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Microbioma: cos’è e perché influenza la nostra salute

15 novembre 2018


Microbioma: cos’è e perché influenza la nostra salute

> Salute e benessere Pubblicato il 15 novembre 2018



Con le moderne tecnologie è stato possibile definire e studiare che cosa sia il microbioma e come esso possa influenzare la nostra salute.

Siamo tutti abituati a dare una connotazione negativa alle parole microorganismo o microbo, perché il nostro bagaglio culturale le associa immediatamente alle malattie. Non li possiamo vedere perché sono infinitamente piccoli e conosciamo soltanto gli effetti dannosi che alcuni di loro hanno sulla nostra salute. Non sempre, però, è così: il nostro corpo per funzionare al meglio necessita dell’equilibrio tra il nostro corredo di geni e quello di tutti gli altri organismi che vivono con noi e che si chiama microbioma: cos’è e perché influenza la nostra salute sono le domande a cui vogliamo dare una risposta.

Iniziamo dalla nascita

Il microbiota è formato dall’insieme dei batteri, lieviti, funghi e virus, microorganismi simbiontici (cioè che traggono vantaggio dalla vita in comune) che vivono stabilmente nei nostri tessuti e nei nostri organi, mentre il microbioma è l’insieme dei geni dei microorganismi stessi. Qui, per semplicità, parleremo di microbioma per indicare tutto l’insieme. Il tubo gastrointestinale umano contiene batteri di cui fanno parte moltissime specie batteriche non patogene, quindi non dannose, che differiscono a seconda dall’età, del sesso, dell’etnia e della dieta dell’ospite. Ciò significa che il tuo microbioma è diverso da quello di un altro.

Gli scienziati hanno sempre ritenuto che il microbioma si sviluppasse immediatamente dopo il parto e che fosse influenzato dalle sue modalità, cioè se fosse naturale o cesareo, dal tipo di nutrizione, allattamento al seno o artificiale, e da motivazioni genetiche. Queste deduzioni sono ancora valide sebbene uno studio recente abbia rilevato come anche la dieta della madre influenzi il microbioma del bambino.

Perché tu possa valutare l’importanza di questa struttura pensa che il numero di microbi che formano il tuo microbioma è di circa 100 trilioni, cioè 10 volte più grande del numero totale di cellule del tuo corpo e che contribuisce a 1,5-2 kg del tuo peso. Nei primi anni di vita si verifica una specie di normalizzazione, nel senso che la composizione diventa stabile e nel corso della tua vita ti porterai appresso gli stessi tipi di batteri, con variazioni che saranno dovute all’età, all’eventuale assunzione di antibiotici e alla dieta. Immagina, quindi, che i microorganismi che vivono con te siano una specie di impronta digitale, con le stesse caratteristiche di quella di un altro, magari con qualche parte uguale, ma, sostanzialmente unica.

Fattori che influenzano il microbioma

Il microbioma ti accompagna per tutta la vita: è dentro di te, nei bronchi, sulla pelle, ma soprattutto nel canale digerente e, in particolare, nel colon. A tutt’oggi quello più studiato è quello intestinale e diversi istituti di ricerca, in Italia e all’estero, stanno raccogliendo una mole impressionante di dati statistici per chiarire il suo funzionamento, in modo da poter utilizzare clinicamente tali scoperte.

Se sei curioso di sapere come il microbioma agisca sulla tua salute dobbiamo introdurre un nuovo termine: la disbiosi, cioè la condizione di squilibrio microbica, un’alterazione della flora batterica. Poiché i batteri sono ovunque, la disbiosi si può verificare in qualsiasi parte dell’organismo, ma ci occuperemo di quella più comune: la disbiosi intestinale. Il microbioma, quando viene alterato, non è più in grado di compiere al meglio tutte le funzioni che solitamente porta a termine, causando danni all’organismo.

Allo stato attuale delle conoscenze i fattori che più influenzano il microbioma sono la dieta e l’assunzione di medicinali. Se la tua dieta è particolarmente ricca di fibre alimentari e privilegia i grassi vegetali rispetto a quelli animali il tuo microbioma sarà diverso da chi ha una dieta povera di fibre e ricca di carne e latticini, come accade nei paesi occidentali industrializzati. Una famosa ricerca (Nature Communications), a cui hanno preso parte anche ricercatori dell’Università di Bologna, ha analizzato le differenze del microbioma tra un gruppo di italiani e un gruppo di Hadza, una popolazione della Tanzania di cacciatori-raccoglitori che, per i pochissimi rapporti con altre etnie e, in particolare, con quelle occidentali e industrializzate, mantiene un microbioma quasi del tutto simile a quello dei popoli progenitori.

La ricerca ha portato ad affermare che i batteri presenti nell’intestino degli Hadza sono molto più numerosi e sono presenti i ceppi batterici adatti a digerire le fibre indigeribili che assumono con la dieta. Inoltre, sebbene il loro microbioma sia molto ricco di batteri patogeni, dannosi, non sono soggetti a malattie infiammatorie croniche, che, invece, stanno diventando tipiche del mondo industrializzato. Altro dato ricavato dallo studio di questa popolazione è che il microbioma è molto differente tra i sessi e questa informazione potrebbe consentire ulteriori approfondimenti per la cura dell’infertilità.

