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Cos’è la serrata?

15 Novembre 2018


Cos’è la serrata?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Novembre 2018



l rapporto tra azienda e lavoratori è stato, da sempre, caratterizzato dal conflitto. Per far valere le proprie rivendicazioni le parti possono utilizzare vari strumenti. I più importanti sono lo sciopero dei dipendenti e la serrata da parte del datore di lavoro.

Si parla di conflitto industriale per evidenziare il fatto che tra l’imprenditore e la forza lavoro esiste un innegabile e latente conflitto. Questo conflitto è stato denominato nelle maniere più diverse. Quel che è certo è che esiste, almeno tendenzialmente, una conflittualità tra il capitale ed il lavoro. Il datore di lavoro, infatti, è mosso dall’interesse ad ottenere il massimo possibile dal lavoratore ed al costo minore. L’impresa, infatti, è finalizzata a produrre profitto per l’imprenditore. Per massimizzare il profitto, i fattori della produzione, ivi compresa la forza lavoro, devono rendere il massimo e costare il meno possibile. Dal canto loro, i lavoratori sono mosso da un interesse esattamente opposto e cioè vorrebbero vedersi riconosciuto uno stipendio maggiore, maggiori tutele nel rapporto di lavoro, un numero maggiori di ferie, e in generale perseguono l’interesse alla massimizzazione dei propri diritti. Tra questi due poli opposti si trova nella stragrande maggioranza dei casi un giusto compromesso. In alcuni momenti, però, il conflitto riemerge. Si pensi ad un’azienda che ha da anni attribuito un premio di produzione ai dipendenti e che ora decide di eliminarlo. L’equilibrio raggiunto vacilla e le parti studiano le proprie contromisure. Se sul fronte sindacale l’arma di lotta più conosciuta ed utilizzata è lo sciopero, più problematica è la posizione dell’azienda. L’imprenditore, infatti, è considerato la parte forte nel rapporto di lavoro e non è dunque prevista dalla legge alcuna norma di favore nei suoi confronti per tutelare e favorire la sua azione di rivendicazione contro i dipendenti. Lo strumento, paritetico e speculare allo sciopero, sul fronte datoriale è la serrata. Cerchiamo di capire insieme cos’è la serrata? Può considerarsi legittima?

Cos’è lo sciopero?

Lo sciopero rappresenta, senza dubbio, il mezzo tradizionale di lotta sindacale, operato dai lavoratori in forma collettiva. La Costituzione non nega che tra le parti sociali ci sia un latente conflitto e anzi incoraggia l’azione tradizionale con cui la parte debole del rapporto di lavoro, ossia i lavoratori, fa valere il proprio conflitto e cioè lo sciopero. La Carta Costituzionale, infatti, a differenza di ciò che avveniva nell’era fascista e nella prima parte dello Stato unitario, non solo non considera lo sciopero un reato ma anzi ha introdotto una norma che considera l’esercizio del diritto di sciopero un vero e proprio diritto [1].

Oltre alla Costituzione anche la legge è intervenuta per dare piena attuazione al diritto di sciopero. Lo Statuto dei lavoratori [2] prevede, infatti, che siano illegittimi tutti gli atti che il datore di lavoro compie per discriminare e punire i dipendenti che partecipano ad uno sciopero. Nella prassi, infatti, le modalità con cui l’azienda può scoraggiare la partecipazione agli scioperi sono molte e la legge vuole reprimere queste condotte che finirebbero per svilire e rendere lettera morta la norma costituzionale che sancisce il diritto di scioperare.

In cosa consiste lo sciopero?

Lo sciopero consiste nell’astensione collettiva dei dipendenti dalla prestazione di lavoro per un certo periodo di tempo determinata da motivi di lotta e di rivendicazione contro il datore di lavoro. Torniamo all’esempio di prima. Di fronte alla decisione dell’azienda di revocare il premio produzione i sindacati cercheranno, in prima battuta, di organizzare un incontro con i vertici aziendali e di discutere di questa decisione, esprimendo subito la loro contrarietà. Se le trattative non dovessero portare da nessuna parte, in extremis, i sindacati potrebbero proclamare uno sciopero che sarebbe, appunto, determinato dalla volontà di opposizione ad un provvedimenti dell’azienda che i dipendenti considerano lesivo dei loro interessi. Durante lo sciopero, in sostanza, i lavoratori non si recano al lavoro creando così un forte disservizio organizzativo e produttivo. Nelle ore di mancato assolvimento della prestazione di lavoro i dipendenti non vengono pagati.

Cos’è la serrata?

Come abbiamo detti il conflitto industriale vede contrapposte le due parti: imprenditore e lavoratori. Anche l’imprenditore può, dunque, avere interesse a porre in essere delle azioni che diano maggiore forza alle sue rivendicazioni. Se, ad esempio, l’azienda chiede ai dipendenti di riorganizzare l’orario di lavoro per venire incontro a determinate esigenze di flessibilità nella produzione e trova il muro dei sindacati cosa può fare? I lavoratori, come abbiamo visto, usano lo strumento dello sciopero che è riconosciuto come un vero e proprio diritto. Sul fronte aziendale lo strumento corrispondente allo sciopero è la serrata.

