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Stress positivo e negativo: differenze ed indicazioni per riconoscerlo

15 novembre 2018


Stress positivo e negativo: differenze ed indicazioni per riconoscerlo

> Salute e benessere Pubblicato il 15 novembre 2018



Se ti senti stressato e vuoi saperne di più sul tuo disagio, trovi in questo articolo informazioni utili su stress positivo e negativo così da comprenderne meglio natura e differenze.

Ti è capitato sicuramente di passare notti insonni e di non capirne il motivo. Di trascorrere interi periodi con un’inquietudine interiore in apparenza immotivata. Oppure di sentirti molto irritabile e nervoso senza una reale causa. E ancora, di soffrire di dolorose cefalee che ti hanno costretto ad un riposo prolungato. In quante occasioni hai riscontrato un’ansia latente e costante che ti ha accompagnato per giorni e che non hai saputo collegare ad un evento specifico? Oppure hai convissuto con un forte dolore alla schiena che non ti ha permesso di svolgere le tue attività quotidiane? Quante di queste volte hai tralasciato i segnali che il tuo organismo ti ha inviato e magari ti sei semplicemente affidato ai farmaci? O hai chiamato genericamente stress il tuo malessere, come fosse una malattia incurabile o non dipendente da te? È vero, attualmente questo è il male della società moderna ma, in questo caso, parliamo della sua versione negativa detta anche cronica. in questo articolo sul tema stress positivo e negativo: differenze ed indicazioni per riconoscerlo troverai una visione ampia e completa di questa tematica, ti dà la possibilità di comprendere la funzione positiva con cui nasce lo stress ed in secondo luogo ti spiega quando assume una connotazione negativa. Dopodiché comprenderai quali sono i sintomi da attenzionare per riconoscere lo stress negativo, le conseguenze a cui porta e lo stile di vita più indicato.

Stress: natura e significato 

Lo stress è una risposta che l’organismo produce a livello psicofisico – in situazioni di pericolo o in vista di una prestazione – per rispondere, con una maggiore attivazione, alle esigenze esterne. Esso, quindi, è una una reazione, ed è per questo importante distinguerlo dallo stressor, cioè dalla causa che lo genera.

Ciò vuol dire che se ogni mattina ti svegli con la preoccupazione della fila di macchine che incontrerai per arrivare a lavoro, è probabile che tu possa pensare: “Il traffico è uno stress!”. In realtà esso non è altro che lo stimolo, ovvero la causa, ma lo stress vero e proprio è la tua reazione alla situazione. Quindi se, per esempio, sei appassionato di musica ed approfitti del viaggio in macchina verso il lavoro per ascoltare il CD che più di piace, potresti strategicamente trasformare una circostanza di disagio nell’opportunità di fare qualcosa di piacevole e lo stress si ridurrà notevolmente. E’ possibile quindi gestire lo stress perché hai il potere modificare le tue reazioni nelle situazioni disagevoli.

Stress positivo e negativo: sai distinguerne le differenze?

Come detto in precedenza esistono due diversi tipi di stress da dover considerare e riconoscere: uno positivo o acuto e l’altro negativo altrimenti detto cronico. La differenza sostanziale sta nella durata con il quale si protrae. Si parla di stress positivo quando ti trovi, ad esempio, in una circostanza di pericolo o hai una prestazione da affrontare e l’organismo si attiva affinché tu possa fronteggiare nel migliore dei modi la situazione, permettendoti di farlo con maggiore lucidità mentale e prestanza fisica. Tutto questo è possibile grazie alle reazioni che sto per descriverti che ti predispongono alla tua “condizione migliore”.

La pressione sanguigna e arteriosa aumenta, la muscolatura si contrae pronta a muoversi con più velocità, le tue abilità cognitive migliorano favorendo la concentrazione, la temperatura del corpo sale aumentando la sudorazione, i battiti cardiaci aumentano, il respiro accelera, insomma sei in pieno allarme. Tutto ciò ti avvisa che devi stare in guardia, pronto a superare una situazione di emergenza. Poi, terminato lo stimolo, il fisico si disattiva permettendoti di tornare alla tranquillità iniziale.

Riassumendo lo stress positivo scaturisce quando c’è una situazione eccezionale e circoscritta nel tempo da dover affrontare nel migliore dei modi. Al contrario, in una condizione di stress cronico o negativo una volta cessato il pericolo non sarai più in grado di disinnescare la risposta di allarme. In concreto il tuo organismo rimane cronicamente attivato e per un tempo indefinito, pur non essendo necessario. Ne deduci facilmente che, questa condizione, comporta un uno sforzo eccessivo per il tuo fisico e ciò è estremamente nocivo perché si protrae troppo nel tempo.

Ad un certo punto, inevitabilmente, tutto questo ti porta all’esaurimento, cioè alla fase in cui non hai più a disposizione risorse utili per poter affrontare circostanze che richiedono un maggior dispendio energetico. Se sei giunto a leggere fin qui, dovresti aver compreso che lo stress acuto o positivo, quindi, non nasce per nuocerti bensì per aiutarti nelle difficoltà, per prepararti ad ogni evenienza e consentirti di uscirne non solo indenne ma vittorioso e orgoglioso delle tue capacità. Ma esso è funzionale perché è definito nel tempo, nasce con lo stimolo e cessa con la sua fine. È la sua cronicizzazione, ossia il suo eccessivo prolungamento, che inficia la tua vita rendendone più difficile la gestione. Trovi di seguito riportati i sintomi cui porre attenzione per rilevare lo stress cronico.

