Diritto e Fisco | Articoli

Reversibilità: spetta in eredità anche a fratelli e sorelle?

3 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2018



Se muore il titolare di una pensione di reversibilità, essa cade in successione e fa parte dell’eredità del defunto oppure no?

Tua sorella vedova, è malauguratamente deceduta. Purtroppo da parecchio tempo era piuttosto malconcia e, per questa ragione, aveva frequentemente bisogno di aiuto. Ebbene, il sostegno che le prestavi era anche di carattere economico: tua sorella, infatti, si sosteneva soltanto con la pensione di reversibilità del marito defunto molti anni prima e, alla luce dell’importo della medesima pensione, arrivare alla fine del mese era alquanto difficile. Insomma, alla resa dei conti, ti chiedi se in qualche modo puoi ereditare questa pensione di reversibilità. Sei l’unico erede di tua sorella, le sei stato vicino e l’hai assistita per molto tempo e in ogni modo, e vorresti in qualche misura ricevere un minimo di gratificazione. Tuttavia non sei molto convinto che la pensione di reversibilità di tua sorella possa spettarti in eredità: in fondo si trattava di un suo diritto personale, maturato a seguito della morte del marito, con il quale non avevi alcuna parentela, se non quella acquisita per legge. Ed allora, per toglierti ogni dubbio ti chiedi: Che cos’è la pensione di reversibilità? La pensione di reversibilità spetta in eredità anche a fratelli e sorelle? Se la risposta dovesse essere negativa, perché la pensione di reversibilità non fa parte dell’eredità? Se la pensione di mia sorella fosse stata indiretta, mi sarebbe spettata in eredità? In questo articolo troverai le risposte alle predette domande.

Pensione di reversibilità o indiretta: cosa sono?

Senza entrare troppo nel dettaglio, devi sapere che alla morte di un soggetto, iscritto presso la gestione Inps, i familiari ancora in vita hanno diritto ad una pensione. Questa si distingue in quella di reversibilità ed in quella indiretta (cosiddette pensioni ai superstiti).

  • nel primo caso (pensione di reversibilità), il familiare avente diritto, può fare domanda di reversibilità della pensione che era già in corso di liquidazione a favore del pensionato defunto;
  • nel secondo caso (pensione indiretta), il pensionato non aveva ancora diritto alla pensione, ma aveva maturato almeno 15 anni di contribuzione oppure cinque anni, di cui almeno tre nel quinquennio che aveva preceduto la sua dipartita. Pertanto, il familiare superstite può fare domanda di pensione indiretta, che sarà liquidata in rapporto alle predette avvenute contribuzioni.

Il descritto diritto alla pensione di reversibilità o indiretta spetta in primo luogo al coniuge superstite (purché non risposatosi), in una percentuale che varia dal 60% della somma già liquidata o da riconoscere (in assenza di figli), fino al 100 % (con due più figli, ma purché gli stessi siano minorenni oppure maggiorenni inabili al lavoro ed a carico del genitore al momento del decesso di quest’ultimo). In ogni caso per avere maggiori informazioni sulle percentuali e sugli aventi diritto, ti rimando alla lettura dell’articolo pensione di reversibilità: cos’è e a chi spetta, dove potrai trovare tutte le informazioni più dettagliate.

Pensione di reversibilità o indiretta: va in eredità?

Come detto la pensione ai superstiti spetta di diritto ai familiari del pensionato o assicurato, alla morte di quest’ultimo. Si tratta di un diritto di natura previdenziale ed assistenziale che trova fondamento nella necessità di proteggere ed assistere i parenti del defunto a seguito della morte dello stesso. È, quindi, un diritto personale, che non trova fondamento nel fenomeno successorio/ereditario, che non cade in eredità (tecnicamente si dice che il beneficiario lo acquista iure proprio) e che, per quest’ultima ragione, non può essere trasmesso a favore degli altri parenti del defunto [1]. L’Inps [2], infatti, ha chiarito che il coniuge superstite non può rinunciare alla pensione di reversibilità a favore degli altri parenti (un po’ come avverrebbe per i diritti ereditari, dove chi rinuncia concede agli altri potenziali eredi di subentrare nei diritti ereditari del rinunciante), poiché si tratta di un diritto di natura alimentare, personale e, in quanto tale, intrasmissibile. Pertanto, rispondendo alla domanda iniziale e cioè se la pensione di reversibilità di tua sorella ti spetta in eredità, purtroppo la risposta non può che essere negativa. Infatti, il diritto assistenziale e previdenziale che tua sorella aveva acquisito alla morte del marito, si estingue con lei e non si trasmette ai suoi eredi.

note

[1] Pret. di Genova ord. del 08.01.1980

[2] Circ. Inps n. 32/1991.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI