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Responsabilità dei genitori, figlio maggiorenne e debiti pregressi

10 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 novembre 2018



Una volta compiuta la maggiore età, il figlio diventa completamente responsabile delle conseguenze economiche delle proprie azioni. Il che significa che i creditori potranno aggredire solo quest’ultimo e mai i genitori. Ciò vale anche nell’ipotesi in cui i genitori siano stati chiamati in causa per la responsabilità del minore e, durante il processo, quest’ultimo raggiunga la maggiore età? In questi casi, la responsabilità dei genitori esce di scena anche se l’azione illecita era stata materialmente commessa quando ancora il giovane era minorenne? Quali sono gli estremi giurisprudenziali a riguardo?

Il maggiorenne risponde dei debiti assunti con tutti i suoi beni presenti e futuri.

Nonostante il maggiorenne sia a carico dei genitori e/o conviva con loro in famiglia la legge è molto chiara in proposito: i genitori non rispondono dei suoi debiti.

Se il figlio maggiorenne non è, non per sua colpa, autosufficiente economicamente ha diritto al mantenimento sino al raggiungimento della completa autonomia ma i genitori non rispondono circa le sue eventuali debitorie contratte.

Quanto detto viene confermato dalla normativa e dalla giurisprudenza. 

Art. 2 Codice civile – Maggiore età. Capacità di agire 

La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa. 

Art. 2048 Codice civile – Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte. 

Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante. 

I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. 

Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non avere potuto impedire il fatto. 

Art. 2740 Codice civile – Responsabilità patrimoniale 

Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. 

Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge. 

Art. 1218 Codice civile – Responsabilità del debitore 

Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. 

L’obbligo dei genitori di provvedere al mantenimento dei figli non cessa per il solo fatto del venir meno del vincolo matrimoniale, poiché tale circostanza influisce esclusivamente sul rapporto tra i coniugi e pertanto resta ininfluente rispetto ai figli i quali, quindi, se minorenni o maggiorenni ma non autosufficienti economicamente conservano il diritto al mantenimento da entrambi i genitori indipendentemente dal fatto che uno o entrambi siano disoccupati o abbiano un’attività lavorativa precaria, poiché il parametro di riferimento ai fini della determinazione del concorso negli oneri finanziari, è costituito, secondo il disposto dell’articolo 148 del Cc, non soltanto dalle sostanze, ma anche dalle capacità di lavoro, professionale o casalingo, di ciascun coniuge, ciò che implica una valorizzazione anche delle accertate potenzialità reddituali.” Tribunale|Palermo|Sezione 1|Civile|Sentenza|4 marzo 2009| n. 1111. 

La cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che abbia riguardo all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, da parte dell’avente diritto, dal momento del raggiungimento della maggiore età. Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12952 del 22 giugno 2016. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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