molte pubblicazioni che promuovono i risultati miracolosi e le proprietà salutari di questa dieta, specificandone l’utilità per coloro i quali presentano disturbi intestinali. Inoltre, sul mercato è possibile trovare nuove linee di prodotti alimentari che ne decantano i vantaggi e parlano di benessere e oancia piatta. Sarà vero o si tratta di pubblicità ingannevole? In ogni caso, si consiglia di fare attenzione agli slogan, spesso scorretti, presenti sulle copertine dei libri e sulle confezioni dei cibi pronti preparati seguendo il regime alimentare suggerito da questa dieta. Cosa dicono gli esperti? Cosa si può mangiare con la dieta low fodmap? Per quanto tempo bisogna seguirla? Di questo e di tanto altro parleremo più avanti. Se vuoi saperne di più su colon irritabile: la dieta low fodmap, prosegui nella lettura di questo articolo. Cercherò di darti tutte le informazioni necessarie sull’argomento cosicché potrai valutare tu stesso/a i benefici, le eventuali controindicazioni e l’efficacia o meno di questa dieta.

Cos’è la sindrome dell’intestino irritabile?

La sindrome dell’intestino irritabile, conosciuta come “colite spastica” o “colon irritabile”, è una condizione debilitante che interessa circa il 15% della popolazione e, nella maggioranza dei casi, coinvolge in particolare il sesso femminile con un’età che oscilla dai 20 ai 50 anni. L’organo colpito è il colon, l’ultimo tratto dell’intestino in cui vive la flora intestinale. Tra i sintomi del colon irritabile troviamo:

  • gonfiori;
  • cistite;
  • crampi;
  • stitichezza;
  • ansia;
  • depressione;
  • emicrania;
  • fatica cronica;
  • dolore o fastidio addominale;
  • dimagrimento improvviso;
  • sangue nelle feci;
  • anemia;
  • problemi nella sfera sessuale.

Questi sintomi devono essere presenti per almeno sei mesi prima della diagnosi. Le cause possono essere innumerevoli e tra le più frequenti e conosciute troviamo:

  • stress;
  • alimentazione;
  • ormoni;
  • infezioni;
  • problemi con la flora intestinale.

Cos’è la dieta low fodmap?

La dieta low fodmap è stata sperimentata per la prima volta da un gruppo di ricercatori della Monash University di Melbourne, in Australia, alla ricerca di una terapia per i pazienti che soffrivano di colon irritabile e di eccessiva produzione di gas intestinali. Eliminando dalla propria dieta quotidiana gli alimenti considerati ad alto contenuto di fodmap, l’intestino riesce a riequilibrarsi ed il paziente potrebbe riuscire a superare i disturbi più frequenti. Occorre eliminare dalla propria quotidianità le quattro famiglie di carboidrati:

  • i monosaccaridi contenuti nelle mele, nelle pere, nel mango, nelle ciliegie, nell’anguria, nello sciroppo di glucosio-fruttosio, nei piselli dolci e nel miele;
  • i disaccaridi: il lattosio contenuto nel latte, nel gelato, nel budino e nello yogurt;
  • gli oligosaccaridi: i fruttani ed i galatto-oligosaccaridi contenuti nel grano, nella cicoria, nei pistacchi, negli anacardi, nei legumi, nell’orzo, ndella parte bianca del cipollotto, nel segale, nella cipolla, nell’aglio, nello scalogno, nelle barbabietole, nei finocchi, nei piselli, nei carciofi, nelle lenticchie e nei ceci;
  • polioli: sorbitolo, mannitolo, maltitolo e xilitolo sono contenuti nelle pesche, nelle prugne, nei funghi, nelle albicocche, nei cavolfiori, nei dolciumi, nelle gomme da masticare e nelle caramelle senza zucchero e alla menta.

Questi carboidrati non sono assorbiti correttamente nell’intestino, vengono fermentati dai batteri intestinali e provocano fastidiosi sintomi. Secondo gli studi, seguendo una dieta fodmap si assiste ad una regressione del gonfiore e del dolore addominale, ad una riduzione dell’infiammazione intestinale, ad un miglior transito intestinale e ad una riduzione dei livelli di stress.

Quali sono le alternative alimentari?

Se soffri di colon irritabile dovrai eliminare il lattosio. Tuttavia, non disperare. Se proprio non riesci a rinunciare a latte e formaggi, puoi scegliere tra numerose opzioni vegetali come il riso, il cocco, il tofu, la quinoa e le mandorle. Per quanto riguarda i legumi, hai il via libera solo alle lenticchie in scatola. Inoltre, puoi optare per alimenti come il mais e il grano saraceno. Sono consentite spremute di arancia e piccole dosi di vino rosso. Pertanto, dovrai astenerti dall’alzare il gomito a tavola.

Cosa consigliano gli esperti?

