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Preavviso di licenziamento da parte del datore di lavoro

4 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2018



Legittimo il licenziamento in tronco? Tutti i casi in cui è possibile il licenziamento senza preavviso da parte dell’azienda.

Ti sei presentato al lavoro e il datore ti ha consegnato una lettera di licenziamento con effetto immediato. Ti chiedi se questo sia legittimo, oppure se l’azienda ti avrebbe dovuto avvisare con un certo anticipo. Forse non sai cheesci sono casi in cui il licenziamento può essere intimato senza preavviso ei ipotesi in cui, invece, il recesso aziendale deve avvenire con preavviso, in mancanza del quale avrai diritto ad una indennità, appunto, sostitutiva del preavviso. Come si calcola il preavviso? Quando è necessario? Cos’è l’indennità sostitutiva? Vedremo in questa breve guida come è disciplinato il preavviso di licenziamento da parte del datore di lavoro.

Il licenziamento con preavviso e il licenziamento “in tronco”

La legge prevede che il licenziamento possa essere intimato solo per giusta causa, o giustificato motivo soggettivo o oggettivo.
Il licenziamento avviene per giusta causa quando si verifica una mancanza del lavoratore tale da impedire la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro.

Il licenziamento per giusta causa è un tipico esempio di licenziamento disciplinare, intimato dal datore all’esito di un procedimento disciplinare. Venendo intimato come massima è più grave sanzione disciplinare in caso di notevole mancanza del lavoratore, il licenziamento per giusta causa è necessariamente senza preavviso e dunque i suoi effetti si producono immediatamente, appena il lavoratore riceve la relativa comunicazione.
Diversamente, il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o oggettivo, ossia quel licenziamento intimato o per mancanze del lavoratore non così gravi da comportarne l’immediata espulsione, o per motivi economici legati ad una situazione di crisi o riorganizzazione aziendale, deve essere intimato con preavviso.
Il preavviso di licenziamento è stabilito dai contratti collettivi di categoria e qualora il datore ritenesse comunque di non volerlo concedere, sarà tenuto a convertirlo in una corrispondente somma di denaro.

Casi particolari di licenziamento senza preavviso

Nonostante, in linea generale, il licenziamento con preavviso costituisca la regola e quello “in tronco” l’eccezione, ci sono dei settori lavorativi in cui il recesso con effetti immediati è sempre legittimo, indipendentemente dalla causa che lo determina.
Possono infatti essere licenziati senza preavviso, indipendentemente dal motivo del recesso ed anche senza una specificazione dei relativi motivi:

  • i lavoratori domestici;
  • coloro che hanno raggiunto l’età pensionabile;
  • i lavoratori assunti in prova, per tutto il periodo di prova e fino a 6 mesi dall’assunzione;
  • i lavoratori assunti in prova;
  • i dirigenti;
  • gli sportivi professionisti;
  • gli apprendisti (al termine dell’apprendistato).

Calcolo del preavviso

La durata del preavviso è stabilita dai contratti collettivi di categoria, che ne determinano la misura in base al livello di inquadramento ed all’anzianità di servizio del dipendente.
Il periodo di preavviso stabilito dalla contrattazione di categoria nei diversi settori merceologici, inizia a decorrere o dal momento in cui il lavoratore riceve la lettera di licenziamento, oppure (ad esempio nel settore Commercio) dal primo o dal sedicesimo giorno del mese.
In quest’ultimo caso, se il lavoratore, ad esempio, ha diritto a 30 giorni di preavviso e riceve la relativa comunicazione il giorno 2 del mese, il periodo di preavviso di 30 giorni inizierà a decorrere dal giorno 16 del medesimo mese e non da quando il dipendente ha effettivamente ricevuto la lettera di recesso.

L’indennità sostitutiva del preavviso

Il datore di lavoro, anche nei casi in cui dovrebbe licenziare con preavviso, può tuttavia recedere dal rapporto di lavoro con effetto immediato, corrispondendo al lavoratore la c.d. indennità sostitutiva del preavviso.
Il periodo di preavviso lavorato viene così sostituito dal pagamento di una somma di denaro da corrispondere al lavoratore.
L’indennità sostitutiva del preavviso si calcola prendendo la retribuzione giornaliera spettante al lavoratore, maggiorata della quota di tredicesima e quattordicesima (se prevista dal CCNL di categoria) e moltiplicandola per i giorni di preavviso previsti dal contratto collettivo, tenuto conto dell’anzianità di servizio e del livello di inquadramento del lavoratore.


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