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Diabete e complicazioni renali

9 ottobre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 9 ottobre 2018



Quali sono e come prevenire le complicanze renali del diabete? Quali sono le conseguenze della nefropatia diabetica?

Il diabete è una malattia molto complessa e il suo sviluppo è accompagnato dalla comparsa nel tempo di una serie di complicanze croniche che coinvolgono diversi apparati e da cui dipende la qualità di vita del paziente. Quando parliamo di complicanze del diabete, quasi sempre si pensa subito a quelle che hanno a che fare con il cuoreinfarto o insufficienza cardiaca, solo per citarne alcune – o con il cervelloictus, anche qui uno su tutti. Un aspetto che, erroneamente, poco si considera sono le complicanze renali del diabete.

Perché il diabete ha cosi tante complicanze?

Le complicanze legate al diabete sono numerose: potenzialmente ogni organo può essere coinvolto. Il nostro organismo immaginiamolo come una macchina con funzioni interdipendenti: per effetto del malfunzionamento di un apparato, anche quello con cui esso è in connessione comincia a lavorare male e si innesca così un effetto domino che, nel tempo, crea un danneggiamento globale di tutto l’organismo. Questo meccanismo vale a maggior ragione per il Diabete: un problema di produzione di insulina a livello del pancreas, comporta un aumento del glucosio nel sangue e la sua comparsa nelle urine. La “qualità” del sangue che circola incide di fatto sul benessere globale.

Quali sono le complicanze renali del diabete?

La nefropatia diabetica è la patologia che si sviluppa nel rene per effetto dell’aumento dei livelli circolanti di glucosio nel sangue che si protrae nel tempo. In Italia, la nefropatia diabetica è la causa principale d’insufficienza renale cronica con necessità di ricorso alla dialisi e costituisce anche la prima causa di necessità di trapianto renale.

In presenza di insufficienza renale cronica, infatti, il trapianto di rene rappresenta il miglior trattamento possibile, tuttavia a causa della scarsa disponibilità di organi trapiantabili, questa opzione resta praticabile solo nel 24% circa dei casi.

Per il resto dei pazienti l’alternativa è perciò rappresentata dall’emodialisi o dalla dialisi peritoneale a vita. Studi al riguardo dimostrano quanto sia significativo l’impatto della nefropatia sulla salute, la qualità di vita della persona diabetica.

La nefropatia diabetica è una complicanza che può svilupparsi sia in presenza di diabete mellito di tipo 1 che di diabete mellito di tipo 2 e riguarda circa il 20-40% di tutti i soggetti diabetici.

Il fatto che non interessi l’intera popolazione diabetica sta ad indicare che la semplice iperglicemia da sola non è sufficiente a determinarne lo sviluppo e che sono sicuramente coinvolti altri fattori di suscettibilità – genetici o ambientali – non del tutto ancora individuati.

Quando si manifestano le complicanze renali del diabete?

Le complicanze renali del diabete iniziano in genere a manifestarsi a distanza di 10-15 anni dalla diagnosi di diabete anche se, in realtà, il processo inizia a svilupparsi già durante i primi anni della malattia. Questo ritardo è dovuto al fatto che il rene, e più in generale qualsiasi altro organo, prima di arrivare a funzionare male o a non funzionare del tutto per via della presenza di un fattore di danno che ne altera l’equilibrio, cerca di mettere in atto dei meccanismi di compenso finalizzati a far fronte al danno che si sta determinando per permettere a tutto il corpo di non risentirne dell’effetto. Quando però questi meccanismi di compenso falliscono significa che l’organo non è più in grado di arginare il danno ed ecco che si manifesta la malattia vera e propria.

In questo caso specifico l’evento scatenante è un’alterazione della barriera di filtrazione renale dovuta ad un processo per cui il glucosio in eccesso nel sangue si lega ad elementi che sono essenziali per mantenere l’integrità di tale barriera e garantire da una parte la filtrazione del sangue – e consentirne così la depurazione da sostanze di scarto- e dall’altra il recupero di sostanze ed elementi essenziali devono rimanere in circolo.

