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iPhone o Android? Guida all’acquisto

12 novembre 2018


iPhone o Android? Guida all’acquisto

> Tech Pubblicato il 12 novembre 2018



E’ meglio uno smartphone Android, oppure un iPhone con a bordo iOS? Che differenze sostanziali ci sono fra i due e quale conviene scegliere? In questo articolo cercherò di spiegarti perché comprare il telefono della mela morsicata, oppure quello con a bordo il robottino verde prodotto da Google.

Coca-cola o Pepsi? Nike o Adidas? Pc o Mac? Android o iPhone? O meglio, in quest’ultimo paragone sarebbe più corretto parlare di iOS, che è il sistema operativo degli iPhone. Il mondo è pieno di grandi marchi che si sfidano sui mercati internazionali, per avere quel punto percentuale in più sulle vendite totali, capace di decretare la leadership in un determinato settore di mercato. Per quanto riguarda gli smartphone oramai, la “guerra” tra quale sistema operativo scegliere si è ridotta a due: Android ed iOS, appunto. Fino a qualche anno fa i consumatori potevano orientarsi anche sui Windows Phone, smartphone prodotti dal colosso di Redmond, Microsoft. Ma da quando la società di Bill Gates ha abbandonato il settore mobile, a contendersi la leadership del mercato sono rimasti Google, creatrice del sistema operativo Android ed Apple, creatrice del sistema operativo iOS. Dal momento che sul fronte estetico la maggior parte degli smartphone hanno raggiunto un livello tale da poter essere messi tutti sullo stesso piano, ciò che fa sempre più la differenza è il software, le “feature” di un sistema operativo piuttosto che di un altro. In questa guida cercherò di mettere a confronto le due differenti filosofie di concepire un software per smartphone, rispondendo alla fatidica domanda che torna in mente alla maggior parte di noi ogni qual volta ci troviamo dinnanzi la necessità di dover sostituire il nostro telefono: iPhone o Android? Guida all’acquisto. 

Sistema aperto vs. sistema chiuso

Partiamo dalla base, da come sono stati concepiti i due software. Da un lato c’è Google che ha deciso di creare con Android un sistema operativo “open source”, aperto, che permette ai produttori di smartphone come Samsung o Huawei ad esempio, di acquistare da Google il sistema Android nella sua versione “stock”, cioè il sistema operativo “nudo e crudo” così come concepito dalla casa madre e che è possibile trovare sugli smartphone che “Big G” commercializza con il suo marchio, ovvero i Pixel.

Una volta entrati in possesso del sistema in versione “stock”, i vari produttori si adoperano per modificarlo secondo le loro esigenze: è così che nascono le moltitudini di interfacce e di funzioni che differenziano uno smartphone Samsung da uno prodotto Huawei, ad esempio. Anche se parliamo di differenze più o meno importanti nell’esperienza d’uso che è possibile avere fra diversi cellulari che montano la stessa versione del sistema Android, c’è da tenere in considerazione che a grandi linee il sistema operativo resta il medesimo. I vari produttori al di là del design che caratterizza l’interfaccia utente, non stravolgono in modo importante il funzionamento che vi sta alla base. Discorso diverso quando parliamo di iOS: qui Apple ci mette di fronte un sistema operativo di tipo chiuso, non modificabile né da terzi né tanto meno dall’utenza.

Le possibilità di personalizzare il software in maniera profonda sono pressoché nulle. Quindi non troverai mai un iPhone diverso da un altro iPhone ma, di converso, troverai sicuramente uno smartphone Android diverso da un altro smartphone Android, per il motivo che appunto ho spiegato poc’anzi. Quale sia la migliore filosofia di sistema operativo tra i due è difficile dirlo, sostanzialmente perché non ne esiste uno migliore in senso assoluto. Come per molte altre cose della vita, la risposta corretta a questo quesito è: dipende. Perché dipende da cosa è meglio per te, con cosa ti trovi meglio tu: con un sistema operativo che ti dia una certa flessibilità nella sua personalizzazione, potendone modificare a volte anche in maniera profonda il software? oppure con un sistema operativo più chiuso ma forse proprio per questo più semplice da usare, meno dispersivo e più “concreto”? Dipende. Appunto!

