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Sale rosa dell’Himalaya: quali benefici

12 ottobre 2018


Sale rosa dell’Himalaya: quali benefici

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 ottobre 2018



Negli ultimi anni è impazzata la pubblicità sul sale rosa dell’Himalaya che ne decanta le numerose proprietà benefiche. Ma non tutto quello che viene detto è vero.

Sei affascinato dalla cultura orientale e pensi anche tu che tutto ciò che proviene dall’oriente abbia effetti salutari. Ebbene, su internet, sui quotidiani ed anche in televisione non si smette di parlare e di pubblicizzare le tecniche asiatiche o gli alimenti orientali, esaltandone le proprietà benefiche per la salute ed elevando sino alla potenza massima quella che potremmo chiamare “la moda del Levante”. Un esempio ne sono le pratiche come l’agopuntura, la riflessologia plantare, le tecniche di relax ayurvedico od i massaggi tandra che oggi sono diventati un rito anche per gli occidentali. Ed ancora: il sushi, il ramen e la cucina cinese in generale che non smettono di vedere crescere il numero dei loro seguaci, tutti sostenitori ed amanti della efficacia salutare dell’alimentazione asiatica. Ma attenzione: se la tua domanda è se anche il sale rosa dell’Himalaya abbia tutti i benefici che i mass media celebrano, preparati a scoprire che la risposta è “ni“. Infatti, se è vero, come lo è, che i popoli dell’est  sono particolarmente famosi per le loro tradizioni, certamente utili per la salute del fisico e della psiche, è altrettanto vero che non tutto ciò che utilizzano é migliore dei nostri prodotti. Quindi: sale rosso delle Hawaii, sale blu della Persia o sale nero di Cipro, non è provato che siano più salutari del sale bianco che usiamo normalmente in cucina. Inoltre, non si deve sottovalutare il potere della moda e delle campagne pubblicitarie che spesso crea dei miti che cadono alla luce dei risultati scientifici. Studiamo, quindi, e scopriamo insieme sale rosa dell’Himalaya: quali benefici, ma sfatando con temerarietà i falsi miti.

I sali colorati

Il sale è uno di quegli alimenti che sulla tavola italiana non manca mai. Ma la novità è che negli ultimi anni sono stati scoperti dal grande pubblico occidentale dei “nuovi” Sali, diventati velocemente famosi per i loro colori particolari. Certamente non monotoni come il nostro povero sale bianco. Vediamo insieme, dunque, quali sono quelli maggiormente conosciuti, menzionandone le caratteristiche, come:

  • il sale blu della Persia, che è un sale particolarmente raro e ricco di minerali ed oligoelementi, il cui colore deriva dalla presenza della silvinite, che è un minerale normalmente di colore giallo o rosa ma che, in rari casi, prende la tonalità del blu;
  • il sale nero di Cipro, raccolto nelle acque della omonima isola, che, oltre al raffinatissimo (o inquietante?) colore, pare abbia effetti curanti per le malattie intestinali, come la tanto odiata aerofagia;
  • il sale grigio della Bretagna, che si dice ricco di sali minerali ma povero di sodio. Questo sale deve il suo caratteristico colore alla presenza di una argilla che si deposita sui fondali delle saline e di cui è ricco;
  • il sale rosso delle Hawaii, molto usato in quelle terre e particolarmente ricco di ferro, pare in quantità fino a 5 volte superiore rispetto a quello contenuto nel sale comune. La sua unicità dipende dalla presenza nel suo composto di una argilla rossa di origine vulcanica, che le conferisce il tipico colore rosso amaranto.

E si potrebbe continuare ancora nell’enumerare le varietà esotiche di sale, perché ve ne sono per tutti i gusti. Ed è evidente che, per gli appassionati della cucina, l’esistenza di un’ampia gamma di sali colorati rende più divertente i giochi dei tono nelle pietanze. La loro caratteristica, a parte la nuance alla moda, è quella di contenere alcuni minerali in più rispetto al sale classico. Ma non bisogna cadere in inganno perché gli studi scientifici non confortano le teorie sulle elevate qualità benefiche di queste tipologie di sale rispetto a quello bianco, usualmente utilizzato. Quindi, occorre prendere ogni informazione con le dovute cautele e ricordare che, al di là del naturale fascino del mondo de “mille ed una notte”, anche nella nostra parte di Terra, Madre Natura è stata abbondante con le sue benedizioni.

Sale rosa dell’Himalaya: benefici

Se ti capita di leggere od ascoltare qualche pubblicità sul sale rosa dell’Himalaya, ancora oggi sentirai esaltate tutte le sue proprietà benefiche. Sentirai, una tra tante, che il sale in parola contiene oltre 80 tipi di sali minerali differenti, tra cui il ricercatissimo ferro. D’altra parte, è proprio la presenza del ferro che conferisce al sale dell’Himalaya il tipico colore rosa.

Inoltre, verrà detto che tutte le sue proprietà benefiche dipendono anche dal fatto che questo sale non è sottoposto ad alcun trattamento sbiancante  né di raffinazione, visto e considerato che il sale rosa non viene trattato chimicamente. Tutto ciò, e molto altro ancora, lo rendere raro e salutare. Ma la verità è ben altra. Infatti, si deve sapere, prima di ogni altra cosa, che benché si chiami sale rosa dell’Himalaya questo elemento naturale viene recuperato non dalla famosa catena montuosa ma da alcune saline presenti nel Pakistan e che si trovano a oltre un centinaio di chilometri dall’Himalaya.

