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Si può bocciare l’alunno senza comunicazione ai genitori?

11 Ott 2018


Si può bocciare l’alunno senza comunicazione ai genitori?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Ott 2018



La scuola può bocciare l’alunno senza prima comunicare a casa il cattivo rendimento e consentire di poter recuperare con le lezioni private?

Quest’anno tuo figlio è stato bocciato. Sulla sua pagella hanno pesato le cattive valutazioni di italiano, matematica, storia e lingue. In più le assenze sono state così tante da influire ulteriormente sul suo già precario rendimento. Tutto ciò, però, è per te una sorpresa: nessun professore ti ha mai comunicato il rischio di una bocciatura, né il preside ti ha convocato per metterti in allarme e, magari, consentirti di correre ai ripari con delle lezioni da privatista. Ora ti chiedi se un comportamento del genere è legale o meno. Si può bocciare l’alunno senza comunicazione ai genitori? La questione è stata di recente decisa da un’interessante pronuncia del Tar Trento [1].

Perché il Tar? Si tratta del tribunale amministrativo, quello che valuta la legittimità degli atti della pubblica amministrazione come appunto nel caso della scuola pubblica. È un giudice speciale cui però deve obbligatoriamente rivolgersi chiunque ha in corso una controversia contro la P.A. Il che esclude la competenza invece del tribunale ordinario.

Anche in materia di pagella, bocciatura o promozione degli alunni, quindi, tutte le cause si fanno davanti al Tar. Ed è proprio lì che inizia la vicenda da cui è originata la sentenza in commento.

Detto ciò, vediamo se si può bocciare l’alunno senza comunicazione ai genitori. Partiamo da un principio valido per qualsiasi campo in cui si entra in contatto con un ente pubblico: il «principio di trasparenza». È vero che la pubblica amministrazione ha l’obbligo di non nascondere nulla ai cittadini in modo da garantire l’imparzialità e l’efficienza dei suoi organi – e così vale anche nei confronti del padre e della madre degli scolari – ma è anche vero che questi ultimi non possono nascondere la testa sottoterra come degli struzzi. In altre parole, un minimo di diligenza per conoscere i meriti (o i demeriti) del proprio figlio è sempre richiesto.

Ebbene, in ambito scolastico esiste ormai da alcuni anni il registro elettronico che consente ai genitori di restare informati sui voti dei propri ragazzi in tempo reale. La trasparenza è dunque preservata da questo utile strumento volto proprio a garantire un costante mantenimento delle relazioni “scuola-famiglia”. In ogni caso – sottolinea il Tar – anche a voler ammettere che vi possa essere un difetto nelle comunicazioni tra istituto scolastico e genitori, ciò non può comunque pregiudicare la valutazione effettuata dal consiglio di classe: conta soltanto il livello di preparazione raggiunto a fine anno dall’allievo. Preparazione che, per consentire la promozione, deve sussistere sempre. Insomma, a detta dei giudici amministrativi, alla forma deve prevalere la sostanza.

D’altronde la mancata attivazione di percorsi di recupero post scolastici (il cosiddetto doposcuola da privatisti) non serve ad annullare la bocciatura: il consiglio di classe si pronuncia con margini di discrezionalità particolarmente ampi e considera soltanto lo sviluppo degli apprendimenti e l’acquisizione di nuove competenze.

Del resto, a riprova di ciò, c’è il fatto che le valutazioni scolastiche non corrispondono a quelle dei concorsi pubblici: l’interesse di studenti e famiglie non corrisponde al passaggio alla classe successiva ma nel corretto svolgimento del servizio pubblico finalizzato alla formazione dei giovani.

Peraltro, la giurisprudenza ha chiarito che, in applicazione del principio della bigenitorialità, il padre separato dalla madre deve essere informato circa l’andamento scolastico del figlio di cui sia stato disposto l’affidamento condiviso ad entrambi i genitori; l’omissione comporta l’annullamento della bocciatura del ragazzo.

E se sono invece i genitori a chiedere la bocciatura del proprio figlio? Si può ottenere la possibilità di ripetere l’anno scolastico, ma la relativa richiesta va esaminata attentamente avendo riguardo alla situazione concreta. Così si è espresso il Tar Marche l’anno scorso [3] confermando la promozione in seconda elementare di un’alunna i cui genitori avevano chiesto la bocciatura sulla base di alcuni pareri di professionisti, i quali consigliavano la ripetizione dell’anno per favorire la maturazione di abilità compromesse da disturbi, nonché al fine di ridurre lo svantaggio adattativo. Per i giudici amministrativi, nella specie la scuola aveva giustificato la promozione con un’ampia e specifica motivazione, sulla base del parziale raggiungimento da parte dell’alunna degli obiettivi programmati, nonché del legame costruito dalla minore con alcuni compagni e con le insegnanti.

note

[1] Tar Trento, sent. n. 184/18.

[2] Tar Trieste, sent. n. 312/17.

[3] Tar Ancora, sent. n. 792/17.


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