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Residenza: come toglierla

29 Ott 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Ott 2018



Non sempre si sa come comportarsi nei confronti della pubblica amministrazione, come nel caso in cui si cambia abitazione e quindi indirizzo. Scopriamo, dunque, passo dopo passo la procedura su come si toglie la residenza

Hai cambiato casa e ti sei trasferito in un’altra città. Oppure, semplicemente, hai deciso di spostare la tua abitazione in un diverso quartiere della stessa città che, però, reputi migliore. Ecco, queste sono le più conosciute ipotesi in cui hai necessità di eseguire la procedura per il cambio di residenza. Quindi, ciò presuppone che tu sappia come togliere la residenza dalla vecchia abitazione. Ma ci sono molte altre situazioni in cui è indispensabile sapere come muoversi nei meandri dei rapporti con la pubblica amministrazione, mediante la cancellazione della residenza di terze persone a seguito del loro trasferimento da una casa all’altra. I casi più conosciuti sono quelli che riguardano sia i propri familiari che gli estranei i quali hanno avuto la residenza presso la tua abitazione oppure un immobile di cui sei proprietario e che, dopo il loro trasferimento in altra casa, non hanno ancora provveduto a comunicare al comune che non risiedono più al vecchio indirizzo di residenza dove, tra l’altro, continua ad essere recapitata la posta indirizzata  allo stesso. È il caso, ad esempio, del genero che, dopo aver vissuto assieme a tua figlia per diversi anni dopo il loro matrimonio presso la tua abitazione, dopo la separazione decide di trasferirsi altrove. Ma, nonostante ciò, ancora oggi risulta residente presso la tua casa. O, ancora, c’è l’ipotesi del marito che, dopo averti tradito, si allontana dalla casa in modo definitivo, prima o dopo la separazione non importa, ma che ancora oggi risulta formalmente coabitare con te. Almeno sulla base delle risultanze dell’anagrafe del comune. Oppure, si può menzionare il diffuso caso dell’inquilino dell’immobile di tua proprietà che decide di spostarsi con la famiglia altrove, oppure perché sei stato tu ad averlo sfrattato perché non ti pagava da mesi il canone di locazione, ma che non ha provveduto a cancellare la residenza dall’indirizzo della casa a te intestata. Ed ancora, sempre a titolo esemplificativo, si può menzionare il caso della badante, magari straniera, che hai deciso di sostituire ma che fino a quel momento aveva la residenza presso la tua abitazione in virtù del contratto di lavoro che prevedeva vitto ed alloggio della donna presso di te. Quindi, eliminiamo i dubbi sulle problematiche relative al tema residenza: come toglierla.

Quando e come fare la cancellazione di residenza?

Ogni qualvolta si cambia il luogo in cui si vive stabilmente si ha la necessità, come principale conseguenza, di eseguire una serie di attività burocratiche per essere in regola con la legge che prescrive, in generale, l’obbligo di comunicare ogni cambio di residenza. Tuttavia, accade sempre più spesso che non sia semplice muoversi tra le diverse operazioni burocratiche, soprattutto quando il cambio di residenza non riguarda te stesso bensì altre persone che, in un modo o nell’altro, ti hanno interessato.

Quindi, che tu sia l’intestatario della scheda di famiglia presso l’anagrafe, in qualità di capofamiglia, oppure il proprietario di un immobile concesso in locazione o, ancora, un datore di lavoro che ospita presso di sé, ad esempio, la badante, hai necessità di conoscere le modalità tramite le quali risolvere questa pratica. In verità, la procedura di cancellazione della residenza, anche quando non riguarda la tua persona, non è così complicata come potrebbe apparire. Quindi, iniziamo ad analizzare i casi più ricorrenti in cui è necessario effettuare il cambio di residenza e, quindi, richiedere la cancellazione anagrafica presso un comune per l’avvenuto trasferimento in altra città o quartiere o Nazione.

Cambio residenza: cosa fare?

