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Droga e stupefacenti: incostituzionale la legge Fini-Giovanardi? Lo deciderà la Corte

20 Febbraio 2013
Droga e stupefacenti: incostituzionale la legge Fini-Giovanardi? Lo deciderà la Corte

La Corte Costituzionale deciderà, a breve, se la Fini-Giovannardi resterà ancora in vita e, con essa, la sostanziale equiparazione tra pene per droghe leggere e droghe pesanti.

È stata appena trasmessa, alla Corte Costituzionale, l’ordinanza con cui la Corte di Appello di Roma motiva i propri sospetti circa l’incostituzionalità della famigerata legge Fini-Giovanardi [1]. La grave decisione ha avuto origine da un procedimento a carico di imputati del reato di detenzione, a fine di spaccio, di sostanze stupefacenti.

La critica mossa alla legge sugli stupefacenti è innanzitutto quella (spesso ricorrente) dell’eccesso di delega: il Governo avrebbe cioè legiferato otre gli stretti confini che il Parlamento gli aveva assegnato con la legge delega. E poiché l’esecutivo non può sostituirsi alle Camere nell’attività di creazione delle norme, ma deve rispettare i margini della delega posti da queste ultime, tutto il corpo normativo sarebbe incostituzionale.

La riflessione è facilmente dimostrabile: la riforma infatti era stata inserita nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Secondo la Corte di Appello di Roma, il Governo, nell’adottare la Fini-Giovanardi, avrebbe utilizzato quei poteri che gli consentono di legiferare (attraverso il decreto legge) solo in situazioni di urgenza e necessità; invece, nel caso di specie, non ricorreva alcun “evento improvviso e straordinario che ponesse l’esigenza di una modifica della precedente normativa.

L’ulteriore critica mossa alla Fini-Giovanardi è che in essa si prevede il medesimo trattamento sanzionatorio per le doghe “leggere” e quelle “pesanti”, e ciò nonostante il fatto i cannabinoidi – scrivono i magistrati – comportano minore dipendenza degli oppiacei: invece, dinanzi a condotte diverse bisognerebbe adottare sanzioni differenti. Inoltre, con la sostanziale abrogazione della distinzione di pene per le droghe “leggere” e “pesanti”, la Fini-Giovanardi avrebbe violato i principi dell’UE: principi che impongono, alle sanzioni in materia di stupefacenti, di ispirarsi ai principi di efficacia, proporzionalità e dissuasività [3].

Dunque, sarà ora la Corte Costituzionale a decidere se la Fini-Giovanardi resterà ancora in piedi o meno e, con essa, l’equiparazione delle sanzioni tra droghe leggere e pesanti.


note

[1] In relazione all’art. 73 dpr 309/90, così come modificato dall’art. 4 bis del D.L. 30 dicembre 2005 n. 272.

[2] Introdotta con la novella della L. 49/2006.

[3] Principi indicati nella decisione 2004/757/GAI del Consiglio dell’Unione Europea.


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