Diritto e Fisco | Articoli

Enpap: pensione di vecchiaia e pensione americana

3 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2018



Sono cittadino italiano, mia madre italiana, 90enne, vedova di mio padre americano morto negli anni ’70, come pensione percepisce due assegni dal governo americano: la Social Security e un assegno in quanto vedova di un militare USA. Mia madre non percepisce una pensione italiana e mi risulta che non abbia mai fatto domanda. Ha vissuto in Italia e lavorato come Psicoterapeuta per molti anni e quindi ha fatto dei versamenti. Come posso capire se mia madre ha diritto ad avere una pensione italiana? Mi sto interessando perché la pensione americana non copre le spese delle badanti e la prossima casa di cura e i risparmi di mia madre si stanno rapidamente estinguendo. Non ho i mezzi per sanare le perdite. 

Se la madre del lettore ha lavorato come psicoterapeuta in Italia per tanti anni è molto probabile che abbia versato i contributi presso la cassa previdenziale degli psicologi, l’Enpap. L’iscrizione all’Enpap è difatti obbligatoria per tutti gli psicologi che esercitano in modo autonomo la professione: l’iscrizione, in particolare, deve essere effettuata, per gli iscritti all’albo, entro 90 giorni di tempo dalla data di incasso del primo compenso per attività libero professionale svolta come psicologo o psicoterapeuta, anche occasionalmente. 

L’Enpap liquida la pensione di vecchiaia con un minimo di 65 anni di età e di 5 anni di contributi: se la madre del lettore possiede dunque il requisito di contribuzione minimo pari a 5 anni presso Enpap, può ricevere la pensione, che viene calcolata col sistema contributivo, ossia sulla base della contribuzione posseduta, non sulla base dei redditi. 

Per sapere se la madre possiede il requisito contributivo il lettore dovrebbe innanzitutto reperire la documentazione d’iscrizione alla gestione previdenziale. Si consiglia al lettore, per accedere al sito Enpap, una volta reperita la matricola d’iscrizione all’ente, o almeno la documentazione d’iscrizione, di rivolgersi all’apposito servizio dedicato agli iscritti, raggiungibile al numero verde 800410444, oppure al numero 069453261. Il servizio di risposta telefonica è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30. 

È possibile anche rivolgersi al servizio tramite e-mail o posta elettronica certificata: contribuzione@enpap.it contribuzione@pec.enpap.it 

Nel caso in cui il lettore non reperisca alcun documento, è comunque consigliabile contattare l’Enpap, in quanto i funzionari dovrebbero essere in grado di risalire all’iscrizione dal codice fiscale. 

Una volta ottenute dal servizio Enpap le credenziali per accedere al sito web dell’ente, sarà possibile visualizzare gli anni di versamenti accreditati ed il loro ammontare, per poter innanzitutto verificare se possiede il minimo di 5 annualità richieste per la pensione, e poter effettuare anche una stima dell’importo della pensione, grazie ai servizi di calcolo online. 

Se la madre del lettore aveva iniziato l’esercizio dell’attività professionale prima del 1996, però, potrebbe non essere iscritta all’Enpap, in quanto l’ente è stato istituito con il decreto legislativo 103/1996: potrebbe, pertanto, aver effettuato dei versamenti all’Inps, ad esempio perché svolgeva l’attività di psicoterapeuta in forma subordinata. 

In questo caso, è necessario procurare le credenziali per accedere al sito dell’Inps: per evitare di far spostare la madre presso la sede Inps più vicina per richiedere il pin per l’accesso al sito (non è possibile delegare nessuno alla richiesta del pin, nemmeno un familiare), è consigliabile richiedere il pin online. 

Per richiedere il pin online, è necessario entrare nel portale web dell’Inps e digitare, nella maschera di ricerca, “Richiesta Pin Online”, oppure cercare il servizio tra le varie voci delle sezioni Prestazioni e Servizi. 

Una volta entrati nel modulo di compilazione della richiesta del Pin online, è necessario: 

– nella prima schermata, inserire il codice fiscale dell’interessato e il paese in cui ha residenza, e cliccare su ‘Avanti’ 

– nella seconda schermata, bisogna inserire i dati anagrafici, di residenza e recapiti dell’interessato e poi confermare. 

A questo punto, l’Inps invia i primi 8 caratteri del pin tramite sms o e-mail. La seconda parte del Pin (gli ultimi 8 caratteri) vengono spediti con una lettera presso l’indirizzo indicato. 

Il pin può essere anche richiesto chiamando il call center Inps al numero verde 803 164 (gratuito da fisso) oppure allo 06 164 164 (da cellulare, pagando in base alla tariffa del proprio operatore). 

