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Lo sai che? Carceri a numero chiuso: ordinanza senza precedenti

Lo sai che? Pubblicato il 20 febbraio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 febbraio 2013

La Corte Costituzionale potrebbe autorizzare i giudici a sospendere l’esecuzione delle pene qualora in carcere non vi sia posto per il detenuto: avremo dunque le “carceri a numero chiuso”?

Per ricondurre nell’orbita della legalità costituzionale l’esecuzione della pena spuntano le carceri a numero chiuso.

Oggi nelle patrie galere ci sono 66mila detenuti su 47mila posti disponibili. Il legislatore latita, i partiti tacciono nonostante gli appelli del Capo dello Stato e le inascoltate denunce dei radicali.

Così, con un’ordinanza senza precedenti, il Tribunale di sorveglianza di Padova ha sollevato d’ufficio una questione di incostituzionalità. In particolare, nel provvedimento si chiede alla Corte Costituzionale di emettere una sentenza “additiva”, che dia cioè ai giudici la facoltà di sospendere e rinviare l’esecuzione in carcere della pena di un detenuto non solo quando essa potrebbe determinare una “grave infermità fisica”, ma anche in casi in cui verrebbe scontata in condizioni intollerabili di sovraffollamento e dunque si risolverebbe in “trattamenti disumani e degradanti”. Proprio questa, infatti, era stata, poche settimane fa, l’accusa mossa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Stasburgo nei confronti del nostro Paese, condannato così a risarcire il danno a 500 detenuti stipati in condizioni disumane ed igienicamente fatiscenti (leggi l’articolo “Celle troppo piccole: detenuti risarciti per trattamento inumano e degradante”).

La beffa potrebbe essere che il nostro Stato, oltre a pagare un grosso prezzo per mantenere le carceri, sia anche costretto a risarcire i detenuti!

Attualmente la legge prevede la possibilità di rinviare la pena solo nei seguenti casi:

– se il condannato si trovi in condizioni di grave infermità fisica;

– se la pena deve essere eseguita nei confronti di una madre con prole di età inferiore a tre anni;

– se la pena deve essere eseguita contro una donna che ha partorito da poco e non vi è modo di affidare il figlio ad altri.

note

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Articolo di L. Ferrarella, Corriere della Sera del 19.02.13, pag. 20


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2 Commenti

  1. penso che stiano impazzendo come si puo trasferire un ragazzo di 21 anni non condannato definitivamente subendo provedimenti disciplinari quali isolamento e poi trasferito in giornata dalla srdegna dove risiede coi famigliari in calabria

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