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Condominio: come si impugna una delibera assembleare?

3 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2018



Un condomino ha partecipato ad una assemblea condominiale opponendosi, quale procedura giudiziario deve seguire? Mi è stato detto che: 1) l’ impugnativa può avvenire con ricorso, che lo stesso deve essere depositato nei trenta giorni successivi all’assemblea in cancelleria e che la successiva notifica al condominio del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza deve avvenire entro il termine indicato dal giudice; 2) se l‘impugnativa avviene con citazione la notifica dell’atto e la successiva iscrizione ruolo in cancelleria deve avvenire entro trenta giorni da quando siamo venuti a conoscenza della delibera. Mi è stato anche spiegato che se, ad esempio, la notifica è avvenuta entro 20 giorni, l’iscrizione a ruolo deve avvenire entro i 10 giorni successivi.

Innanzitutto bisogna dire che le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza n. 8.491 del 14 aprile 2011 chiarirono definitivamente che l’impugnazione delle delibere delle assemblee condominiali (prevista dall’articolo 1137 del codice civile) deve correttamente essere proposta con atto di citazione e non con ricorso.

Si aggiunga che questa sentenza fu emessa quando era ancora in vigore il vecchio testo dell’articolo 1137 del codice civile che utilizzava il termine “ricorso” per indicare il mezzo con il quale proporre l’impugnazione delle delibere dell’assemblea condominiale: a maggior ragione quindi oggi occorre utilizzare l’atto di citazione considerato che il nuovo testo dell’articolo 1137 del codice civile (in vigore dal 18 giungo 2013) non contiene più il termine “ricorso” per indicare come impugnare le delibere delle assemblee di condominio.

Chiarito questo aspetto bisogna dire che, in base all’articolo 71 quater delle disposizioni di attuazione del codice civile, nel caso di controversie relative alla violazione o all’errata applicazione delle disposizioni contenute negli articoli da 1117 a 1139 del codice civile (norme sul condominio degli edifici) e negli articoli da 61 a 72 delle disposizioni di attuazione del codice civile, prima di avviare la causa davanti al giudice competente è obbligatorio il tentativo di mediazione previsto dal decreto legislativo 28 del 2010 e successive modificazioni.

Questo vuol dire che se nel caso specifico la controversia rientra tra quelle relative alla violazione o all’errata applicazione delle disposizioni contenute negli articoli da 1117 a 1139 del codice civile e negli articoli da 61 a 72 delle disposizioni di attuazione del codice civile, bisognerà obbligatoriamente proporre il tentativo di mediazione prima di rivolgersi al giudice.

E questo vuol dire che entro il termine di trenta giorni dalla data dell’assemblea (se il condomino fu presente) o dalla data in cui la delibera gli fu comunicata (se il condomino fu assente), il condomino dovrà, necessariamente assistito da un legale, depositare istanza di mediazione per evitare di non poter più contestare la delibera per decorso del termine di trenta giorni.

Si noti che esiste anche un orientamento (vedi ad esempio Tribunale di Savona, sentenza del 2 marzo 2017) secondo il quale per rispettare il termine massimo di trenta giorni il condomino non solo deve depositare entro questo termine l’istanza di mediazione (presso uno degli organismi autorizzati a svolgere l’attività di mediazione), ma deve anche fare in modo di comunicare all’avversario la stessa istanza di mediazione entro lo stesso termine di trenta giorni.

Riassumendo: entro il termine di trenta giorni dalla data della delibera (se il condomino che la vuole impugnare fu presente in assemblea) oppure entro trenta giorni dalla data in cui il verbale dell’assemblea gli fu comunicata (se il condomino fu assente all’assemblea), il condomino deve prudentemente non solo depositare istanza di mediazione presso uno degli organismi di mediazione autorizzati, ma anche curare che l’istanza di mediazione sia comunicata alla controparte (cioè all’avversario di un futuro ipotetico giudizio).

Se poi il tentativo di mediazione fallisse, il condomino avrà di nuovo trenta giorni di tempo (decorrenti dalla data in cui l’organismo di mediazione avrà depositato il verbale negativo che sancisce il fallimento della mediazione) per iniziare la causa con atto di citazione.

Per il rispetto del termine di trenta giorni per avviare la causa (decorrenti, si ripete, dal deposito del verbale negativo di mediazione), sarà sufficiente che entro questo termine l’atto di citazione sia consegnato all’ufficiale giudiziario per la notifica.

Si evidenzia, però, che esiste anche un orientamento minoritario (Tribunale di Palermo sent. n. 4.851 del 19.9.2015) secondo il quale una volta che il condomino comunica l’istanza di mediazione al proprio avversario, il termine di trenta giorni viene solo sospeso e poi ricomincia a decorrere da quando viene depositato il verbale negativo della mediazione.

Per spiegare meglio:

a) per il Tribunale di Palermo se nel momento in cui si è comunicato l’istanza di mediazione all’avversario sono già passati venti giorni dalla data dell’assemblea, poi si avranno soltanto altri dieci (20 + 10 = 30) per consegnare l’atto di citazione all’ufficiale giudiziario (dieci giorni decorrenti dalla data in cui l’organismo di mediazione avrà depositato il verbale negativo di mediazione);

b) per l’orientamento maggioritario invece (ad esempio Tribunale di Milano, sentenza n. 13.360 del 2 dicembre 2016), come precisato in precedenza, una volta che il condomino abbia comunicato all’avversario l’istanza di avvio della mediazione, il termine di trenta giorni si interrompe (in pratica si azzera) per cui nel momento in cui il tentativo di mediazione dovesse fallire comincerà a decorrere nuovamente un termine pieno di altri trenta giorni per avviare la causa (termine di trenta giorni che partirà dalla data in cui l’organismo di mediazione depositerà il verbale negativo di mediazione e per rispettare il quale, come già detto, sarà sufficiente poi consegnare l’atto di citazione all’ufficiale giudiziario entro, appunto, il trentesimo giorno successivo al deposito del verbale negativo di mediazione nella segreteria dell’organismo di mediazione).

Infine, dopo che sarà stato consegnato all’ufficiale giudiziario l’atto di citazione (nel caso, ovviamente, di fallimento del tentativo obbligatorio di mediazione), occorrerà rispettare un altro termine e cioè quello di dieci giorni previsto dall’articolo 165 del codice di procedura civile per la costituzione dell’attore (il termine di trenta giorni per impugnare la delibera ed il successivo termine di dieci giorni per la costituzione dell’attore sono, perciò, scollegati l’uno dall’altro).

Questo termine di dieci giorni per la costituzione dell’attore si deve calcolare a partire dalla data in cui la notificazione dell’atto di citazione si perfeziona nei confronti del destinatario dell’atto e non a partire dalla data di spedizione dello stesso (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenze n. 1.662 del 29 gennaio 2016 e n. 9.329 del 20 aprile 2010).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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