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Tutela della casalinga

11 novembre 2018


Tutela della casalinga

> Donna e famiglia Pubblicato il 11 novembre 2018



La donna che lavora in ambito domestico: riconoscimento dell’attività come  “lavoro”. Evoluzione della disciplina nel tempo e  tutela della casalinga oggi.

Per diverse ragioni ha deciso di non andare a lavorare fuori casa ma di svolgere un ruolo all’interno della tua abitazione?  Vuoi gestire la vita domestica e occuparti della tua famiglia? Hai dubbi su cosa prevede la legge per la tutela della casalinga? Vuoi sapere se avrai diritto a percepire pensione e conoscere le forme di tutela nel caso in cui ti succeda qualcosa mentre svolgi il tuo lavoro domestico dentro casa o negli spazi ad essa pertinenti? Con questo articolo proverò a sciogliere tutti i tuoi dubbi e a spiegarti come è cambiata la condizione della casalinga nel corso del tempo, qual’è la tutela prevista dal legislatore per la tua condizione di donna occupata in casa ed esposta a pericoli che, a volte, comportano gravi conseguenze.

Cosa vuole dire fare la casalinga?

Ci sono tante donne che, per scelta o per necessità, decidono di non svolgere alcuna professione ma di restare a casa e occuparsi delle faccende domestiche, dei figli e di tutto ciò che riguarda la gestione della famiglia. Tante donne si vedono costrette a ciò in quanto prive di una occupazione; molte altre, invece, fanno tale scelta dopo la maternità e per una serie di motivi: vogliono occuparsi direttamente del loro bambino senza costi di asilo o di baby sitter e desiderano gestire la casa svolgendo tutte le attività quotidiane di cui necessita un’abitazione: pulire, lavare, cucinare, stirare, aiutare i figli a fare i compiti dopo la scuola, accompagnarli se svolgono attività dopo l’orario scolastico; inoltre, hanno a che fare anche con la contabilità e tante altre questioni legate alla conduzione familiare.

Il lavoro della casalinga consiste nella cura della casa e dei familiari che ci vivono ma, a differenza di tutti gli altri lavori, esso non ha ancora la medesima tutela da parte del sistema giuslavoristico. L’attività della casalinga non viene parificata a tutti gli effetti agli altri lavori e non viene retribuito da nessuno; ne consegue  che se sei una casalinga devi essere consapevole del fatto che, nonostante come tale tu svolga tante mansioni nell’ambito domestico e tu abbia anche delle responsabilità, alla fine del mese non riceverai stipendio.

Come viene riconosciuto giuridicamente il lavoro della casalinga?

Fino agli anni ’80 la donna casalinga appariva ancora tra la popolazione che non svolgeva nessuna attività lavorativa e, solo successivamente, nel corso del tempo, si è avuta una maggiore valorizzazione del lavoro domestico. Grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale del 1995 [1], con la quale si afferma che ” fare la casalinga è un lavoro”, il ruolo della casalinga è stato ricondotto alla tutela prevista dalla Costituzione [2] laddove ne viene affermato il valore sociale ed economico ma, allo stesso tempo, ne vengono inquadrati oneri e responsabilità che derivano per chi svolge tale tipo di attività.  Oggi possiamo affermare che le donne che scelgono di fare le casalinghe svolgono un vero e proprio lavoro. Purtroppo, però, le casalinghe non possono godere della piena tutela degli altri tipi di lavoro in quanto risulta ancora difficile inserire tale attività domestica nella suddivisione esistente tra lavoro autonomo e lavoro subordinato.

Il legislatore ha previsto, però, dei riconoscimenti dal punto di vista normativo quali: poter percepire una pensione a seguito di iscrizione ad un fondo pensionistico per le casalinghe; poter essere tutelata dai pericoli che possono presentarsi in conseguenza dei rischi ai quali la donna che  lavora in casa è  esposta quotidianamente all’interno della abitazione o degli spazi ad essa pertinenti e, per questo secondo punto, è previsto l’obbligo di stipulare un’assicurazione per chi svolge un lavoro domestico all’interno della famiglia e per il quale non riceve retribuzione; inoltre, con alcune recenti sentenze della Cassazione è stata posta l’attenzione sul tema del risarcimento del danno che deriva alla casalinga soprattutto nel caso di incidente stradale. Di seguito ti illustrerò nel dettaglio questi aspetti normativi.

Fondo di previdenza per le casalinghe

Se sei una casalinga devi sapere che ti è stata riconosciuta la possibilità di accedere alla pensione di inabilità e/o a quella di vecchiaia; [3] è stato istituito il Fondo di previdenza per le persone che svolgono un lavoro non retribuito che derivi da responsabilità familiari; esso è gestito dall’Istituto nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.) e potrai effettuare l’iscrizione in modo volontario.

Tra i requisiti previsti per poter accedere a tale fondo:

  • dovrai avere età compresa tra i 15 e i 65 anni;
  • non essere titolare di pensione diretta; svolgere una attività non retribuita;
  • l’attività domestica dovrà essere svolta in modo prevalente durante la giornata ma non per forza in modo esclusivo (quindi potrai svolgere anche altra attività ma dovrà trattarsi di lavoro part-time);
  • la tua attività dovrà riguardare le responsabilità familiari.

