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Tutte le modalità di pagamento delle cartelle esattoriali

25 Ottobre 2018


Tutte le modalità di pagamento delle cartelle esattoriali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Ottobre 2018



Vademecum: come e dove pagare le cartelle di pagamento ricevute dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione

Hai ricevuto una cartella esattoriale e non sai come effettuare il pagamento? Ti stai chiedendo quali sono le tutte le modalità di pagamento delle cartelle esattoriali o meglio qual è la modalità di pagamento più indicata che si adatta alle tue esigenze? Di seguito risponderemo a queste domande e ti illustreremo anche delle modalità alternative come il pagamento mediante rateizzazione delle somme pretese nella cartella, il pagamento  mendiante compensazione di un credito con il debito derivante dalla cartella di pagamento, o la possibilità di effettuare un pagamento parziale della cartella. Insomma, tutte le possibili modalità di pagamento e tra esse quella rispondente alle tue effettive esigenze, anche in considerazione dell’importo della cartella esattoriale. Ricevuta la cartella di pagamento e verificata la legittimità della stessa, nonché degli importi pretesi, viene da chiedersi come fare per effettuare il pagamento. Tale interrogativo apre a scenari diversi a seconda di una pluralità di situazioni in cui puoi venire a trovarti, pertanto, come si vedrà di seguito, la modalità di pagamento andrà calibrata in base alle tue effettive esigenze, necessità o condizioni attuali. Va innanzitutto considerato l’importo della cartella di pagamento preteso in base del quale valutare il modo in cui effettuare il pagamento, tanto facendo i conti con la propria situazione economica, o con la sussistenza di eventuali crediti che possono essere portati in compensazione, o ancora la possibilità di pagarla solo in parte. Altro aspetto da valutare, è la presenza o meno sul territorio nazionale, fattore che può determinare un diverso o ulteriore elemento utile a stabilire una modalità di pagamento piuttosto che un’altra. Tieni presente però che le modalità che ti indicheremo di seguito valgono solo per le cartelle dell’Agenzia delle Entrate–Riscossione e non valgono (o valgono solo in parte) per altri Agenti della Riscossione. Infatti, oltre all’Agenzia delle Entrate–Riscossione [1], vi sono altri enti preposti alla riscossione che sono elencati in un apposito albo [2] presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, cosiddetto “Albo per l’accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali”.  Per cui, come anticipato, le modalità di pagamento degli atti della riscossione promananti da tali soggetti valgono solo parzialmente: sarà utile, in tali casi, consultare i siti istituzionali di questi enti ed attenersi alle indicazioni da essi fornite.

Pagamento mediante bollettino RAV

L’ultima pagina della cartella esattoriale corrisponde alla pagina del bollettino RAV precompilato; esso riporta l’importo da corrispondere all’Agente della Riscossione entro i sessanta giorni, valido dunque se si effettua il pagamento entro, appunto, i sessanta giorni. Oltre il termine predetto, l’importo andrà aggiornato al giorno in cui si intende effettuare il pagamento; tale aggiornamento può essere effettuato rivolgendosi agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione o accedendo al sito internet consultando la sezione dedicata ai pagamenti e all’estratto conto, o mediante gli uffici postali, i tabaccai convenzionati, nelle ricevitorie Sisal e Lottomatica, presso gli sportelli bancomat e tramite l’internet banking degli istituti bancari che aderiscono al consorzio CBI. Il pagamento può essere effettuato mediante bollettino F35. Il pagamento mediante il bollettino RAV può essere effettuato mediante più canali:

A) pagamento presso uffici territoriali:

1) sportelli dell’AdE-Riscossione: consultando il sito internet istituzionale, nella sezione “Contatti”, “Trova sportello”, selezionando la provincia, troverai gli sportelli abilitati a ricevere direttamente il pagamento e le modalità di pagamento, infatti, non tutti gli sportelli sono idonei a ricevere i pagamenti e possono avere soglie di versamento consentite (anche mediante strumenti tracciati) differenti;

2) Poste Italiane: mediante contanti presso gli uffici (fino a 2.999,99 euro), addebito in conto corrente, carta PostePay e debito/credito;

3) banche: mediante contanti presso gli uffici (fino a 2.999,99 euro), addebito in conto corrente, carte debito/credito;

4) tabaccai convenzionati con Banca 5 Spa: mediante contanti (entro il limite di 1.000 euro), carta debito/credito (entro il limite di 5.000 euro);

5) Lottomatica: mediante contanti (entro il limite di 999,99 euro), carta debito/credito Visa e Mastercard, Lottomaticard (entro il limite di 1.500 euro);

6) Sisal: mediante contanti (entro il limite di 999,99 euro), carta debito, carte di credito Visa,  Mastercard, AmEx e carta PostePay (entro il limite di 1.499,99 euro);

B) pagamento mediante canali telematici:

1) canale telematico del sito Agenzia delle Entrate-Riscossione: attraverso la piattaforma pagoPA;

2) Poste Italiane: mediante il canale online nella sezione dedicata al pagamento dei bollettini RAV;

3) banche: mediante servizio di home banking messo a disposizione dagli istituti di credito che offrono il servizio CBILL.

