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Celentano “scende” in politica con Grillo: se non voti ti fai del male

19 Febbraio 2013
Celentano “scende” in politica con Grillo: se non voti ti fai del male

Se non voti ti fai del male: “il molleggiato” ha appena lanciato un pezzo inedito sul suo blog e sull’account ufficiale di YouTube: sei minuti di canzone in cui non viene risparmiato nulla e nessuno.

“Se non voti ti fai del male” dice Celentano, e tuttavia il testo della sua nuova canzone è una critica spietata al mondo dei politici. Con questo pezzo, lanciato pochi minuti fa sul proprio account di YouTube, il molleggiato dice dei politici: “loro promettono solo bugie. E ormai la politica è come lo sport, facciamo il tifo per chi ci tradisce”.

A Berlusconi è dedicato un autonomo versetto: “Certo non si può dire – canta Celentano – che i tempi non siano confusi e mentre il pastore per salvare il suo gregge scuote la terra degli scandali riemergono purtroppo parole pericolose, parole come… condono tombale”.

A Grillo invece il riferimento è in queste parole: “Si dice in giro che fra i partiti c’è un’onda nuova che è partita dal niente e come una valanga sta avanzando come un ciclone per abbattere il marcio della nazione”. In questi versi il cantante manifesta in modo inequivocabile il suo orientamento.

“Si intuisce chiaramente che i politici sono lontani anni luce dal capire quali siano davvero i motivi di questa crisi. Eppure ci camminano sopra. L’Italia è ormai è ridotta a una lastra di cemento, come una coltre funebre sulla quale si annidano le pericolose polveri sottili …della corruzione. E quindi cosa facciamo? – continua a dire il cantante.

Tuttavia, il tema dominante della canzone è l’invito ad andare a votare. Infatti la canzone dice: “Se non voti non cambia niente, se non voti ritornano ancora. Se non voti ti fai del male, più male di così, ci stanno rubando il mondo”.

“Non c’è altro mezzo per risolvere la crisi – canta Celentano – Dobbiamo cancellare tutto ciò che ci rattrista, stracciare il brutto dell’Italia come si straccerebbe una lettera scritta da uomini bugiardi e piena di errori, ma soprattutto piena di inganni. Quindi non ci rimane che riscrivere la storia del nostro Paese e rifarlo da capo, cioè ricostruirlo da capo, ricostruirlo fisicamente… da capo”.

 

 



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