Anche per il 2018 hai possibilità di iscriverti al Fondo casalinghe INPS e puoi fare domanda sia per la pensione di anzianità, che prevede un’eta minima di 57 anni e 7 mesi, oppure quella di vecchiaia, che prevede un età minima di 65 anni e 7 mesi. L’iscrizione al fondo non ti obbliga al versamento di un minimo contributivo, ma per ottenere la pensione ci vogliono almeno 5 anni di contributi versati, infatti quest’ultimo è previsto come  requisito indispensabile per entrambi i tipi di pensione, così come, per entrambe, il calcolo viene fatto secondo il sistema contributivo per cui si considerano i contributi versati e accantonati e rivalutati secondo la media quinquennale del Pil e secondo il coefficiente di trasformazione e, inoltre, la pensione non è integrabile al minimo.

Assicurazione obbligatoria prevista per chi svolge i lavori domestici

Il tuo lavoro di casalinga potrebbe comportare pericoli che possono derivare dalla gestione delle faccende domestiche nell’ambiente in cui svolgi quotidianamente le tue attività. Potrai essere esposta a rischi che potrebbero causarti infortuni rilevanti dai quali potrebbero derivare invalidità permanenti. Il legislatore con una legge del 1999 [4] ha riconosciuto lo status della casalinga come lavoratrice in ambito domestico e, per  tale tipo di lavoro, ha stabilito l’obbligo di stipulare l’assicurazione.

Per l’iscrizione devi possedere i seguenti requisiti:

  • età compresa tra 18 e 65 anni;
  • svolgimento del lavoro domestico in via non occasionale e in modo esclusivo; svolgimento del lavoro a titolo gratuito e senza vincolo di subordinazione;
  • deve trattarsi di lavoro che ha come scopo la cura della casa e della famiglia.

Sono esclusi dall’assicurazione obbligatoria coloro che svolgono altra attività che preveda già l’iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale e che, quindi, percepiscano pensione. Per poter usufruire dell’ assicurazione devi effettuare versamento di Euro 12,91 entro il 31 gennaio di ogni anno, pagando con un bollettino postale o con pagamento online utilizzando i servizi telematici Inail o eseguendo un bonifico online; se hai reddito inferiore ad Euro 4.648,11 e fai parte di nucleo familiare che ha reddito complessivo lordo pari o inferiore ad Euro 9.296,22 all’anno, potrai ottenere esenzione dal pagamento del premio dimostrando di avere reddito basso tramite la compilazione di apposito modello da trasmettere all’Inail.

Nel caso di mancato pagamento del premio saranno applicate sanzioni previste che varieranno in modo graduale in base al periodo della trasgressione, per un importo non superiore ad Euro 12,91. L’assicurazione è gestita dall’Inail e vi confluiscono tutti i premi assicurativi che vengono versati dalle casalinghe; lo stesso Inail provvede ad emettere le somme per il risarcimento in caso di infortunio.

E’ previsto che il tuo lavoro in ambito domestico, affinché sia coperto da assicurazione, debba essere svolto per il nucleo familiare, dentro l’abitazione e relative pertinenze come il balcone, il giardino o la cantina; nell’ipotesi in cui l’abitazione dove svolgi la tua attività si trovi all’interno di un condominio, rientrano nell’ambito domestico anche le parti comuni quali: l’androne, i giardini, i terrazzi e il parcheggio; si è aggiunta anche l’estensione di tale tutela all’ipotesi che il tuo lavoro si svolga in case di vacanza, a condizione però che queste si trovino in Italia.

La legge finanziaria del 2007 ha apportato una modifica alla disciplina dell’ assicurazione obbligatoria e, ad oggi, essa prevede i casi di infortunio dai quali derivi un’inabilità permanente al lavoro domestico non inferiore al 27%, mentre non è riconosciuta nessuna indennità per l’invalidità temporanea. Recenti sentenze della Cassazione [5] hanno posto l’accento sul tema del risarcimento del danno che ti spetta soprattutto nel caso di incidente stradale. Esse hanno stabilito che, nonostante da casalinga tu non percepisca uno stipendio, svolgi comunque una attività che è valutata economicamente in quanto, nell’ipotesi in cui a causa di fatti illeciti altrui, come ad es. per un incidente stradale, tu subisca dei danni e delle lesioni fisiche, ciò riduce la tua capacità lavorativa rendendo impossibile lo svolgimento della tua attività domestica quotidiana che svolgevi regolarmente prima dell’incidente  e comportando quindi un danno economico che ti sarà risarcito.

Associazioni di categoria attive in Italia

Esistono associazioni di categoria attive in Italia alle quali rivolgerti per chiarimenti e per adeguata assistenza nelle pratiche; tra queste: Federcasalighe, Movimento Italiano Casalinghe e il Sindacato Casalinghe Lavoratrici Europee; inoltre potrai rivolgerti ai patronati.

Di GIUSEPPINA STEFANIA FALCONE

note

[1] Corte Costituzionale sent. n. 28/1995.

[2] Art. 35 Cost.

[3] D. Lgs. n. 565/96.

[4] L. n. 493/99.

[5] Cass. sent. n.23973/2011; Cass. sent. n.4657/2005.


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