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IMU: come compilare F24

12 Novembre 2018


IMU: come compilare F24

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Novembre 2018



Imu 2018: istruzioni e indicazioni per la compilazione del modello F24 necessario al pagamento del tributo comunale.

Il momento più importante quando si è chiamati a versare un tributo riguarda la corretta compilazione del modello F24. Questo modello prevede al suo interno diverse sezioni ma in quest’articolo vedremo Imu: come compilare F24. Grazie a questo modello l’Agenzia delle Entrate è in grado di conoscere innanzitutto chi sta pagando, in quanto la prima parte riguarda i dati identificativi del contribuente, ma soprattutto cosa stai pagando visto che prevede una sezione chiamata “motivo del pagamento”. Se la sezione identificativa risulta di più facile compilazione, quella relativa alla motivazione di pagamento merita di essere spiegata per sollevarti da ogni dubbio. Il pagamento dell’Imu, e quindi la compilazione del modello F24, avviene in due momenti: acconto e saldo. L’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre. Il contribuente può utilizzare, per il pagamento dell’Imu, l’F24 semplificato che è composto da due facciate identiche. La prima copia dovrà essere conservata dal contribuente mentre, l’altra, andrà consegnata alla banca o posta presso cui si effettua il pagamento. Nulla vieta di utilizzare la modalità online attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate che consente di risparmiare tempo, evitando le code agli sportelli, ma anche le spese bancarie e postali. Nel caso in cui il pagamento venga effettuato attraverso l’F24 ordinario i dati andranno inseriti nella “sezione Imu e altri tributi locali”. Questa breve guida nasce dall’esigenza di evitare possibili errori nella compilazione del modello F24 per il pagamento dell’Imu.

Contribuente

La prima sezione del modello deve essere compilata inserendo tutti i dati anagrafici di chi effettua il pagamento. I dati che vengono richiesti sono: il codice fiscale, cognome, nome, data di nascita, sesso e comune di nascita. I campi riferiti al “codice atto” e “codice ufficio” vanno compilati solo su espressa richiesta dell’ente impositore. Nell’ultimo rigo della prima parte va indicato il codice fiscale del coobbligato, erede, tutore o curatore fallimentare. Questo quando c’è un soggetto che paga per conto del contribuente e che deve firmare il modello.

Un esempio potrebbe essere quello dell’erede che effettua il versamento sostituendosi al contribuente defunto. In questo caso indicherai il codice fiscale e dati anagrafici del defunto mentre l’erede, colui che andrà ad effettuare il versamento, inserirà il codice fiscale nell’apposito con rigo con codice identificativo 07. L’Agenzia delle Entrate per ciascuna figura individua un codice identificativo. Ad esempio, nel caso di erede, come già indicato sopra, va indicato codice identificativo 07. Nel caso di genitore o tutore il codice è 02, mentre nel caso di curatore fallimentare è 03.

Modalità di pagamento

La seconda parte del modello è rivolta alle informazioni che riguardano il tributo. Vediamo quali sono:

  • sezione: va indicato il destinatario del versamento: ER se riguarda l’Erario, RG indica la Regione mentre EL è riferito agli Enti Locali. Nel nostro caso, trattandosi dell’Imu, va indicato EL essendo un tributo locale;
  • codice tributo: indica la tipologia di immobile per il quale si applica il versamento del tributo.
    I codici che sono maggiormente utilizzati sono: 3912 si utilizza quando il pagamento è riferito all’abitazione principale e pertinenze; 3913 per i fabbricati rurali ad uso strumentale; 3914 per i terreni; 3916 per le aree fabbricabili e 3918 per quanto riguarda gli altri fabbricati.
    Se ad esempio possiedi un’abitazione accatastata come A/1 (abitazione di tipo signorile) sei tenuto a versare l’Imu ed indicherai nel modello il codice tributo 3912;
  • codice ente: codice catastale del Comune dove sono situati gli immobili, questo valore ha quattro caratteri. Se l’immobile dell’esempio precedente fosse ubicato nel Comune di Lucera, in provincia di Foggia, il codice catastale da inserire sarebbe stato E716; Attenzione però quando si parla di immobili non ci si riferisce soltanto ai fabbricati ma anche ai terreni. I codici catastali sono consultabili gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • ravvedimento: questa casella va barrata esclusivamente quando il pagamento deve essere ravveduto.
    Il ravvedimento interviene quando il contribuente omettendo il pagamento in un primo momento, cioè alla scadenza prestabilita, decide di sanare successivamente la sua posizione. Quindi questa casella va indicata soltanto se il versamento non lo effettui nelle scadenze prestabilite altrimenti non indicherai nulla;
  • immobili variati: anche per questa casella l’indicazione è prevista soltanto se sono intervenute variazioni di uno o più immobili che richiedono la presentazione della dichiarazione di variazione Imu. Questa dichiarazione va presentata in tutti quei casi in cui sussistono delle variazioni di cui il Comune non ne è a conoscenza. Un esempio riguarda il fabbricato dichiarato inagibile o inabitabile o i fabbricati di interesse storico che per ottenere la riduzione della base imponibile nel calcolo del tributo devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno;
  • acconto/saldo: la prima casella, acconto, va barrata quando il pagamento si riferisce all’acconto (16 giugno), la seconda, invece, quando si riferisce al saldo (16 dicembre);
  • numero immobili: indicare il numero degli immobili appartenenti allo stesso codice ente e codice tributo. Questo valore può contenere un numero massimo di 3 cifre.
    Ad esempio il contribuente che possiede nel Comune di Lucera trenta terreni inserirà nel rigo, in base a questi dati, codice tributo 3914, codice ente E716, acconto e numero di immobili 30. Nel qual caso ne possedesse altri in un diverso Comune indicherà: codice tributo 3914, codice ente D643 (Foggia) e numero di immobili 4;
  • rateazione/mese rif.: non deve essere compilato in quanto questo tributo non è soggetto a rateazione;
  • anno di riferimento: è l’anno in cui si effettua il pagamento; nel nostro caso se si paga l’acconto di quest’anno indicheremo il 2018. Nel caso in cui tu abbia dimenticato di pagare l’acconto dell’anno precedente indicherai, oltre a barrare la casella su ravvedimento, anno 2017;
  • importo a debito versati: si indica quanto il contribuente deve pagare di Imu;
  • importo a credito compensati: questa colonna va inserita soltanto se il contribuente possiede dei crediti che possano compensare, anche solo in parte, il debito riportato nel rigo precedente.

Di DONATO CEDOLA


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