Per serrata si intende la decisione temporanea del datore di lavoro, a fini di pressione e di lotta, di chiudere gli impianti o d’interrompere l’attività lavorativa, in modo totale o parziale, con il conseguente rifiuto di accettare la prestazione di lavoro del dipendente e di pagare lo stipendio ai dipendenti. Se nello sciopero sono i dipendenti a non recarsi al lavoro, nella serrata è l’imprenditore che sciopera. E cioè chiude i cancelli della fabbrica o blocca la produzione. In ogni caso, impedisce al dipendente di svolgere il suo regolare lavoro.

A seconda di come si svolge, ci sono varie forme di serrata:

  • serrata individuale o collettiva, a seconda se l’astensione coinvolga una o più imprese, concordemente o contestualmente tra loro;
  • serrata sospensiva o risolutiva, a seconda se la serrata comporti una sospensione o una cessazione dei rapporti di lavoro;
  • serrata offensiva o difensiva, a seconda se tale forma di lotta costituisca una misura che anticipa una successiva rivendicazione sindacale o intervenga in risposta ad una mobilitazione preesistente.

La serrata è un diritto?

La serrata, oggi molto rara, è stata in passato, quando il conflitto industriale era molto più duro, abbastanza diffusa. Tuttavia la Carta Costituzionale tutela esplicitamente solo il diritto di sciopero ma non anche la serrata. E’ dunque legittimo chiedersi se, nonostante non ci sia una norma della Costituzione che lo prevede, la serrata sia un diritto soggettivo dell’imprenditore al pari dello sciopero. Occorre premettere che il Codice Penale Rocco del 1930 considerava sia la serrata che lo sciopero dei reati penali. L’opinione unanimemente condivisa è che la serrata non costituisca un diritto. Il silenzio della Costituzione sul punto induce a ritenere che solo lo sciopero sia un diritto e non anche la serrata. Chiarito che la serrata non è un diritto occorre chiedersi se possa essere considerata un reato.

La serrata è un reato?

Come detto, il Codice penale Rocco considera la serrata un reato penale. Nell’ottica fascista, infatti, non era ammessa l’esistenza di un conflitto tra azienda e lavoratori. Tutti dovevano lavorare, fianco al fianco, per il superiore interesse della Nazione e non contrapporsi tra loro.

La Corte Costituzionale [3] ha stabilito, dopo aver puntualizzato che la Costituzione considera solo lo sciopero come un vero e proprio diritto, che la serrata è comunque un’attività legittima da parte dell’imprenditore perché è tutelata dal principio di libertà sindacale [4] espresso dalla stessa Carta Costituzionale. Secondo la Corte, infatti, per libertà sindacale non si deve intendere solo una “mera libertà organizzativa”, ma anche una “libertà di azione sindacale” da riconoscere ad entrambe le parti. La serrata non è quindi un diritto soggettivo ma è una attività lecita che rientra nella libertà sindacale. Da qui discende l’impossibilità di considerarla un reato penale.

La serrata è un inadempimento del contratto?

Il fatto che la serrata non sia reato non significa che sia, necessariamente, un comportamento legittimo sotto tutti i profili. Sotto il profilo contrattuale e civile, infatti, la serrata è un illecito civile, poiché costituisce una violazione dei doveri ed obblighi derivanti dal contratto di lavoro. Firmando il contratto di lavoro, infatti, le parti si assumono impegni reciproci. Il lavoratore deve recarsi al lavoro e l’azienda deve pagare lo stipendio. Q

uando il dipendente non si reca al lavoro ed è assente ingiustificato sta commettendo un illecito contrattuale e, infatti, l’azienda non gli paga lo stipendio. Allo stesso modo, con la serrata, l’azienda rifiuta da parte del dipendente la prestazione di lavoro anche se nel contratto si è impegnata a ricevere questa prestazione. La serrata espone quindi il datore di lavoro  ad una responsabilità risarcitoria verso il dipendente.

Secondo alcuni il risarcimento del danno è uguale alla retribuzione che l’azienda non ha pagato al dipendente a causa della serrata. Secondo altri, invece, il danno è maggiore perché l’azienda, con la serrata, rifiuterebbe ingiustificatamente le prestazioni di lavoro. Il diritto del dipendente ad essere pagato anche se l’azienda organizza una serrata è, inoltre, previsto da una norma di legge [5] che riferisce agli impiegati ma si ritiene applicabile a tutti i dipendenti in caso di serrata. Questa norma prevede che in caso di sospensione di lavoro per fatto dipendente dal principale, l’impiegato ha diritto alla retribuzione normale.

Affermare che il dipendente ha diritto comunque ad essere pagato è una soluzione abbastanza logica se si pensa che anche il dipendente che sciopera, pur essendo lo sciopero un diritto soggettivo riconosciuto dalla Costituzione, non ha diritto ad essere pagato durante l’astensione collettiva perché, in ogni caso, non sta adempiendo al suo obbligo di lavorare. A maggior ragione questa regola si applica alla serrata che, come detto, è una mera libertà ma non un diritto.

note

[1] Art. 40 Cost.

[2] Artt. 15, 16 e 28, L.n. 300.

[3] Corte Cost., sent. n.29/1960.

[4] Art. 39 Cost.

[5] Artt. 6 del R.D.L. n.1825/1924.


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