Inoltre, con riferimento ai numerosissimi e differenti minerali che conterrebbe, i test e la letteratura scientifica dimostrano che nella sua struttura esistono da 10 a massimo 20 oligoelementi alcuni dei quali, se assunti in grande quantità, addirittura tossici. Infatti, nel sale dell’Himalaya si trovano certamente il cloruro di sodio, il cloro, il magnesio ed il calcio, tutti elementi importanti per la nostra salute. Ma vi sono anche il rame, il cadmio, il nichel e finanche il piombo che, notoriamente, bene al nostro organismo proprio non fanno. Si deve aggiungere, inoltre, che nel sale rosa dell’Himalaya non è contenuto lo iodio che gli esperti in salute raccomandano di assumere perché particolarmente prezioso per il nostro organismo e che nel sale himalayano è presente in misura realmente minima. Inoltre, al di là del costo, che è tre volte superiore a quello comune, non è difficile reperirlo.

Ed alla domanda su dove comprare il sale dell’himalaya si può rispondere banalmente “al supermercato sotto casa. In conclusione, anche sul caso mediatico creato sulle proprietà quasi miracolose del sale rosa dell’Himalaya, la verità dei fatti sta nel mezzo: occorre non dimenticare mai, infatti, che qualunque teoria deve essere sorretta da studi scientifici che ne provino la veridicità. E, nel caso di specie, cioè, in merito al sale himalayano non esistono alla data attuale studi incontrovertibili.

Ad ogni modo, certamente anche il sale rosa, come la maggior parte degli elementi naturali, ha degli effetti benefici perché, un suo consumo equilibrato, pare che:

  •  diminuisce la ritenzione idrica e la ipertensione;
  •  aiuta a ridurre i crampi;
  •  è indicato per contrastare gli antiestetici cuscinetti della cellulite;
  • ed è coadiuvante nell’alleviare i dolori delle ossa, come il reumatismo e l’artrosi.

Come usare il sale dell’Himalaya

Vediamo, invece, quali sono gli usi alternativi di questo sale speciale che aiutano a risolvere alcuni dei più comuni problemi alla salute oppure che diventano complici della bellezza, analizzando come usare il sale dell’Himalaya.

Sale himalayano per capelli

Intanto, il sale rosa dell’Himalaya può essere aggiunto allo shampoo ed avere effetti benefici sui capelli perché, attraverso uno scrub naturale del cuoio capelluto, riduce l’eccesso di sebo e riattiva la circolazione sanguigna. Il risultato finale è che, aiutando la esfoliazione e l’idratazione del cuoio capelluto, lascia i capelli morbidi e nutriti. Usarlo è semplice: basta mescolare un po’ di sale rosa con lo shampoo e massaggiarlo sui capelli bagnati, come si fa normalmente. Avendo cura, successivamente, di risciacquare abbondantemente, si potranno constatare gli effetti positivi sui capelli non appena questi saranno asciugati.

Lampada di sale himalayano

Inoltre, il sale rosa è veramente potente nel riequilibrare la carica elettrostatica presente nell’aria perché produce una notevole quantità di ioni negativi. Un esempio di utilizzo a tal fine del sale rosa dell’Himalaya è rappresentato dalla famosa lampada di sale. Nel mercato ve ne sono di tutti i gusti, accessibili a tutte le tasche e di grandezze diverse. Ma come funziona la lampada di sale dell’Himalaya? È molto semplice: la lampada accesa, oltre a diffondere una rilassante luce soffusa, combatte gli ioni positivi creati dagli elettrodomestici casalinghi nonché dai cellulari oppure dalle televisioni, immettendo nell’aria gli ioni negativi e così riequilibrando l’aria.

Sale himalayano per cellulite

Un altro eccellente uso che si può fare del sale rosa dell’Himalaya è quello di adoperarlo come scrub naturale. Infatti, il sale massaggiato delicatamente sulla pelle aiuta a renderla particolarmente morbida. Ma non solo. Infatti, il suo utilizzo in grani direttamente sulle parti più difficili del corpo femminile, come cosce e glutei inumiditi, è un ottimo aiuto, come già ricordato, contro i problemi della cellulite.

Sale himalayano per dolori

Ed ancora, il sale himalayano può essere utilizzato per attenuare i dolori articolari. Più nello specifico, lo si può usare caldo (basta riscaldarlo, ma non troppo, in una piccola pentola), avvolto in piccoli sacchetti di tessuto, ed appoggiarlo sulle parti dolenti. Grazie alla sua capacità di assorbire l’umidità che si trova nelle ossa, umidità che produce la sensazione dolorosa, aiuterà in questo modo ad allontanare la sofferenza. A tal proposito, non si deve dimenticare che il sale rosa, proprio per questa sua capacità assorbente, deve essere conservata in luoghi asciutti, perché teme naturalmente l’umidità.

Sale himalayano per raffreddore e per lavaggi nasali

Infine, un altro ottimo uso è quello per disinfettare il cavo orale. In particolare, può essere usato per le fumenta, dopo averlo sciolto nell’acqua calda, oppure spruzzato direttamente  nel naso ai primi sintomi del raffreddore. Inoltre, lo si può usare anche inserendolo caldo in un panno di fibre naturali, che si avrà cura di appoggiare sul naso oppure sulla fronte, lasciandolo riposare per almeno 10 minuti. Con questa tecnica, il sale rosa aiuta la respirazione ed ha l’effetto di un mucolitico.


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