I pazienti che seguono questa dieta devono eliminare tutti gli alimenti che contengono fodmap, compresi legumi e verdure, per un periodo di tempo limitato che va dalle quattro alle otto settimane. Non di più! Terminato il periodo di privazione, bisogna reinserire gradualmente e il più possibile questi alimenti nella propria dieta quotidiana, perché a lungo andare si rischiano carenze nutrizionali. Non bisogna mai eliminare definitivamente alcuni alimenti dalla nostra dieta. Tutti i fodmap, ad eccezione del fruttosio, sono zuccheri complessi e ridurre in maniera considerevole la componente di queste sostanze determina uno sbilanciamento a favore degli zuccheri semplici. Dunque, questo regime è sconsigliato ai diabetici e a chi ha un problema di insulino resistenza. Inoltre, non può assolutamente essere adottato per i bambini, in quanto verrebbero privati di nutrienti importanti come fibre e vitamine.

Libri sulla dieta low fodmap

In libreria e sul web, è possibile trovare numerosi libri che parlano della dieta fodmap e dei suoi risultati. Ecco alcuni titoli:

  • il libro “La dieta Low Fodmap per sgonfiare la pancia” di Enrico Corazziari, uno dei massimi esperti della sindrome dell’intenisto irritabile e gastroenterologo dell’Università La Sapienza di Roma. Ha presentato uno studio scientifico alla Digestive Disease Week di Washington ed ha sottoposto alcune persone che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile ad una dieta a basso apporto di fodmap, dimostrando l’efficacia di questo regime alimentare. Questo libro si propone di fornire un modello di educazione alimentare incentrato su evidenze scientifiche. Secondo l’autore solo regolando l’ingestione di questi nutrienti è possibile migliorare il proprio benessere e tenere la sindrome sotto controllo;
  • il libro “La dieta fodmap” di Cinzia Cuneo spiega come identificare ed evitare i cibi ricchi in fodmap; come costruire un piano alimentare personalizzato grazie a 100 ricette e menù poveri di fodmap, ma ricchi di vitamine, minerali e acidi grassi essenziali;
  • il libro “Low Fodmap. Consigli e ricette ad alta digeribilità che fanno bene all’intestino” di Lorenza Dadduzio, Mario Bautista, Michela Mancarelli propone un percorso alimentare suddiviso in tre fasi (eliminazione, reintroduzione, mantenimento) per sconfiggere irritazione, gas, gonfiore addominale e diarrea, senza rinunciare al piacere del cibo. In questo libro sono raccolte 50 ricette fodmap (zero, low e medium). Tra le ricette è possibile trovare: pizza campagnola con olive e songino, risotto alle ortiche selvatiche e melagrana, quiche con zucca e bietole in crosta di parmigiano, pollo alla curcuma e semi di lino, pancake glutenfree alla banana e vegan cookies al doppio cioccolato;
  • il libro “Ricette senza FODMAP per una pancia piatta” di Coralie Ferreira offre consigli per scoprire quali cibi evitare e quali privilegiare. Ricette prive di fodmap con i suggerimenti di una nutrizionista, per non rinunciare al piacere della buona cucina;
  • il libro “La dieta mediterranea senza FODMAP” di Leda Roncoroni, Luca Elli, Maria Teresa Bardella, indica le modalità per seguire questa dieta in autonomia con l’aiuto di tabelle contenenti gli alimenti consentiti, quelli da evitare e numerose ricette con antipasti, primi, secondi, contorni e dolci. L’intento è rendere più semplice l’adozione di questa dieta, continuando ad utilizzare gli alimenti a cui si è già abituati e che si abbinano con la dieta mediterranea.

Il miglior consiglio? Rivolgersi ad un medico specialista e non seguire una dieta restrittiva come la dieta low fodmap in autonomia.

Piatti pronti foodmap free

Sul mercato è possibile trovare la linea Alifree FODMAP di Natura Nuova. Tre piatti pronti a base di tofu, arricchiti da curcuma e con basso contenuto di ingredienti fondmap: “Medaglioni alla parmigiana”, “Mini Burger alla mediterranea”e  “Bastoncini di Tofu alle verdure”. Secondo alcune ricerche condotte su questi prodotti, il fatto che sulle confezioni sia riportata l’indicazione “pancia sgonfia” e che le immagini lascino intendere la perdita di peso, si realizzano slogan urlati e scorretti non autorizzati dalla legge. Si rischia così di confondere il consumatore ed indurlo a credere che la dieta low fodmap sia adatta a tutti. Inoltre, quest’ultimo non rivolgendosi ad un medico specialista potrebbe seguire questa dieta per lungo tempo, senza tenere conto del fatto che non bisogna privarsi definitivamente di alcuni alimenti, in quanto si rischia andare incontro a carenze nutrizionali.


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