Terza rottamazione delle cartelle: novità

9 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Ottobre 2018



La pace fiscale sarà affiancata da una terza sanatoria, con la quale saranno ripescati i decaduti dalle precedenti rottamazioni.

Arriva la terza rottamazione, che offrirà ai contribuenti la possibilità di allungare a 5 anni il termine per il pagamento dei debiti verso agenzia delle Entrate riscossione (Ader, che ha “sostituito” Equitalia) e ripescherà i debitori che non sono riusciti a pagare tutte le rate della prima procedura di rottamazione. Per i decaduti dalla seconda rottamazione, l’ammissione alla procedura avverrà solo se saranno pagate tutte le somme dovute sino alla fine di ottobre, in un’unica soluzione, entro la fine di novembre. Sono queste le ultime novità riguardo alla sanatoria dei debiti col fisco, che emergono dalle prime bozze non ufficiali del decreto fiscale: probabilmente varieranno diverse volte.

L’intervento della terza rottamazione dovrebbe accompagnarsi alla pace fiscale e alla flat tax sulla dichiarazione integrativa. Nel dettaglio, la pace fiscale, molto più conveniente rispetto alla rottamazione, in quanto consentirebbe non solo di non pagare sanzioni e interessi, ma anche una parte della quota capitale delle cartelle, dovrebbe riguardare i debiti oggetto di contenzioso. La flat tax sulla dichiarazione integrativa, invece, consentirebbe di pagare un’imposta pari al 15% sugli importi non dichiarati al fisco dal 2013 al 2017: in pratica, il contribuente potrebbe mettersi in regola con una dichiarazione integrativa, pagando solo un’imposta del 15% anziché, come avviene oggi, l’imposta integralmente dovuta sulla differenza, più sanzioni e interessi ridotti secondo il ravvedimento operoso.

Ma l’utilizzo del condizionale è d’obbligo, considerando che gli annunci che si susseguono ogni giorno sono sempre differenti. Per adesso, cerchiamo di capire come dovrebbe funzionare la terza rottamazione: novità, contribuenti interessati, come saranno suddivise le rate e quando dovranno essere pagate.

Come funziona la rottamazione delle cartelle

La sanatoria, o rottamazione delle cartelle, o definizione agevolata, consiste nella possibilità di pagare i debiti con Equitalia/ Agenzia Entrate Riscossione azzerando le sanzioni e gli interessi di mora. Restano invece dovuti il capitale, gli interessi affidati all’Agente della riscossione (di regola si tratta degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo), il costo di notifica della cartella, eventuali spese sostenute per procedure cautelari e esecutive e l’aggio di riscossione, commisurato alle somme dovute per la sanatoria.

Nelle precedenti rottamazioni, non potevano essere dedotti della definizione gli importi già pagati a titolo di sanzioni e interessi di mora: pertanto, per chi aveva già pagato gran parte delle sanzioni e degli interessi dovuti la convenienza della rottamazione risultava limitata.

Per quali debiti è possibile la rottamazione delle cartelle

La terza rottamazione delle cartelle dovrebbe riguardare tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2017. La seconda rottamazione riguardava invece tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 e dal 1° gennaio al 30 settembre 2017. Sono inclusi anche gli accertamenti esecutivi, che non necessitano d’iscrizione a ruolo, oltre ai debiti ancora non riportati in atti o documenti formalmente trasmessi al contribuente.

Alla seconda rottamazione erano ammessi anche i morosi della prima rottamazione 2017, purché avessero sistemato la propria posizione, assieme ad alcune categorie di esclusi dalla precedente sanatoria: per approfondire, Riammissione rottamazione cartelle.

Alcuni debiti non sono rottamabili, come le sanzioni penali, le sanzioni diverse da quelle collegate alla violazione di obblighi tributari o contributivi, dazi, accise e Iva all’importazione, somme derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti, somme pretese a titolo di recupero di aiuti di Stato illegittimi. L’impossibilità di rottamare questi debiti, in base al contenute delle prime bozze del decreto fiscale, dovrebbe essere confermata anche per la terza rottamazione.

Multe e le violazioni del codice della strada sono rottamabili, ma con l’abbandono degli interessi moratori.

Pagamento seconda rottamazione cartelle

Il pagamento della seconda rottamazione deve essere effettuato in un massimo di 5 rate, con le seguenti scadenze:

  • 31 luglio 2018;
  • 1° ottobre 2018;
  • 31 ottobre 2018;
  • 30 novembre 2018;
  • 28 febbraio 2019.

Terza rottamazione cartelle

La terza rottamazione delle cartelle dovrebbe includere tutti i carichi affidati dal 2000 al 2017, e dovrebbe consentire, come le precedenti definizioni agevolate, l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora. La sola presentazione della domanda dovrebbe sospendere tutte le procedure esecutive in corso, tranne quelle giunte al primo incanto con esito positivo.

Dovrebbero essere ammessi alla terza rottamazione:

  • i contribuenti che sono decaduti dalla prima sanatoria;
  • i contribuenti decaduti dalla seconda sanatoria, nel caso in cui saldino tutte le somme dovute sino alla fine di ottobre, in un’unica soluzione, entro la fine di novembre.

L’ammissione alla terza rottamazione estinguerà i giudizi in corso solo a seguito di definizione integrale delle somme dovute. Il mancato o ritardato pagamento, anche di un solo giorno, determinerà difatti la perdita di tutti i benefici, e le somme residue non potranno più essere rateizzate.

Quante saranno le rate per la terza rottamazione?

Gli importi oggetto della nuova rottamazione dovrebbero essere definiti in 5 anni, in rate semestrali. Il pagamento della prima rata dovrebbe essere eseguito entro il 16 maggio 2019.


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1 Commento

  1. Perché dovrei sanare una cartella del 2000 che sarebbe in prescrizione, non avendo Equitalia prima e Agenzia Entrate Riscossione poi inviato alcuna richiesta di pagamento o avviato una qualsiasi azione di recupero delle somme?

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