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Disoccupazione: se rifiuto un lavoro lo viene a sapere qualcuno?

13 Ottobre 2018 | Autore:


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Se il disoccupato rifiuta un’offerta di lavoro congrua, chi informa il centro per l’impiego e l’Inps perché sia revocata la Naspi?

Sappiamo tutti che, ad oggi, se il disoccupato rifiuta un’offerta di lavoro congrua perde sia lo stato di disoccupazione che l’indennità di disoccupazione Naspi. Sappiamo anche che l’offerta di lavoro, perché sia congrua, deve soddisfare dei requisiti particolari, che variano a seconda del periodo di disoccupazione: in pratica, più è lungo il periodo di disoccupazione, più sono elastici i requisiti che qualificano un’offerta di lavoro come congrua. Per dirlo in parole semplici: sei disoccupato da tanto tempo? Devi adattarti a quello che passa il convento. Non sappiamo quando un’offerta di lavoro sarà considerata congrua ai fini del reddito di cittadinanza, ma è stato annunciato che, alla terza offerta di lavoro rifiutata, si perderà il sussidio. Perfetto. Ma come posso, nel concreto, perdere la disoccupazione, se rifiuto un lavoro lo viene a sapere qualcuno? Chi deve controllare se ho rifiutato un’offerta di lavoro, e chi deve verificare se quest’offerta è congrua o meno? Chi deve effettuare queste verifiche, poi, ha degli informatori? Attinge le informazioni da particolari banche dati? Cerchiamo di fare chiarezza.

Come si acquista lo stato di disoccupazione?

Innanzitutto, per aver diritto all’indennità di disoccupazione Naspi, è necessario che il lavoratore sia in possesso dello stato di disoccupazione; per acquisire questo stato, in base alle leggi in materia [1], occorre che il lavoratore:

  • abbia perso l’impiego involontariamente (ad esempio, per licenziamento o dimissioni per giusta causa, o ancora per cessazione del contratto a termine);
  • dichiari, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (Did) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego; la dichiarazione d’immediata disponibilità Did, in particolare, può essere resa all’Inps, in sede di presentazione della domanda Naspi, presso il centro per l’impiego o il portale Anpal.

Il lavoratore deve poi sottoscrivere, presso il centro per l’impiego, un patto di servizio, ossia una sorta di progetto personalizzato finalizzato a riqualificarlo e a ricollocarlo nel mondo dell’impiego.

Come si perde lo stato di disoccupazione?

Lo stato di disoccupazione si perde per i seguenti motivi:

  • il disoccupato non si presenta più volte alle convocazioni presso il centro per l’impiego;
  • il disoccupato non partecipa più volte alle iniziative di politica attiva del lavoro (attività di formazione, riqualificazione, svolgimento di attività ai fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza…);
  • il disoccupato trova un nuovo lavoro dal quale ricava un reddito superiore a determinati limiti (8mila euro se dipendente o di collaborazione, 4800 euro se di lavoro autonomo); per approfondire: Perdita della disoccupazione per nuovo lavoro;
  • il disoccupato rifiuta un’offerta di lavoro congrua.

Quando l’offerta di lavoro è congrua?

Vediamo ora, nel dettaglio, quali sono le condizioni che fanno sì che un’offerta di lavoro sia considerata congrua, quindi che non possa essere rifiutata dal lavoratore, pena la perdita dello stato e dell’indennità di disoccupazione.

I requisiti dell’offerta di lavoro congrua cambiano a seconda della durata della disoccupazione dell’interessato.

In particolare:

  • se il lavoratore è disoccupato da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici;
  • se il lavoratore è disoccupato da 6 a 12 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore, o contigui ai settori individuati;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici;
  • se il lavoratore è disoccupato da oltre 12 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, può riguardare qualsiasi settore lavorativo;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 80 km (56 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 100 minuti con mezzi pubblici.

Il rapporto di lavoro, per quanto riguarda la durata, deve essere:

  • a tempo indeterminato;
  • a termine o con contratto di somministrazione, con una durata di almeno tre mesi.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il rapporto deve essere a tempo pieno, o a tempo parziale, con un orario non inferiore all’80% rispetto all’orario dell’ultimo contratto di lavoro.

Lo stipendio previsto, poi, non deve essere inferiore ai minimi della contrattazione collettiva.

Che cosa succede se si rifiuta un’offerta di lavoro congrua?

Come anticipato, la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua comporta la perdita della Naspi, o di altre indennità di disoccupazione eventualmente percepite, e la decadenza dallo stato di disoccupazione, salvo giustificato motivo.

L’offerta di lavoro congrua si può comunque rifiutare, se esiste una valida giustificazione alla base del rifiuto. Ad esempio, è possibile rifiutare l’offerta di lavoro se il lavoratore è in stato di malattia o d’infortunio: in questi casi, il giustificato motivo di rifiuto va comunicato e documentato entro due giorni dalla proposta dell’offerta di lavoro congrua.

Chi viene a sapere che ho rifiutato l’offerta di lavoro?

Secondo la normativa, è il centro per l’impiego presso il quale è stato firmato il patto di servizio l’ente preposto al controllo delle attività del disoccupato. Il personale del centro per l’impiego, in pratica, oltre a controllare la partecipazione alle iniziative di formazione e di politica attiva del lavoro, deve anche verificare che il disoccupato non rifiuti un’offerta di lavoro congrua. Se la rifiuta, il centro per l’impiego deve comunicarlo all’Inps, che revocherà la Naspi.

I passaggi descritti sembrerebbero molto semplici, se non fosse per un particolare: è molto difficile che un’offerta di lavoro giunga al disoccupato tramite il centro per l’impiego. Nella maggior parte dei casi, è il disoccupato a cercare lavoro autonomamente, magari servendosi dei principali portali web: in questi casi, chi potrebbe mai riferire al centro per l’impiego del rifiuto di un’offerta di lavoro congrua?

Facciamo un esempio per capire meglio: zio Peppino, che ha un negozio di frutta e verdura, propone a Luciano, disoccupato da oltre 12 mesi, un lavoro come commesso. Luciano rifiuta perché il negozio si trova a 30 km da casa sua (anche se il luogo di lavoro è piuttosto distante, come abbiamo osservato l’offerta è considerata comunque congrua, in quanto la distanza dal luogo di lavoro può essere entro gli 80 km, 56 km in mancanza di mezzi pubblici).

Ma chi riferirà mai al personale del centro per l’impiego che Luciano ha rifiutato un’offerta congrua? Zio Peppino, che non ha tempo, non ne ha nessuna voglia, e forse non sa nemmeno come funziona un centro per l’impiego? E, anche se ci andasse, come può provare al personale del centro che Luciano ha rifiutato un lavoro? Potrebbe semplicemente trattarsi di una persona a cui Luciano è antipatico, che riferisce una bugia per fargli un dispetto.

Certamente, questi problemi non si porrebbero se buona parte delle offerte di lavoro provenissero dai centri per l’impiego: ma la realtà è ben diversa. C’è da auspicare che la riforma di questi centri avvenga in tempi brevi e sia veramente efficace, altrimenti Naspi e reddito di cittadinanza resteranno dei puri sussidi, e non una base di partenza per rimettersi in gioco.


note

[1] D.lgs. 150/2015.

[2] Anpal, Delibera 20/02/2018.


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