Sintomi da stress negativo o cronico

I sintomi dello stress cronico, coinvolgendo a più livelli tutto l’organismo, sono molteplici sia a livello cognitivo che a livello fisico comprendendo sia il sistema fisiologico che quello muscolo scheletrico. Ciò vuol dire che devi attenzionare tutti i disturbi che ti andrò a riportare, i quali, devono essere presenti per un tempo che superi necessariamente il singolo mese. Quindi se, tutto ciò che riscontri, ti rendi conto che ti riguarda solo in questo particolare momento perché ad esempio hai subito da poco una separazione, un lutto, o più semplicemente perché magari stai attraversando un intenso periodo di esami all’università non considerarli come indicatori di stress cronico.

Inoltre non è sufficiente rilevare neanche la presenza di un solo particolare sintomo, bensì è necessario che se ne verifichino diversi contemporaneamente. Di seguito trovi i sintomi più frequenti: ansia, senso di allarme, confusione e difficoltà decisionale, problemi gastro-intestinali, cefalee, tremori, vertigini, sudorazione eccessiva, spasmi, dolori al petto, bocca secca, debolezza agli arti, senso di sforzo, dolori muscolo-scheletrici, irritabilità, indecisione, forte nervosismo, dimenticanze, insonnia, stitichezza o dissenteria. Concludendo, per poter parlare di stress cronico, devi numericamente rilevare più disturbi tra quelli riferiti e per un tempo prolungato, al punto che inizino ad essere effettivamente un ostacolo per il normale svolgimento della tua vita.

Conseguenze da stress cronico

Le conseguenze proprie dello stress cronico possono essere molteplici se sottovalutate. Il rischio, infatti, è quello di non prestare a questo problema l’attenzione che merita, sottovalutandolo e pensando che sia circoscritto nel tempo e recuperabile in ogni momento senza alcun intervento esterno. Viene, quindi, scambiato frequentemente per la passeggera stanchezza dovuta alle circostanze lavorative o personali. In questo modo trascorrono giorni, mesi, anni e tu non solo non migliori ma trascurandolo, aggravi gli effetti che può generare.

La particolarità che spesso contraddistingue l’essere umano è infatti la sua capacità di abituarsi alle condizioni, cambiando senza accorgersene. Questo, nello specifico, vuol dire che una persona in stress cronico tende ad avere difficoltà nell’allentamento del controllo, nel lasciare la presa, nel rilassarsi senza far nulla, nello stare nella calma, nell’aprire le sensazioni, nel divertirsi mantenendo inalterata la parte più giocosa e divertente di sé. Sperimenta con più difficoltà sensazioni di benessere e tranquillità, di piacere e tenderà inoltre a percepire sé stesso ed il mondo esterno sempre meno. Tutto ciò sembra, forse, di poco conto se lo consideri come fenomeno isolato ma sommandolo corrisponde ad un cambiamento sostanziale in te.

Tuttavia queste sono le conseguenze più soft in cui puoi incorrere ma l’effetto di uno stress cronico, trascurato per molto tempo, può essere anche l’insorgenza di una malattia vera e propria. Ciò vuol dire a livello cardiaco una maggiore predisposizione all’infarto o comunque alle malattie cardiovascolari, a quelle muscolo-scheletriche o gastrointestinali, all’obesità, ad una progressione dell’Alzheimer, al diabete, alla depressione o agli attacchi di panico. Lo stress cronico non è recuperabile a pieno senza un intervento specialistico. Un ottimo rimedio, rispetto al quale ho rilevato grandi effetti terapeutici a livello psicosomatico, è la Terapia Funzionale Antistress, che ti invito ad approfondire. Puoi affiancare ad un sostegno esterno anche una serie di accorgimenti relativi, invece, al tuo stile di vita che trovi riassunti nel paragrafo successivo.

Che stile di vita hai?

L’aiuto che può procurare al tuo organismo uno stile di vita sano è sostanziale. Faccio riferimento, nello specifico, all’alimentazione, allo sport, al tuo atteggiamento mentale e alle tecniche di rilassamento o alla meditazione. È importante avere un’alimentazione sana bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno e limitando gli zuccheri, privilegiando i cibi integrali e non abusando delle proteine fornite dalla carne. E altresì utile fare regolarmente movimento permettendo al fisico di mantenersi in forma. Un notevole contributo ci viene dato anche da attività meditative quale ad esempio lo yoga.

Sapersi rilassare è fondamentale poiché, nel tuo organismo costantemente attivato, è proprio ciò che viene prevalentemente meno. La Terapia Funzionale Antistress, precedentemente citata, mira proprio a ristabilire l’equilibrio inducendo un benessere duraturo e profondo nella persona. A questo scopo sono molto utili anche le Tecniche di Rilassamento che lavorano sul respiro o sull’allentamento muscolare, come ad esempio il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson. Infine, un altro aspetto da considerare è l’atteggiamento mentale. Con questo concetto faccio riferimento alla capacità di gestire i conflitti e di affinare la capacità di trovare soluzioni sciogliendo i problemi che costellano la tua vita. Non dimenticare che la salute è il dono più prezioso che ti viene affidato alla nascita ed è una tua responsabilità non trascurarla e prendertene cura.

Di PAMELA MAIURI


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