Se chi deve trasferire la residenza anagrafica è colui che ha intenzione di chiedere la cancellazione dal vecchio comune in cui abitava, la procedura è tra le più snelle e semplici. Normalmente, infatti, ci si reca di persona presso l’ufficio del nuovo comune di residenza per compilare una dichiarazione nella quale, inseriti tutti i propri dati, si conclude chiedendo la cancellazione anagrafica dal vecchio indirizzo, indicando i relativi motivi. In realtà, esistono alcuni comuni un più all’avanguardia di altri che permettono di depositare questa istanza anche a mezzo fax oppure mediante raccomandata con avviso di ricevimento oppure, nelle ipotesi più fortunate, online. Occorre chiarire sin da subito che questa procedura è diventata più semplice e veloce grazie ad una (più o meno) recente normativa, conosciuta da tutti come decreto legge semplificazioni [1].

In particolare, la legge ha previsto  l’obbligo per il cittadino di comunicare entro 20 giorni  il proprio cambio di residenza  da un comune ad un altro oppure dall’Italia all’estero o, ancora,  per comunicare la costituzione di una nuova famiglia oppure di convivenza. A far data dalla detta informazione il comune effettuerà degli accertamenti per verificare che la dichiarazione sia conforme a verità. Infatti, se le comunicazioni di cambio di residenza dovessero essere false, si rischia di commettere il reato di falso.

Quindi, attenzione a prendere poco seriamente le dichiarazioni che debbono confluire in un atto pubblico, come sono i certificati di residenza, nel caso di specie, od i registri dell’ufficio anagrafe. Questo perché, in caso di accertamento di condotta illecita costituita dalla falsa dichiarazione di residenza, l’ufficiale dell’anagrafe comunicherà alla Procura della Repubblica competente l’avvenuto, con le eventuali prove derivanti dai controlli e dagli accertamenti alla luce dei quali si è riscontrata la infondatezza della dichiarazione del cittadino.

Inoltre, la medesima normativa ha previsto il termine di 45 giorni dalla presentazione della domanda di cancellazione di residenza come limite temporale entro cui l’ente comunale deve comunicare al richiedente eventuali ragioni per il rigetto della stessa. Tuttavia, per evitare che il cittadino rimanga senza difese davanti ad un comune lento oppure inerte, decorsi questi 45 giorni, che viene considerato come termine massimo per una risposta, in caso di assenza di riscontro, la richiesta si dà per accettata applicando l’istituto giuridico che in diritto si chiama silenzio assenso.

Il familiare che cambia residenza: cosa fare?

La necessità di cambiare la residenza anagrafica può riguardare non se stessi ma un proprio familiare. È il caso del figlio che si allontana di casa e va a vivere in un altro comune. Oppure è l’ipotesi del genero che, dopo aver convissuto in casa tua a seguito del matrimonio con tua figlia, a seguito della separazione, si allontana dalla abitazione ma non comunica nulla al comune. Ecco, in questi casi sarai tu ad effettuare la richiesta di cancellazione di residenza. E, se dovendo fare la segnalazione, conoscerai il nuovo indirizzo, avrai cura di evidenziarlo nella comunicazione da consegnare all’ufficio anagrafe.

Mentre, nell’ipotesi inversa, quindi se non avrai notizia certa sul nuovo indirizzo, la comunicazione con cui richiederai la cancellazione anagrafica di quella persona dalla tua residenza avvierà un procedimento di cancellazione del soggetto assente. In concreto, ciò vuol dire che, a seguito della segnalazione, i servizi demografici procederanno ad espletare i necessari accertamenti, come legge richiede e, solo successivamente, effettueranno i cambi di residenza per come sarà emerso dalle indagini.

A tal proposito va precisato che alla comunicazione con cui si richiede la cancellazione anagrafica di un terzo vanno sempre allegati sia la copia della propria carta di identità che gli eventuali documenti che comprovano la motivazione nonché il proprio interesse al procedimento. Solo in questo modo, infatti, si darà prova al comune della sincerità della richiesta, in maniera tale da mettere in moto la procedura con la polizia municipale che dovrà materialmente effettuare i controlli.

L’inquilino lascia la casa: come togliere la residenza?

Un altro esempio molto comune, in cui è necessario avviare il procedimento per la cancellazione anagrafica di un terzo su propria iniziativa, è quello del conduttore, più noto comunemente come inquilino, che lascia l’abitazione senza trasferire formalmente la propria residenza. Anche in questo caso, il proprietario, precisando la motivazione ed allegando il proprio “titolo” ad agire (nel caso di specie, il contratto di locazione), avvierà il procedimento di cancellazione anagrafica se dimostrerà il proprio legittimo interesse.

