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Acquisto con difetti di funzionamento dell’apparecchio: che fare?

9 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 novembre 2018



Ho acquistato pochi mesi fa per il mio negozio un registratore di cassa con regolare fattura pagata, ma già dopo pochi giorni ha manifestato dei difetti di funzionamento per i quali ho richiesto due interventi al venditore. Attesa la persistenza del problema, ho chiesto attraverso il mio legale, la risoluzione del contratto, diffidando il venditore alla restituzione del prezzo, salvo la riparazione/e o sostituzione a suo carico ed i danni. Dopo questa diffida, il venditore, oltre a rilevare un presunto uso improprio da parte mia, mi ha inviato la fattura chiedendo il pagamento di €185,00 oltre iva, che è stato contestato dal mio legale sul presupposto della genericità dell’oggetto e comunque del diritto di garanzia. Al momento del ritiro da parte del venditore del registratore di cassa per l’accertamento dei vizi e/o la riparazione, il medesimo mi faceva firmare un atto che credevo fosse necessario per la procedura di riparazione ma che in realtà è una garanzia estensiva portante la data di acquisto del registratore concessa per €.185,00 oltre iva (come da fattura precedente) avente ad oggetto l’assistenza tecnica per la durata di 12 mesi di cui continua a chiedermi il pagamento. Pare che non essendo un consumatore, si applicherebbe l’art 1490 c.c. che non prevede il diritto di chiedere la riparazione o la sostituzione del bene, ma solo la risoluzione o la riduzione del prezzo, tuttavia atteso che l’accertamento del vizio è necessario per l’esercizio del diritto alla risoluzione del contratto, a mio avviso la garanzia estensiva è invalida o quantomeno dovrebbe valere solo per l’anno successivo alla scadenza della garanzia ex 1490 e l’assistenza tecnica gratuita per l’anno in corso dovrebbe rientrare automaticamente nell’articolo suddetto. Pertanto, essendomi stato recapitato l’invito a ritirare il registratore riparato potrei evitare di pagare la garanzia estensiva perché invalida per l’anno in corso (sarebbe un doppione rispetto a quella legale dell’art.1460 salvo che si ritenga applicabile alla scadenza di quella legale) ed in caso di validità, posso sospenderne il pagamento in attesa di accertarne il buon funzionamento per chiedere- nell’eventualità si dovessero ripresentare i problemi- la risoluzione del contratto di acquisto del registratore e quindi della garanzia? 

Il lettore, firmando la lettera di estensione della garanzia, ha assunto un obbligo di pagamento del corrispettivo nei confronti del venditore. 

Nel caso specifico, tra l’altro, le parti si posizionano in una posizione contrattuale paritetica e non asimmetrica, come tra professionista e consumatore: in quest’ultimo caso, si sarebbe potuto verificare infatti l’esistenza di una qualche irregolarità (quale, ad esempio, la mancata sottoscrizione specifica di qualche clausola vessatoria). 

Sulla questione della sovrapposizione delle garanzie, il documento allegato dal lettore (anche se di difficile lettura, nella parte delle condizioni contrattuali) sembra parlare solo di garanzia tecnica. 

Nel diritto, l’estensione della garanzia opera solo una volta cessata quella prevista dalla legge, a meno che le due garanzie coprano aspetti differenti (ad esempio, garanzia tecnica e garanzia da fatti accidentali). 

E così, una volta terminata la garanzia legale, inizia a decorrere quella convenzionale. Diversamente, non avrebbe un senso logico-giuridico quest’ultima, divenendo un mero doppione, privo di ogni effetto giuridico. 

Nel caso di specie, occorrerebbe verificare anche il documento di compravendita, per analizzare quale garanzia era indicata all’interno di quel contratto ma, a prima analisi, sembrerebbe alquanto strano, oltre che in violazione della legge, non garantire la protezione per i vizi tecnici del macchinario. 

E così, può dedursi che l’estensione di garanzia sottoscritta non possa che decorrere dalla scadenza di quella legale. 

Di certo, una volta sottoscritto quell’atto, non si potrà contestare il diritto del venditore a pretendere le somme per quell’estensione, a meno che non si dimostri la coincidenza con la garanzia legale (v. sopra), o che la sottoscrizione di quel documento derivi da un raggiro del venditore che, non facendo analizzare il documento al lettore, l’ha portata al convincimento fuorviante sul contenuto del documento. 

A livello giuridico, il lettore non potrebbe neppure sospendere il pagamento di quella somma, in attesa di verificare se quel vizio è ancora esistente o è stato risolto. Infatti, le due fattispecie riguardano questioni differenti: da un lato la risoluzione di un difetto, rientrante tra quelli coperti dalla garanzia legale, e dall’altro il pagamento per l’estensione della garanzia extra-legale. 

Il comportamento giuridicamente corretto sarebbe quello di pagare l’estensione della garanzia, verificare il buon funzionamento del macchinario nel tempo e, in caso di esito negativo, far partire l’azione di risoluzione contrattuale e, al contempo, chiedere la restituzione delle somme pagate per l’estensione di garanzia, i cui effetti cadrebbero a catena col venir meno del contratto base. 

Tuttavia, nella pratica, quello che si consiglia al lettore è di temporeggiare quel pagamento, nell’attesa di verificare se i difetti sono stati finalmente rimossi e, quindi, comportarsi di conseguenza: 

1. se la rimozione dei difetti è effettiva, il suo problema sarebbe, comunque, risolto, 

2. se quei vizi persistono, il lettore azionerebbe la procedura di risoluzione, giustificando così il mancato pagamento dell’estensione di garanzia, non avendo più valore giuridico all’interno del contratto venuto meno. 

Infine, si raccomanda attenzione alla decadenza del termine di denuncia. 

Con riguardo alla garanzia per i vizi posseduti dal registratore di cassa, infatti, la giurisprudenza di legittimità è intervenuta da ultimo confermando come in tema di compravendita, i vizi redibitori e la mancanza di qualità, le cui azioni sono soggette ai termini di prescrizione e decadenza ex art. 1495 c.c. si distinguono dall’ipotesi di consegna di “aliud pro alio” che dà luogo ad una ordinaria azione di risoluzione contrattuale svincolata dai termini predetti, e che ricorre quando il bene consegnato sia completamente diverso da quello venduto, perché appartenente ad un genere differente da quello posto a base della decisione del compratore di effettuare l’acquisto, oppure con difetti che gli impediscono di assolvere alla sua funzione naturale o a quella concreta assunta come essenziale dalle parti, facendola degradare in una sottospecie affatto dissimile da quella dedotta in contratto (Cassazione civile, sez. II, 24/04/2018, n. 10045). 

La Suprema Corte, quindi, oltre a confermare la possibilità di rivendicare i diritti scaturenti dalla presenza di vizi, conferma che, nel caso di specie, operano i termini di decadenza e prescrizione di cui all’art. 1495 c.c. il quale stabilisce che il compratore decade dal diritto alla garanzia, se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge. Tuttavia, questa decadenza viene meno se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o l’ha occultato. 

L’azione poi si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna ma, da quanto emerge dal quesito, detto termine non è ancora spirato. 

Quindi, molto importante per il lettore in un futuro contenzioso civile sarà produrre la documentazione attestante la denuncia tempestiva di quei vizi per non rischiare il rigetto dell’azione per intervenuta decadenza. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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