Pagamento parziale della cartella

Il pagamento parziale della cartella esattoriale consente di pagare solo parte della stessa, magari solo la parte ritenuta legittima e dunque dovuta. E’ possibile effettuare il pagamento parziale presso gli sportelli abilitati dell’Agenzia a ricevere i pagamenti (come visto nel punto precedente sub A1), oppure presso gli uffici postali compilando il bollettino “modello F35” in ogni sua parte, facendo attenzione al numero di conto corrente che varia a seconda della provincia di riferimento (consultabile sul sito istituzionale sotto le voci: pagamenti / come e dove pagare / Consulta i numeri di conto corrente).

Pagamento mediante rateazione della cartella

Nel caso in cui tu abbia ricevuto una cartella di pagamento e non hai possibilità immediata di assolvere al pagamento, puoi pagarla a rate. L’ammissione alla rateazione della cartella sospende ogni forma di riscossione coattiva, come ad esempio il fermo amministrativo, l’ipoteca o il pignoramento. Nel caso in cui, però, si verifichi il mancato pagamento di cinque rate anche non consecutive, per i piani rateali concessi dal 22 ottobre 2015, si incorre nella decadenza dal beneficio della rateazione. Va distinta:

  • la rateazione per debiti fino a 60.000 euro con piano ordinario: consente di rateizzare il debito (di una o più cartelle) fino a massimo 72 rate in sei anni con rate crescenti o costanti. Tale richiesta va fatta mediante una apposita domanda, ovvero compilando il “Modello R1” reperibile nella sezione modulistica rateizzazioni del sito istituzionale. Esso va presentato fisicamente agli sportelli dell’Agenzia, oppure on – line (mediante le credenziali SPID, Agenzia delle Entrate, Inps, Smartcard/Carta Nazionale dei Servizi);
  • la rateazione per debiti oltre 60.000 euro a piano ordinario: consente di rateizzare il debito (di una o più cartelle) fino a massimo 72 rate in sei anni con rate crescenti o costanti. Tuttavia, oltre alla domanda vanno allegati documenti specifici a seconda che la rateazione la si richieda per ditte individuali con regimi fiscali semplificati o per altre imprese in contabilità ordinaria. Il Modello richiesto è il “Modello R2” reperibile nella sezione modulistica rateizzazioni del sito istituzionale;
  • la rateazione con piano straordinario: consente alle persone fisiche o alle aziende in particolari situazioni di difficoltà, ovvero che non riescono a pagare il debito mediante il piano ordinario, di accedere ad una rateizzazione fino a 120 rate per 10 anni ad importo di rata costante. Il Modello richiesto è il “Modello R4” reperibile nella sezione modulistica rateizzazioni del sito istituzionale.

Pagamento mediante compensazione

La sussistenza di crediti verso lo Stato può esserti utile a pagare la cartella mediante compensazione, ovvero il debito può essere “coperto” da un credito, anche solo parzialmente. Le compensazioni ammesse e possibili sono di due tipi:

  • compensazione con crediti d’imposta: le cartelle che hanno ad oggetto imposte erariali (Irpef, Ires, IVA ecc.) possono essere compensate, in tutto o in parte con crediti derivanti sempre da imposte di tipo erariale. Tale compensazione si opera materialmente mediante il modello “F24 accise”, disponibile sul sito istituzionale sezioni: Home / Modulistica / Compensazioni;
  • compensazioni con i crediti della Pubblica amministrazione: in questa casistica rientrano le imprese che hanno effettuato somministrazioni, forniture e appalti a favore di una Pubblica amministrazione, le quali a fronte del credito commerciale vantato, e di cui non hanno ancora ricevuto il pagamento, possono compensarlo con un debito rinvenente da una cartella di pagamento.

E’ necessario, a tale fine, la certificazione del credito da parte della PA, ottenibile mediante l’accesso alla piattaforma informatica presente sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. Successivamente, a fronte della positiva verifica della conformità della certificazione da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, si potrà procedere alla compensazione.

Pagamento dall’estero

Nel caso in cui ti trovi all’estero o sei residente all’estero, puoi effettuare il pagamento mediante bonifico bancario. Tale operazione può essere effettuata mediante il canale telematico (di cui si è detto nel punto sub B – Pagamento mediante canali telematici), avendo cura di verificare il codice Iban dell’Agente della riscossione abbinato alla provincia di interesse e precisata la relativa banca (tali informazioni sono disponibili accedendo al sito istituzionale, sezioni: Home / Cittadini e/o Imprese / Pagamenti / Come e dove pagare cliccare su “Consulta gli iban per i pagamenti dall’estero”), prima di fare il bonifico su conto corrente, specificando, inoltre, codice fiscale e il numero della cartella di pagamento.

note

[1] Art. 3 co. 1 D. L. n. 203 del 30.09.2005 convertito con modificazioni dalla L. n. 248 del 2.12.2005.

[2] Art. 53 co. 1 D.Llgs. n. 446 del 15.12.1997.


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