Aggiornamenti veloci vs. aggiornamenti più lenti

Un discorso importante che non deve essere tralasciato e che si ricollega in maniera diretta alle caratteristiche base dei sistemi operativi di cui abbiamo appena parlato, è quello degli aggiornamenti. Un sistema operativo chiuso come iOS è più facile da aggiornare da parte di Apple, sostanzialmente per un motivo. Apple è la sola produttrice sia del software che dell’hardware dei propri smartphone, filosofia che l’azienda di Cupertino applica anche a tutta la sua linea di prodotti. Con ciò, come è facile intuire, è molto più semplice per l’azienda apportare delle modifiche al software e a renderle disponibili in maniera più veloce sui propri dispositivi: iOS, difatti, è stato studiato e ottimizzato per una ristretta schiera di apparecchi.

Quando invece Google modifica Android, si premura di rilasciare gli aggiornamenti alla nuova versione di sistema ai suoi clienti, cioè alle aziende che da lei hanno acquistato il software e quindi a Samsung, Huawei, LG, HTC, e così via. Ma ciò sta a significare che anche l’hardware da ottimizzare di volta in volta al nuovo sistema, sarà molto diverso da dispositivo a dispositivo. Difatti la versione di Android che questi produttori installeranno sui propri terminali non sarà la stessa identica versione che viene loro consegnata da Google, perché appunto, come dicevamo nel paragrafo precedente, ogni produttore apporterà delle modifiche personalizzate e sarà costretto a riscrivere gran parte del suo software aggiuntivo per adattarlo al singolo update. Se poi il telefono verrà “brandizzato” da qualche operatore di telefonia, il nuovo software dovrà a sua volta subire una revisione dall’operatore stesso, il quale andrà ad implementare le proprie personalizzazioni, come ad esempio le applicazioni preinstallate, animazioni all’accensione e allo spegimento e così via.

Il tutto si traduce per l’utente finale in attese necessariamente più lunghe, a volte interminabili. Ma non solo. Il risvolto negativo di una tale frammentazione di cui il sistema operativo Android soffre, è di ritrovarsi dopo appena un anno con un sistema che non viene più supportato dal produttore, se non per i modelli top di gamma che solitamente vengono aggiornati con più tempestività e per più tempo rispetto ai modelli medi e bassi di gamma. Su questo versante le cose potrebbero cambiare in meglio grazie a Project Treble, una soluzione che Google ha studiato appositamente e che dovrebbe semplificare i vari processi di aggiornamento, superando questi atavici problemi che Android si porta dietro sin dalla sua nascita.

Assistenti vocali

Una delle migliori applicazioni dell’intelligenza artificiale sugli smartphone è sicuramente quella relativa agli assistenti vocali. Avviare applicazioni, inviare messaggi, fare ricerche e rispondere a domande solo con l’ausilio della propria voce, è una comodità non da poco che ogni persona può ritrovarsi ad utilizzare nelle occasioni più disparate. Apple ha dotato di Siri i suoi dispostivi, assistente vocale integrato a fondo nel sistema operativo.

I comandi disponibili sono tanti. Per citarne alcuni ti ricordo la possibilità di:

  • chiamare, scrivere messaggi o inviare email ai propri contatti
  • impostare allarmi
  • riprodurre brani musicali
  • lanciare una specifica app
  • aggiungere un evento al calendario
  • cercare ristoranti/negozi nelle vicinanze
  • ricevere indicazioni sul tragitto da percorrere

L’assistente digitale creato da Google, dal canto suo, fa praticamente le stesse cose di Siri. Anzi, le capacità di Google Assistant ad oggi paiono molto più avanzate rispetto alla concorrenza, soprattutto grazie alla comprensione contestuale del linguaggio che consente di porre ulteriori domande dopo la prima iniziale, e di instaurare così un vero e proprio dialogo con l’intelligenza artificiale. L’interazione con questi assistenti virtuali – e quindi l’esperienza finale che se ne trae da essi – può variare molto da persona a persona. C’è infatti chi riesce ad utilizzare a proprio vantaggio queste funzioni vocali, mentre altri le trovano più una perdita di tempo che il resto.