Con la perdita di integrità della barriera viene meno questa importante funzione e si innesca il meccanismo che condurrà alla fine in uno stato di insufficienza renale cronica.

Quali sono le conseguenze della nefropatia diabetica?

  • Il rene perde la capacità di concentrare le urine, con il risultato che almeno nelle fasi iniziali vengono perse grandi quantità di liquidi;
  • Il rene danneggiato perde la capacità di attivare la vitamina D necessaria all’assorbimento del calcio dall’intestino; se ciò non avviene, il calcio viene mobilitato dalle ossa, con conseguente osteomalacia, ossia indebolimento delle ossa e rischio di fratture;
  • Il tubulo non riesce ad eliminare protoni e a sintetizzare l’ammoniaca, si ha un conseguente aumento dell’acidità plasmatica e si determina uno stato di acidosi metabolica;
  • L’insufficienza renale si accompagna ad alterazioni metaboliche, che portano verso un aumento della resistenza all’insulina e questo non fa altro che aggravare lo stato di diabete nel soggetto;
  • Aumenta la produzione di trigliceridi da parte del fegato e si accrescono così i fattori di rischio aterosclerotici, con la tendenza ad alimentare l’accrescimento delle placche aterosclerotiche che si sono formate;
  • L’ingente perdita di liquidi con le urine fa sì che si attivi un sistema finalizzato a controllarne la perdita che però, di contro, alimenta uno stato di ipertensione. In questo contesto, la situazione diviene critica, poiché l’ipertensione e la condizione diabetica insieme cominciano a svolgere un’azione sinergica di danneggiamento sul rene che accelera e sostiene l’insufficienza renale cronica. Il tutto diventa ancora più grave se consideriamo che i soggetti con diabete mellito di tipo 2 hanno quasi sempre già un’ipertensione sottostante che viene in questo caso aggravata dal malfunzionamento renale.
  • Il rene che non funziona più non riesce a produrre eritropoietina e la carenza di questo ormone può essere causa di anemia;
  • Si possono verificare alterazioni nella coagulazione del sangue, dal momento che la perdita di proteine e fattori della coagulazione attraverso un rene disfunzionale influisce negativamente sulla capacità del processo di emostasi di porre termine ad un sanguinamento;
  • Si accumulano progressivamente tossine uremiche, ossia quelle sostanze di cui il rene disfunzionale non riesce a liberarsi; sono delle componenti presenti nel plasma e che causano un danno anche a concentrazione molto bassa. Rappresentano scorie derivanti da processi di catabolismo ed il loro accumulo si rende responsabile di: pericarditi, pleuriti, disturbi neuromuscolari – che vanno da semplici crampi e scosse muscolari involontarie fino ad un tremore più pronunciato – encefalopatia – con disturbi della memoria, della concentrazione e disturbi del sonno – disfunzioni immunologiche, con aumentata suscettibilità alle infezioni.

Si possono prevenire le complicanze renali del diabete?

Prevenire la nefropatia diabetica è possibile e lo si può fare migliorando il controllo della glicemia, quindi – seguendo la terapia antidiabetica associata ad un miglioramento dello stile di vita – evitare che i livelli ematici di glucosio aumentino progressivamente, tenere sotto controllo i valori della pressione arteriosa, correggere altri difetti metabolici che possono contribuire ad alterare la funzionalità renale – come ad esempio la displidemia, cioè una maggiore presenza di grassi nel sangue (aumentati valori di colesterolo e trigliceridi) .

Questi accorgimenti andrebbero adottati quanto prima per evitare che si inneschi sin dall’inizio il meccanismo che conduce all’insufficienza renale cronica da diabete, dal momento che è stato dimostrato come lo sviluppo delle prime lesioni porti inevitabilmente alla malattia conclamata in almeno il 50% dei casi.



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