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Quale merenda è meglio offrire ai nostri figli?

8 novembre 2018


Quale merenda è meglio offrire ai nostri figli?

> Food Pubblicato il 8 novembre 2018



Merendine, pizzette e snack al top delle classifiche; l’obesità infantile è ai massimi livelli storici. Quali merende alternative possiamo offrire ai nostri figli preservandone la salute?

L’Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di sovrappeso ed obesità tra la popolazione nella fascia d’età 8-14 anni e la colpa non è imputabile solo alla globalizzazione, ma anche al peggioramento degli stili di vita. Secondo i dati statistici raccolti nel corso delle diverse campagne di promozione della salute, effettuate nelle scuole, emerge che bambini ed adolescenti non mangiano adeguate porzioni di frutta e verdura, bevono troppe bevande gassate e ricorrono troppo facilmente ai fast food. Le merende più acquistate restano quelle confezionate, le patatine e i prodotti da forno, per lo più farciti con salumi e formaggi. Dalle indagini fatte ai genitori risulta che, tra i motivi per cui i giovanissimi hanno abitudini scorrette, c’è la mancanza di tempo nel preparare o scegliere una merenda sana da portare a scuola nonché i costi elevati delle materie prime di qualità. Una banale scusa o un serio problema da affontare? Se anche tu rientri tra i genitori che si chiedono quale merenda è meglio offrire ai nostri figli? questo articolo ti aiuterà a facilitarti nell’impresa.

La frutta: spuntino ideale

Sembra scontato dire che la frutta sarebbe la soluzione ideale da proporre come merenda da portare a scuola, ma quanto è difficile renderla accettabile? Soprattutto nella scuola dell’infanzia i bambini sono molto influenzati dall’ambiente circostante e tendono più facilmente a desiderare una merenda a base di snack confezionati o panini farciti, soprattutto se il compagno di banco li fa apparire più appetitosi della frutta. Tuttavia, abituare i propri figli a fare uno spuntino a base di frutta fresca di stagione o quella secca, soprattutto a casa, renderà più facile l’impresa di portarla anche a scuola. Non a caso, nonostante i dati sui livelli di sovrappeso ed obesità infantile non siano tra i più rosei, il consumo di frutta a scuola negli ultimi anni è decisamente aumentato rispetto agli anni ‘90.

Più difficile sembra portare la frutta fresca rispetto alla secca: sbucciare una mela non lavata richiede il coinvolgimento dell’insegnante e non basterebbe la ricreazione per aiutare più di due bambini nell’impresa, mentre prepararla già sbucciata, tagliata a pezzetti e riposta in contenitori comporta un maggiore ingombro nella cartella e la necessità di utilizzare mezzi di conservazione come il ghiaccio o l’aggiunta di limone (non sempre gradito tra i più piccoli). D’altro canto, invece, mettere in una bustina 30 grammi di noci, nocciole o mandorle è semplicissimo (esistono in commercio anche confezioni già pesate) e possiamo assicurare ai nostri figli una fonte nutrizionale di qualità senza che incorrano in particolari difficoltà. Qualsiasi opzione scegliate, tenete in considerazione che la merenda deve coprire il 5% del fabbisogno calorico della giornata.

Il peso della pubblicità

La colpa dello scarso consumo, da parte di bambini e ragazzi in età scolare, di frutta e verdura agli spuntini, è da attribuire anche alla continua pubblicità televisiva, specie nelle ore pomeridiane, di merendine, creme spalmabili e snack vari, che invoglia all’acquisto e attira l’attenzione dei più piccoli attraverso l’offerta concomitante di simpatici gadget in regalo. Quanta ne vediamo, invece, a favore della frutta? Più sponsorizzati sono, piuttosto, i succhi di frutta industriali, anch’essi immancabili nelle case con bambini o adolescenti, che contengono una percentuale bassissima di polpa e tantissimo zucchero. Si dovrebbe, quindi, favorire una propaganda pubblicitaria a vantaggio della corretta alimentazione, con una maggiore promozione del consumo di merende salutari a casa, come a scuola.

L’impegno delle scuole nell’educazione alla corretta alimentazione

Se è, prima di tutto, in famiglia che i bambini imparano a nutrirsi correttamente, magari seguendo il buon esempio dei genitori, non meno importante è il ruolo che ricopre la scuola e, quindi, l’influenza esercitata dagli insegnanti che passano circa metà della giornata a contatto con i ragazzi. Nelle ore di lezione, infatti, sarebbe indispensabile introdurre attività riguardanti la sana alimentazione e la spesa consapevole, magari coinvolgendo i bambini in laboratori didattici che prevedano la coltivazione di un piccolo orto o la scelta dei prodotti di stagione, la lettura delle etichette e la corretta conservazione degli alimenti in frigorifero.

Molto significativo sarebbe introdurre nelle mense scolastiche anche l’offerta della merenda salutare, non solo con frutta e verdura di stagione, ma anche a base di panini freschi, magari integrali, con affettati magri o confetture di frutta, dolci fatti in casa portati dagli stessi genitori (magari organizzando dei turni di preparazione) e cibi speciali per bambini affetti da allergie o intolleranze particolari (celiaci soprattutto). Fare, infatti, uno spuntino sano, ma soprattutto bilanciato consente anche di arrivare al pasto successivo con un senso di fame più controllato, scongiurando abbuffate ed indesiderati aumenti di peso.

