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Non ho fatto le ferie, posso mettermi in malattia?

25 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Ottobre 2018



Chi ha molte ferie arretrate può assentarsi per malattia o è obbligato a smaltire le ferie non godute?

È da molto tempo che non chiedi le ferie, e tra poco devono finalmente iniziare le vacanze di cui avevi concordato la fruizione con l’azienda: purtroppo, però, ti sei ammalato. Il datore di lavoro ti ha chiesto di non metterti in malattia ma in ferie, perché hai molti arretrati da smaltire. Può impedirti di fruire delle ferie in un secondo momento? Le ferie dopo la malattia si perdono? Se ti stai domandando «Non ho fatto le ferie, posso mettermi in malattia?», devi capire innanzitutto qual è la funzione delle ferie e quale quella delle assenze per malattia. Devi poi capire chi ha il diritto di stabilire le ferie e chi stabilisce le assenze per malattia.

Qual è la funzione delle ferie?

Le ferie sono un diritto fondamentale e irrinunciabile del lavoratore, previsto dalla legge [1] e dalla Costituzione [2].

Le ferie, in particolare, sono assenze retribuite finalizzate al recupero psico-fisico del dipendente, cioè che permettono al lavoratore non solo di riposarsi, ma anche di poter “recuperare” i rapporti sociali e familiari e i momenti di svago, normalmente compromessi dall’attività lavorativa.

Proprio perché assolvono a questo importante scopo, le ferie spesso sono incompatibili con la malattia, in quanto chi si ammala durante le ferie non ha la possibilità di avere momenti di svago e di intrattenere rapporti sociali e familiari.

Le ferie sono compatibili con la malattia soltanto quando la patologia non impedisce al lavoratore di riposarsi, di intrattenere rapporti sociali e di avere momenti di svago.

Quante ferie spettano all’anno?

Secondo la legge [1], le ferie spettano in misura almeno pari a 4 settimane l’anno per tutti i lavoratori dipendenti. I contratti collettivi possono prevedere un trattamento di miglio favore. Per approfondire: Quante ferie mi spettano?

Qual è la funzione delle assenze per malattia?

Le assenze per malattia hanno una finalità diversa dalle ferie: si tratta, in primo luogo, di un’assenza inevitabile, in quanto, durante la malattia, il dipendente ha un’inabilità lavorativa temporanea (non può, cioè, lavorare, a causa dei disturbi causati dalla patologia). In secondo luogo, le assenze per malattia sono finalizzate non al riposo in sé, ma al riposo in quanto favorisce la guarigione del lavoratore.

Quando la malattia interrompe le ferie?

Secondo le linee guida Inps, interrompono le ferie le seguenti patologie e situazioni:

  • febbre;
  • patologia per la quale è necessario il ricovero ospedaliero;
  • ingessatura di grandi articolazioni;
  • malattia grave di apparati e organi.

Al contrario, non interrompono le ferie, salvo casi di particolare gravità, le seguenti patologie e situazioni:

  • cefalea;
  • stress psicofisico;
  • sindrome ansioso-depressiva;
  • in generale, tutte le patologie che trovano nelle attività ludico-ricreative un buon sostegno alla risoluzione della sintomatologia.

Chi decide le ferie?

La collocazione delle giornate di ferie solitamente è concordata tra dipendente e datore di lavoro. Molte aziende prevedono un piano ferie. In ogni caso, l’ultima parola sulla fruizione delle ferie spetta sempre al datore di lavoro, che può anche richiamare il dipendente dalle vacanze, per esigenze legate all’attività lavorativa.

Bisogna comunque considerare che se il datore di lavoro non consente la fruizione delle ferie minime annuali, previste per legge e da contratto collettivo, può essere sanzionato.

Chi decide la malattia?

Le giornate di assenza per malattia non sono decise né dal dipendente, né dal datore di lavoro: è il medico curante, o il medico a cui il lavoratore si è rivolto, a stabilire quante giornate di prognosi assegnare, a seconda dello stato di salute del lavoratore.

Il medico invia un apposito certificato telematico all’Inps recante l’indicazione delle giornate di assenza assegnate.

Ferie arretrate e malattia

Se ti sei ammalato senza aver goduto delle ferie arretrate, devi sapere che il datore di lavoro non può chiederti di godere delle ferie anziché metterti in malattia: innanzitutto, perché, come abbiamo appena osservato, non sei tu a metterti in malattia, ma è il medico curante a stabilire le giornate di assenza.

La malattia, poi, nella generalità dei casi è incompatibile con la finalità ricreativa delle ferie: se si verifica durante le vacanze, difatti, la malattia sospende le ferie.

Inoltre, la normativa italiana non vieta assolutamente la fruizione delle ferie dopo la malattia, quando il periodo di assenza è già stato concordato: in pratica, le ferie possono e devono tranquillamente essere godute, anche se ci si è assentati precedentemente per una patologia.

Che cosa succede se il datore di lavoro non vuole concedere le ferie?

Se ti sei ammalato prima dell’inizio delle ferie, e la malattia perdura anche dopo l’inizio del periodo nel quale erano state concordate le assenze? Il datore di lavoro non ti può chiedere di metterti in ferie anche se sei in malattia: devi invece continuare a fruire della malattia, ed avrai diritto, terminata la malattia, alla fruizione delle ferie non godute, pur risultando assente dal lavoro.

Lo stesso vale nel caso in cui tu ti sia ammalato durante le ferie: la malattia interrompe le ferie, ed avrai diritto, al termine della malattia, di godere delle ferie residue.

Se il datore di lavoro non vuole più concederre le ferie, non puoi prenderle di tua iniziativa: il datore deve comunque individuare un differente periodo di ferie, per non essere sanzionato.

Si possono chiedere le ferie quando si è in malattia?

In certe situazioni può accadere l’evento contrario, cioè che sia il lavoratore a chiedere le ferie, nonostante stia fruendo di un periodo di malattia, per non superare il periodo di comporto.

Il periodo di comporto è l’arco di tempo durante cui il dipendente in malattia ha diritto alla conservazione del posto di lavoro (escluso il licenziamento per giusta causa): è chiaro che, quando ci si avvicina alla scadenza, il lavoratore ha tutto l’interesse a chiedere le ferie per spostare in avanti il comporto.

In questi casi, il datore non è tenuto a convertire l’assenza in ferie, anche se deve tener conto dell’interesse del subordinato alla conservazione del posto.


note

[1] Dlgs 66/2003

[2] Art 36 Cost.


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