Quali sono le funzioni del microbioma

Se, giunto a questo punto, ti stai chiedendo quali siano le principali funzioni del microbioma, possiamo così riassumerle:

  • funzione protettiva o di barriera: impedisce ai batteri dannosi di colonizzare l’intestino e lo fa attraverso diversi meccanismi: entra in competizione con i batteri patogeni per le sostanze nutrienti e per le posizioni e, in pratica, li sconfigge togliendo loro cibo e spazio, oppure elabora e secerne degli antimicrobici o ancora favorisce il mantenimento dell’epitelio, cioè dello strato di cellule che “foderano” l’interno dell’intestino;
  • funzione metabolica: favorisce la sintesi delle vitamine, l’assorbimento di ioni metallici utili e il metabolismo del colesterolo;
  • funzione nutrizionale: favorisce il nutrimento cellulare. Tutti i mammiferi assorbono gli zuccheri al livello dell’intestino tenue ma possono rimanere non digerite alcune parti di zuccheri più complessi e qui entra in funzione il microbioma;
  • funzione immunologica: è in grado di distinguere le sostanze benefiche da quelle dannose, contribuendo alla regolazione del sistema immunitario. A questo proposito, puoi considerare il microbioma come una palestra per il sistema immunitario che, essendo in contatto con esso, impara a difendere l’organismo dalla proliferazione di sostanze dannose e, contemporaneamente, a tollerare, nelle giuste proporzioni, i microorganismi che non recano danno;
  • funzione neuroendocrina: tradizionalmente l’intestino è chiamato secondo cervello: il microbioma risente dello stress e l’attività cerebrale può essere influenzata da uno stato infiammatorio dell’intestino. Ti è, senz’altro noto quanto lo stress e tutte le emozioni negative possano nuocere alla salute di stomaco e intestino e, viceversa, i disordini alimentari pesano sul benessere mentale.

Dieta, antibiotici e attività fisica

Sebbene sul Web i termini microbiota e microbioma abbiano iniziato a comparire collegati alla parola dieta, in molti casi si tratta soltanto dell’ennesima moda a cui si cerca di dare un aspetto scientifico. Dagli organismi internazionali che hanno il compito di diramare direttive mediche e comportamentali non sono ancora state indicate delle linee precise di comportamento da tenere, anche se sono in corso moltissimi studi e ricerche indipendenti che stanno analizzando tutti i dati, allo scopo di trovare nuove soluzioni per attuare terapie mirate.

Per farti conoscere quali sono i punti fermi ormai dimostrati dagli studi, cerchiamo di fare qualche esempio:

  • dieta: negli ultimi anni le ricerche si sono rivolte all’analisi dell’effetto dell’ingestione di fibre e di carne rossa. Una dieta che abbia un’elevata quantità di grassi e zuccheri e un contenuto basso di fibre viene associata alla possibilità di contrarre malattie infiammatorie croniche e diabete. Due ricerche condotte separatamente dall’Università di Gothenburg e dalla Georgia State University hanno dimostrato che gli effetti di una dieta scarsa di fibre sono l’aumento di peso, l’aumento della quantità di zucchero disciolto nel sangue e una notevole variazione dei batteri contenuti nel microbioma. Sono stati somministrati integratori a base di fibre per controllare se avessero un effetto stabilizzante ma il livello della flora batterica non è tornato ai valori iniziali. Quindi, occorrono studi ulteriori per determinare eventuali terapie. Per ciò che riguarda l’artrite reumatoide il famoso Nurses’ Health Study, una ricerca che sta durando da 40 anni, ha trovato dati che collegano il basso consumo di carne rossa alla diminuzione del rischio di questa malattia;
  • antibiotici: nel corso della tua vita hai senz’altro assunto degli antibiotici, sostanze prodotte da microorganismi che sono in grado di inibire la crescita di altri dannosi alla salute. Sono farmaci salvavita ma possono nuocere al tuo microbioma andando ad alterare il delicato equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi. In questo caso potrebbero rimanere solo i batteri più resistenti. Inoltre, secondo uno studio pubblicato su Nature, un farmaco su quattro inibisce la crescita dei batteri del microbioma, senza distinzione tra buoni e cattivi, causando effetti simili agli antibiotici;
  • attività fisica: ti sei chiesto se il microbioma di un atleta avesse qualche caratteristica particolare? Il professor George Church, genetista di Harvard, ha analizzato i partecipanti alla maratona di Boston, analizzandone il microbioma prima e dopo la corsa. Ha scoperto che la composizione finale era alterata: in particolare per un determinato ceppo di batteri, quelli che metabolizzano l’acido lattico, facilitando il recupero fisico. Inoltre, in un altro studio ha rilevato le differenze tra il microbioma tra maratoneti e olimpici di canottaggio, osservando che tali differenze privilegiano i batteri utili in certe performance sportive e non in altre. Sono in corso molti studi per determinare se queste differenze siano dovute alla dieta o se effettivamente influisca anche l’attività sportiva.

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