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Permessi legge 104: lavoratore con handicap

25 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2018



Permessi retribuiti per i dipendenti con handicap grave: come funzionano, chi ne ha diritto, durata, come sono pagati, come si presenta la domanda.

Sei un lavoratore dipendente e ti è stata riconosciuta una grave disabilità? Forse non sai che hai la possibilità di assentarti dal lavoro ogni mese, grazie alla concessione di permessi retribuiti: si tratta dei cosiddetti permessi legge 104. Questi permessi, difatti, non sono riservati soltanto ai dipendenti che assistono un familiare disabile, ma possono essere riconosciuti anche al lavoratore subordinato con handicap grave certificato. Peraltro, se sei un lavoratore dipendente disabile grave e un tuo familiare gode dei permessi legge 104 per la tua assistenza, devi sapere che hai comunque la possibilità di richiedere i permessi legge 104 personali. Puoi inoltre richiedere i permessi mensili per assistere un tuo familiare con handicap grave. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sui permessi legge 104 per il lavoratore con handicap: quante giornate o quante ore possono essere richieste, quali requisiti sono necessari per beneficiare delle assenze, come sono riconosciuti.

Quando il lavoratore ha diritto ai permessi legge 104 per sé stesso?
Il lavoratore ha diritto ai permessi legge 104 per sé stesso quando è occupato come dipendente, e gli è riconosciuto un handicap grave: presenta, cioè, una minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva con le caratteristiche della gravità.

L’handicap grave è verificato quando la minorazione, singola o plurima, ha ridotto l’autonomia personale del lavoratore, collegata all’età, in modo da rendere necessaria un’assistenza permanente, continuativa e globale.

L’handicap non deve essere confuso con l’invalidità, che invece corrisponde alla riduzione della capacità lavorativa (o alla capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, per chi non si trova più in età lavorativa), né con la non autosufficienza, che consiste nell’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Com’è riconosciuto l’handicap grave?

Lo stato di gravità dell’handicap deve essere accertato dall’apposita commissione Asl, che deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla data di presentazione della relativa domanda (per sapere come presentare la richiesta: Domanda Legge 104, invalidità, accompagno).

Se la commissione medica non si pronuncia entro 45 giorni dalla presentazione della domanda, l’accertamento può essere provvisoriamente effettuato da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso l’Asl da cui è assistito l’interessato [1]. L’accertamento provvisorio è efficace fino all’accertamento definitivo della commissione Asl.

In ogni caso, dietro richiesta motivata dell’interessato, la commissione Asl può rilasciare un certificato provvisorio al termine della visita, che produce effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo.

Per i disabili affetti da sindrome di down, l’accertamento dell’handicap grave è effettuato dal medico curante, previa richiesta di presentazione del cariotipo, cioè del patrimonio cromosomico.

Quanti giorni di permesso sono riconosciuti al lavoratore con handicap?

Il lavoratore dipendente con handicap grave ha diritto, ogni mese, a 3 giorni di permesso retribuito, continuativi o frazionati. In alternativa, può aver diritto a 2 ore giornaliere di permessi retribuiti.

Si può convertire il permesso giornaliero in permesso orario?

Il tipo di permesso richiesto, giornaliero o orario, può essere cambiato dal lavoratore col preavviso di almeno un mese, modificando la domanda precedentemente presentata: per la precisione, la modifica del tipo di permesso può aver effetto dal mese successivo alla richiesta.

La variazione durante il mese è consentita solo se sopraggiungono esigenze improvvise e non prevedibili al momento della richiesta dei permessi, che devono essere opportunamente documentate dal lavoratore.

Quando sono ridotti i permessi per il lavoratore con handicap?

I permessi Legge 104 per il lavoratore con handicap grave devono essere ridotti in alcuni casi:

  • quando il lavoratore ha un contratto in regime orario di part-time verticale (a meno che non presti servizio per oltre la metà delle giornate lavorative settimanali; per approfondire: Permessi legge 104 part-time);
  • se il lavoratore è assunto nel corso del mese [2];
  • quando l’attività lavorativa è ridotta a causa di un periodo d’integrazione salariale.

Nessuna riduzione deve essere invece effettuata se il richiedente nel corso del mese ha legittimamente beneficiato di altre tipologie di permessi, congedi o assenze tutelate (come il congedo per maternità o le assenze per malattia).

La finalità di garantire un’assistenza adeguata al disabile non può difatti essere limitata dalla fruizione di assenze con finalità differenti, purché meritevoli di tutela (le assenze non tutelate come quelle ingiustificate, invece, danno luogo alla riduzione dei permessi spettanti).

Come si chiedono i permessi per lavoratori con handicap?

Per fruire dei permessi legge 104, il lavoratore disabile deve innanzitutto aver ottenuto il riconoscimento dell’ahndicap grave da parte dell’apposita commissione medica. Deve poi presentare un’apposita domanda di autorizzazione all’Inps, in modalità esclusivamente telematica, allegando i documenti comprovanti il riconoscimento dell’handicap grave.

La domanda, redatta su modello SR08_ Hand 2, deve essere inviata all’Inps, e non al datore di lavoro, in quanto è l’istituto a pagare l’indennità. Il datore di lavoro ha comunque diritto di ricevere copia della domanda, perché deve verificare in concreto l’esistenza dei presupposti di legge per la concessione delle agevolazioni, rispetto alla quale non ha alcuna ulteriore discrezionalità.

I permessi per il lavoratore con handicap si possono cumulare con altri permessi legge 104?

Il lavoratore con disabilità grave, che già fruisce dei permessi orari o giornalieri per sé stesso, può cumulare a questi il godimento dei 3 giorni di permesso mensile per assistere un proprio familiare disabile grave. In questi casi, non è necessaria l’acquisizione di un parere medico legale sulla capacità del lavoratore con handicap grave di assistere il familiare in condizioni di disabilità grave [3].

È inoltre possibile che i 3 giorni di permesso mensili possano essere contemporaneamente fruiti da parte del lavoratore disabile grave e da parte del familiare lavoratore referente per la sua assistenza [4].

Chi paga i permessi al lavoratore con handicap?

Il trattamento economico a favore del lavoratore beneficiario dei permessi è generalmente anticipato dal datore di lavoro, che poi compensa l’indennità, a carico dell’Inps, con i contributi previdenziali mensilmente dovuti.

In alcune situazioni particolari, o per alcune specifiche categorie di lavoratori (operai agricoli, lavoratori stagionali, domestici, lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro che non usufruiscono del trattamento di Cigs) è direttamente l’Inps a provvedere al pagamento dei permessi.

note

[1] Inps circolare n.127/2016.

[2]  Inps circolare n.128/2003; ministero del Lavoro, Risposta ad Interpello n.24/2012.

[3] Inps circolare n.53/2008.

[4] Inps messaggio n. 24705/2011.


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