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Allerta uova contaminate con il Fipronil: due casi in Italia

22 Agosto 2017


Allerta uova contaminate con il Fipronil: due casi in Italia

> Business Pubblicato il 22 Agosto 2017



Il Ministero: nessun rischio di tossicità acuta. La Coldiretti pretende l’elenco dei prodotti coinvolti. Ecco come riconoscere le uova italiane.

Arriva anche in Italia il caso delle uova contaminate con il Fipronil, insetticida il cui uso è vietato negli animali destinati alla catena alimentare e ritenuto «moderatamente tossico» per l’uomo. Infatti due campioni «positivi» ai controlli sono stati trovati in un centro di imballaggio nelle Marche e in un laboratorio artigianale di pasta nel Lazio. Dunque attività medio-piccole dove i relativi lotti sono stati ritirati. Questi controlli sono stati disposti dal Ministero della Salute nell’ambito dell’allarme diffusosi all’inizio di agosto (leggi anche Allerta in tutta Europa: uova contaminate con il Fipronil) in alcuni Paesi europei: tonnellate di uova infette con il pesticida – utilizzato in veterinaria contro pulci, pidocchi, acari e zecche e parassiti in genere ma vietato sugli animali destinati alla catena alimentare – erano state ritirate dai mercati di Olanda, Belgio, Germania, Gran Bretagna e Francia.

Il Fipronil è tossico?

Tra le centinaia di prodotti sottoposti a controlli (uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono), il Ministero della Salute rende noto appunto che «sono state rilevate due positività», precisando che è stata fatta «conseguente segnalazione alle Regioni e Asl competenti per ulteriori accertamenti sulla fonte di contaminazione e l’adozione di eventuali provvedimenti restrittivi». La presenza di Fipronil riscontrata è molto sotto la soglia di tossicità acuta: questo esclude conseguenze per la salute umana: nello stabilimento di confezionamento nelle Marche il campione trovato era di uova in guscio, nel laboratorio di pasta artigianale il campione risultato positivo era di ovoprodotti, cioè uova pastorizzate destinate alla preparazione di altri prodotti alimentari.

Tra i consumatori, in ogni caso cresce la preoccupazione: «Chiediamo di conoscere l’origine delle uova – afferma Agostino Macrì, responsabile dell’Area sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori -. Sarebbe importante sapere se le uova erano di importazione o nazionali, perché in quest’ultimo caso vorrebbe dire che il problema potrebbe non riguardare solo gli allevamenti esteri». Anche il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo sottolinea il rischio, chiedendo di fare i nomi delle aziende coinvolte o pubblicare, come accaduto in Francia, l’elenco dei prodotti coinvolti.

Uova contaminate: controlli sul tutto il territorio italiano

Sono già alcune settimane che il Ministero, in collaborazione con le autorità sanitarie regionali e il Comando Carabinieri per la tutela della salute, ha monitorato uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono, sia di provenienza estera che nazionale: sono stati 42 i campionamenti dei Nas su prodotti trasformati contenenti uova o derivati, prelevati nei negozi e supermercati; 181 quelli delle Regioni su pollame, uova, derivati; 60 quelli disposti dal ministero per gli adempimenti comunitari (Uvac), per merci provenienti dai Paesi interessati dall’allerta. Una decina di giorni fa erano stati sequestrati in Italia alcuni prodotti, mai messi in commercio, provenienti da un’azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell’uso del Fipronil. Di poche ore fa i primi due casi rilevati su prodotti commercializzati.

Come riconoscere le uova italiane?

La produzione italiana di uova «è sicura e in grado di soddisfare praticamente l’intero fabbisogno nazionale – spiega Coldiretti -, ma nonostante questo l’Italia ha importato dall’Olanda 610mila chili di uova in guscio di gallina nei primi cinque mesi del 2017 ai quali si aggiungono 648mila chili di derivati, mentre non sono quantificabili gli alimenti venduti come paste e dolci realizzati con le uova a rischio». Per tale motivo la stessa Coldiretti consiglia di comprare solo uova italiane: sul guscio delle uova di gallina c’è un codice che con il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica il Paese d’origine (es. It), seguono le indicazioni relative al codice Istat del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell’allevatore.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Sono le istituzioni per prime che dovrebbero difenderci dalle frodi e dalle adulterazioni invece ci obbligano a dover leggere codici stampigliati sulle uova che pochissimi di noi sanno leggere. L’etichetta digitale ed intelligente oltre che non contraffattibile esiste[…]

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