Merenda sbagliata: colpa di una colazione inadeguata o assente?

Se far fare una merenda sana è difficile, ancora più faticoso è riuscire a far fare ai bambini una colazione adeguata, o, almeno, farne fare una. Troppi ragazzi, infatti, vanno a scuola senza fare colazione rischiando repentini cali della glicemia durante la mattinata, abbassamento dei livelli di concentrazione e, nella peggiore delle ipotesi, malesseri, in particolare mal di testa e capogiri.

Numerosi studi, inoltre, dimostrano come una mancata o un’inadeguata colazione può comportare, nell’età della crescita e dello sviluppo, numerosi squilibri nutrizionali, quali: insufficienza di calcio, fosforo, magnesio e vitamine del gruppo B, essenziali in un regime equilibrato. Se la merenda può essere principalmente a base di frutta fresca o secca, la colazione deve necessariamente comprendere una quota di carboidrati, una di proteine e una di grassi, cioè essere composta da latte, yogurt bianco o premuta di frutta, fette biscottate o 1 fetta di pane con burro e marmellata o con formaggio spalmabile a scelta.

Garantire un giusto apporto di nutrienti con il primo pasto della giornata, dopo il lungo digiuno notturno, significa fornire ai nostri figli la giusta carica fisica e mentale per affrontare al meglio l’impegno scolastico della mattinata e arrivare meno affamati all’ora della merenda. Non meno importante, infine, è assicurarci che venga fatta lentamente, consentendo un’adeguata masticazione e tranquillità ai ragazzi, magari trasformando quel pasto in un’ulteriore occasione di convivialità familiare, condivisione di pensieri e trasferimento di sane abitudini a tavola.

Merenda ideale: esempi pratici

Sei una mamma a corto di idee, non sai cosa proporre a tuo figlio di diverso dalle merendine o non hai abbastanza tempo e pazienza per preparare qualcosa di diverso? Tutti noi crediamo che per fare le cose per bene abbiamo sempre bisogno di investire ore preziose che rischiamo di sottrarre ad impegni più importanti.

Ma cosa c’è di più sacro della salute dei nostri figli? Nulla direi. E, allora, perché risparmiare tempo e denaro, acquistando snack di scarsa qualità, se possiamo preparare qualcosa che soddisfi il palato dei ragazzi, nel rispetto del loro benessere? Se a tuo figlio piace particolarmente il cioccolato, fagli assaggiare quello fondente, o prepara a casa un’ottima crema alle nocciole acquistando materie prime di qualità, evitando di aggiungere eccessive dosi di zucchero e grassi animali o vegetali (burro ed olio, rispettivamente). Anche lo yogurt è una valida alternativa, purché sia bianco e con un’etichetta abbastanza povera in ingredienti, a cui puoi aggiungere tu stesso della frutta a pezzi o un cucchiaio di frutta secca, ad eccezione di quella salata in superficie.

Evita di acquistare succhi di frutta industriali, preparando delle ottime premute o centrifugati di frutta e verdura; scoprirai che li apprezzeranno anche se lo negheranno fino al momento dell’assaggio. In ultimo puoi preparare semplicissimi dolci da portare facilmente a scuola o acquistare panini da 50 grammi, meglio se integrali, che puoi farcire con confetture, creme casalinghe, formaggi freschi o affettati magri, evitando, in particolare, salame e mortadella.

Prova a coinvolgere anche loro nella preparazione dei cibi, li renderai più consapevoli nella scelta di ingredienti salutari, impareranno l’importanza del corretto bilanciamento degli stessi e potranno dare libero sfogo alla loro creatività. Cucinare, in fondo, è un atto d’amore e condividerlo con i propri figli soprattutto, significa dimostrare loro il nostro affetto oltre che trasferire sani principi. In conclusione, va detto che le preferenze dei bambini per certi cibi non sono né innate né modificabili: è necessario che i genitori siano consapevoli che il comportamento alimentare dei propri figli è il risultato dell’esperienza e dell’apprendimento, evitando quel fatalismo che, a volte, impedisce un miglioramento delle abitudini alimentari. I dolci e i cibi calorici, proposti soprattutto come merenda casalinga o scolastica, non devono essere proibiti, ma è importante che il loro consumo non deve interferire con l’assunzione degli alimenti fondamentali durante i pasti.

Da ultimo, per favorire scelte alimentari più salutari, occorre abituare i bambini a provare nuovi cibi (anche la stessa frutta secca è sconosciuta per molti di loro), riducendo le occasioni in cui, invece, si offre loro quelli particolarmente “ricchi”. Nessun bambino nasce con gusti sbagliati in materia di cibo, molto conta il modo in cui li si abitua e l’influenza che l’ambiente ha su di essi: proponi loro, sin dallo svezzamento, merende a base di frutta, verdura, cibo casereccio e non desidereranno, se non sporadicamente, quello industriale di scarsa qualità.

Di ANNALISA FIGURATO


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