Il Pin così ricevuto è ordinario, e può essere utilizzato per consultare la posizione personale dell’interessato. Se invece si deve richiedere una prestazione all’Inps, come la pensione, è necessario convertirlo in Pin dispositivo, compilando un apposito modulo online e allegando un documento d’identità. La richiesta può essere inviata via fax o telematicamente. 

Una volta ottenuto il Pin ed effettuato l’accesso con le proprie credenziali, la madre del lettore potrà controllare, attraverso la funzione estratto conto (servizio Estratto Conto Contributivo), quanti versamenti risultano accreditati presso le varie gestioni dell’Inps (Inps, Inpdap se è stata dipendente pubblica, gestione Separata se ha versato contributi come lavoratrice autonoma priva di cassa professionale…). 

A seconda della tipologia di pensione (anticipata, di vecchiaia, etc.) sono stabiliti differenti requisiti, che possono riguardare sia l’età, che gli anni di contributi. 

Per quanto riguarda i contributi, generalmente, nell’estratto conto dell’Inps, la contribuzione è segnata in settimane, ma a volte anche in mesi o in giorni, a seconda della gestione alla quale appartiene il lavoratore. 

Bisogna dunque considerare i seguenti coefficienti di trasformazione, validi nella generalità delle gestioni previdenziali, per capire quanti anni di contributi si possiedono: 

– 1 anno= 52 settimane; 

– 1 mese= 4,333 settimane; 

– 1 giornata= 0,19259 settimane. 

In alcune particolari gestioni, come quella dei lavoratori dello sport e dello spettacolo, valgono coefficienti diversi. 

Se la madre del lettore risulta possedere dei versamenti in gestioni diverse, deve sapere che i periodi di contribuzione accreditati in casse differenti possono essere sommati: 

– gratuitamente, nel caso in cui si richieda la totalizzazione dei contributi, il cumulo o il computo; 

– a titolo oneroso, se si chiede la ricongiunzione dei contributi presso un’unica gestione. 

Se non si vogliono riunire i contributi, i versamenti accreditati presso ogni gestione devono essere considerati separatamente, per verificare il diritto ad un’autonoma pensione, o a un’eventuale pensione supplementare o supplemento di pensione. 

Se la madre del lettore, in base all’estratto conto contributivo, risulterà con dei versamenti accreditati presso una gestione dell’Inps, potrà ottenere la pensione di vecchiaia (considerando che l’età pensionabile risulta già maturata da parecchio tempo): 

– se non possiede contributi accreditati prima del 1996: o con soli 5 anni di contributi; 

– se possiede contributi accreditati prima del 1996: o con 20 anni di contributi (anche cumulando versamenti effettuati in casse diverse, come quelle dei liberi professionisti); 

– con 15 anni di contributi, se possiede 15 anni di versamenti accreditati entro il 31 dicembre 1992, o se possiede l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari in data anteriore al 24 dicembre 1992 o, ancora, se possiede 15 anni di contributi da lavoro dipendente (nel settore privato), unitamente a 10 anni lavorati in modo discontinuo. 

Ricapitolando: 

– è innanzitutto necessario verificare, anche chiamando il numero verde Enpap indicato, se la madre del lettore  è stata iscritta ed ha effettuato versamenti all’ente in qualità di psicoterapeuta: in caso positivo, può ottenere la pensione con 5 anni di contributi; 

– è inoltre necessario procurare il pin per l’accesso al sito dell’Inps, con la procedura descritta, e verificare l’estratto conto contributivo; se i versamenti risulteranno tutti collocati dal 1996 in poi percepirà la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi, in caso contrario con 20 anni di contribuzione (anche cumulati in casse diverse), oppure, se rientra nelle eccezioni descritte, con 15 anni di contributi. L’estratto conto contributivo, in alternativa, può essere richiesto a un patronato. 

Un ultimo appunto: se non possiede contributi, la madre del lettore potrebbe aver diritto all’assegno sociale, una prestazione di assistenza che può arrivare, con maggiorazioni, a circa 650 euro mensili. È però necessario che il reddito non superi 5.889 euro annui, quindi è probabile che il limite sia superato a causa della pensione americana. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Buongiorno, ho letto l’articolo. Sono l’attuale vicepresidente dell’ENPAP. Vorrei soltanto aggiungere che siamo a disposizione e che ENPAP offre ai propri iscritti anche forme di assistenza proprio per il ricovero in strutture residenziali per anziani, che si sommano alla pensione in base a specifici criteri.

    ENPAP è in grado di svolgere tutte le verifiche, anche relativamente alla presenza di contributi versati in altri enti di previdenza, al fine di ottimizzare la posizione previdenziale.

    Il sito ww.enpap.it oppure la Pagina Facebook dell’Ente permettono di accedere ai nostri funzionari e ottenere una prima consulenza.

    Data la complessità della situazione, mi metto anche personalmente a disposizione.

    Federico Zanon
    Vicepresidente ENPAP
    federico.zanon@enpap.it

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI