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Editoriali Canone RAI: non deve pagarlo chi… L’Agenzia delle Entrate e l’oscar

Editoriali Pubblicato il 20 febbraio 2013

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> Editoriali Pubblicato il 20 febbraio 2013

Canone RAI ed esenzioni: una circolare dell’agenzia delle entrate dell’Emilia candidata all’oscar per la migliore regia.

Gli americani dicono che, nella vita, due cose sono certe: la morte e le tasse. Un detto tanto banale quanto vero. Lo sa bene l’italiano, che ogni giorno combatte con un sistema fiscale paradossale. E in tutto ciò che è paradossale, la linea tra il comico e il tragico è sottilissima. Come in un tao cinese, in Italia, quando il tragico sfiora l’eccesso diventa comico. È questo equilibrio di opposti, tuttavia, che consente al nostro popolo di sopravvivere ancora.

L’Agenzia delle Entrate dell’Emilia Romagna e della Lombardia ha appena comunicato che le popolazioni colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, che hanno subìto la distruzione dell’apparecchio televisivo, non dovranno pagare il canone RAI. Non è il copione di un film comico, ma è il contenuto di una circolare. Val la pena ripeterla: chi non ha più la televisione non deve pagare il canone RAI.

Ora, anche ammesso che, in uno slancio di senso civico e di amore per Pippo Baudo, i terremotati sgomberati dalle proprie abitazioni pensino proprio al canone, era davvero necessario – se è vero che il canone è un’imposta sul possesso dell’apparecchio – una circolare che chiarisse ciò? Evidentemente si, visto che la questione era già sorta con l’Imu, per il cui pagamento dovette intervenire un’apposita esenzione.

Ma il meglio deve ancora venire.

Secondo la circolare, non basta aver perso l’abitazione, averne fatto denuncia, aver ottenuto l’esenzione dal pagamento dell’Imu, essere stati sloggiati e magari aver ottenuto l’assegnazione di un ricovero momentaneo per ottenere l’esonero dal pagamento del canone. Nel Paese delle scartoffie, gli interessati dovranno anche presentare un modulo (si, avete letto bene, un modulo!) dichiarando l’inagibilità dell’abitazione (ma come? un’altra volta?) o la distruzione dell’apparecchio televisivo (immaginereste una casa distrutta e la tv intatta?).

È presumibile che chi non farà ciò, riceverà l’esattore della RAI; ma, a questo punto è lecito chiedersi: a quale campanello busserà?


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