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Grano, pasta e riso: etichetta di origine obbligatoria

25 Agosto 2017


Grano, pasta e riso: etichetta di origine obbligatoria

> Business Pubblicato il 25 Agosto 2017



Vincono i consumatori, e l’Italia anticipa la piena attuazione delle norme Ue. Sapevi che un pacco di pasta su 3 non è prodotto in Italia?

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i due decreti interministeriali per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda. L’etichetta di origine per riso, pasta e grano diventa dunque obbligatoria: i decreti introducono in particolare l’obbligo di indicare l’origine del grano [1]  con cui viene prodotta la pasta e l’indicazione del luogo di produzione del riso [2].

A cosa serve l’etichetta di origine per grano e riso?

«L’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso mette fine all’inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy e risponde alle esigenze di oltre il 96% degli italiani che chiedono venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole». E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo dal Meeting di Rimini in riferimento alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale [3] dei due decreti interministeriali che abbiamo citato.

Da quando saranno obbligatorie le etichette di origine su pasta e riso?

I decreti prevedono una fase di 180 giorni per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte. Quindi entro il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta non ci saranno più vecchie etichette fuorvianti sul mercato.

Stop ai falsi Made in Italy su pasta e riso

Sino ad oggi l’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consentiva di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative e impediva anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy: è indicativo il fatto che un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza che questo venga minimamente indicato al consumatore. Lo stesso per un pacco di riso su quattro.

Obbligo di origine: una battaglia vinta anche da Coldiretti

L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004: «Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma – continua la Coldiretti – l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio». L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy.

I consumatori vogliono sapere cosa mangiano

Il provvedimento è stato richiesto dalla stragrande maggioranza dei consumatori. Secondo i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini) l’85% degli italiani considera importante conoscere l’origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per la pasta e il riso.

note

[1] Dm n. 17A05704 del  26.07.2017.

[2] Dm n. 17A05698 del  26.07.2017.

[3] Gu Serie Generale n.190 del 16.08.2017 e n.191 del 17.08.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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