Ma il futuro è dell’intelligenza artificiale e negli anni sicuramente ci saranno degli importanti passi in avanti su questo fronte. C’è da evidenziare che nel 2017, Google ha reso disponibile il suo assistente vocale anche per gll iPhone. Tuttavia Siri, l’assistente di Apple, rimane in vantaggio sul nuovo arrivato, avendo accesso a più parti del sistema rispetto alla variante creata da Google. Ad oggi posso senza ombra di dubbio affermare che sia Siri che Google Assistant funzionano egregiamente ognuno sui rispettivi dispositivi.

Supporto

Negli anni Apple si è guadagnata meritatamente sul campo, la corona come regina del supporto post–vendita. Senza ombra di dubbio la casa della mela morsicata offre attraverso i suoi Apple Store sparsi per il paese, un livello di professionalità e quindi di cura per il cliente del tutto invidiabile. Ciò ovviamente non scongiura la possibilità di incappare in problemi anche seri con gli iPhone, ma difficilmente non si arriverà alla risoluzione delle problematiche in tempi ragionevolmente brevi.

Discorso diverso lato Android: non bisognerà rivolgersi direttamente a Google (esclusi i casi che riguardano i telefoni che produce Google stessa, ovvero i Pixel) bensì al produttore del proprio smartphone in caso si necessiti di assistenza tecnica.

Se è vero che molte aziende garantiscono un servizio eccellente in caso di guasti, è anche vero che esistono ad oggi molti produttori decisamente più restii a fare del loro meglio, e le lunghe attese per veder riparato il proprio smartphone non sono mai ben accette dalle persone, come è giusto che sia del resto.

Fotocamera, autonomia, design ed app store

Per quanto riguarda tutti gli altri aspetti inerenti la fotocamera, l’autonomia dello smartphone ed il suo design, nonché il parco applicazioni a cui è possibile attingere, c’è da constatare che oramai i due sistemi operativi sono arrivati a battagliare ad armi pari, dove talvolta la spunta uno, talora la spunta l’altro.

Ad esempio per quanto riguarda la qualità degli scatti, il noto sito DxOMark che fornisce valutazioni professionali sulla qualità delle immagini per fotocamere, obiettivi e dispositivi mobili, ha recentemente collocato al vertice della propria classifica un dispositivo Android, ovvero il Huawei P20 Pro, mentre subito dopo – al secondo posto – si trova l’iPhone XS Max. Con l’uscita di nuovi modelli la classifica viene modificata, a seconda degli smartphone che vengono testati, e non è raro trovare ai vertici a volte i telefoni Apple, mentre altre volte i telefoni equipaggiati con Android. Anche sul fronte dell’autonomia non vi sono differenze sostanziali tra i due mondi, siamo sugli stessi livelli. Così come per il negozio delle applicazioni, vastissimo e di qualità sia su iOS che su Android. Sul design invece – come dicevamo in apertura di articolo – c’è poco da discutere, se non ammettere che è un aspetto puramente soggettivo e su cui spesso colpevolmente le persone basano i propri acquisti.

In un mercato ormai saturo come quello degli smartphone – in cui quasi ogni mese escono nuovi modelli – è facilissimo che la scelta possa ricadere su ciò che salta subito all’occhio, ovvero sul mero aspetto estetico. Ciò che invece dovrebbe fare la differenza in un telefonino – come ti ho illustrato – è molto altro, piuttosto che avere una bella finitura lucida, o un retro in vetro e ceramica. La sostanza, infatti, conta più della forma.

Di FABIO ANTONIO CERRA


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