Quindi, il proprietario della casa avrà cura di depositare l’istanza nella quale dichiarerà se conosce o meno il nuovo domicilio della persona o se, addirittura, non ha più notizie della stessa. Per come anticipato, sarà importante, in queste ipotesi, depositare anche copia od estratto di copia del contratto di locazione perché così si dimostrerà la veridicità del fatto che chi effettua la segnalazione ha tutto l’interesse a regolarizzare lo stato anagrafico in relazione al proprio immobile. Anche in questo caso, non si deve mai dimenticare di allegare copia del proprio documento di riconoscimento.

La badante o la colf se ne vanno: come togliere la residenza?

Anche un datore di lavoro può avere interesse ad effettuare la segnalazione ai servizi demografici del trasferimento di residenza di un terzo dalla propria abitazione, come nella ipotesi di chi ha assunto, ad esempio, una badante. Molto spesso, infatti, accade che nei contratti di lavoro (per colf, badante ecc.) si inseriscano come prestazioni accessorie il vitto e l’alloggio presso la propria abitazione in favore del lavoratore. Ciò comporta il trasferimento di residenza di quest’ultimo presso la casa del datore di lavoro. Ma, una volta cessato il rapporto, potrebbe essere necessario procedere a regolarizzare la posizione di una persona che in un primo tempo viveva in casa tua ma oggi non più. Anche in questo caso, i passi da seguire sono sempre gli stessi e, quindi, si provvederà a depositare la richiesta di cancellazione anagrafica, assieme a tutti i documenti giustificativi e probatori del proprio interesse, con la specifica dell’indirizzo nuovo della persona, laddove conosciuto.

Sarà importante precisare che chi è il segnalante è un privato con un interesse diretto alla regolarizzazione della residenza della badante/colf, in maniera tale che la Polizia Municipale possa effettuare i controlli necessari e provvedere di conseguenza. Alcune volte, quando la persona che ha cambiato casa non è reperibile, questa procedura giunge alla cristallizzazione della sua irreperibilità. Si tratta di un procedimento che, ovviamente, dura più a lungo rispetto a quello che permette la mera cancellazione di residenza da un comune: più o meno un anno.

Della cancellazione in caso di irreperibilità verrà data notizia al richiedente tramite la notifica del provvedimento dell’ufficio dell’anagrafe.

Come togliere la residenza passo per passo

Quindi, volendo ricapitolare e semplificare la procedura da seguire, questi sono gli step da seguire quando si vuole cancellare la residenza:

  • si deposita, presso l’ufficio servizi demografici del comune, la richiesta di cancellazione anagrafica, regolarmente sottoscritta dall’istante, con la dichiarazione dell’eventuale nuovo domicilio della persona che si è trasferita o, in carenza di notizie in merito a ciò (molto probabile se riguardante terze persone), precisando di non conoscere il nuovo domicilio della stessa o di non avere più notizie;
  • alla segnalazione si allegano tutti i documenti necessari a dimostrare il proprio interesse al procedimento come, ad esempio, copia del contratto di locazione, se sei il proprietario dell’immobile e richiedi la cancellazione anagrafica del tuo conduttore. Oppure, copia del contratto di lavoro come colf o badante, se sei il datore di lavoro;
  • se la segnalazione del cambio di residenza non riguarda se stessi, sarà importante non solo precisare il proprio codice fiscale ma allegare alla istanza anche copia del proprio documento di identità;
  • una volta ottenuta la cancellazione, se la stessa riguarda se stessi, si avrà cura di comunicare il cambio di residenza non solo a parenti ed amici ma anche, ad esempio, al proprio datore di lavoro; al medico di famiglia, in modo tale da poter successivamente avanzare richiesta di un nuovo dottore all’ASL locale; alla Agenzia delle Entrate, per ricevere presso la nuova casa tutte le eventuali importanti comunicazioni; ed anche alla propria compagnia assicurativa, per definire il potenziale nuovo profilo assicurativo nonché, anche in questo caso, per ricevere presso la nuova residenza tutte le eventuali comunicazioni.

note

[1] D. L. n. 5/2012, convertito in legge n. 35 del 4.04.2012.


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