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Colloquio di lavoro: linee guida e consigli pratici da seguire

28 ottobre 2018


Colloquio di lavoro: linee guida e consigli pratici da seguire

> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 28 ottobre 2018



Questo il vademecum da tenere a mente per non arrivare sprovveduti ad un incontro decisivo per il tuo futuro e tagliare così il traguardo in forma.

E’ fatta! Hai già la data del colloquio di lavoro annotata in agenda, il curriculum scritto, stampato e ben impresso nella mente, ma non sai ancora su cosa verterà l’incontro, quanto tempo devi considerare per la tua presentazione e come porti per dare una bella impressione. Meglio essere se stessi o mantenersi ligi alla forma? Puntare sui titoli accademici o sulle esperienze maturate? E se sei al tuo primo colloquio, come  tenere testa agli esaminatori senza peccare di presunzione? Se ti riconosci in almeno uno di questi dubbi “amletici”, continua a seguirci per evitare di arrivare sprovveduto al tuo prossimo colloquio di lavoro. Non è infatti sufficiente avere un buon curriculum alle spalle per fare breccia sui selezionatori. Il primo obiettivo è trasmettere una sensazione di affidabilità a delle persone che non si è mai visto prima e per di più in tempi record. E inoltre, fare in modo che, tra tanti aspiranti allo stesso posto di lavoro, la scelta cada proprio su di te. Su cosa punti? Simpatia o empatia? Selfcontrol o spontaneità? Madrelingua o termini stranieri ad effetto? E ancora, esistono dei dress-code da colloquio di lavoro? Insomma c’è una rosa di domande da passare in rassegna che possono far mettere l’anima in pace, anche in caso di domande trabocchetto? Noi pensiamo proprio di sì. In questo articolo troverai maggiori informazioni su colloquio di lavoro: linee guida e consigli pratici da seguire. Non mollare dunque proprio ora, dedicaci ancora qualche minuto del tuo prezioso tempo e in bocca al lupo!

Primo step: come iniziare la presentazione?

Dinnanzi ad una domanda amplia come questa, cerca di farne buon uso e trasformala in un’opportunità per mettere in risalto i punti di forza della tua formazione e delle esperienze maturate. Meglio se non scendi troppo nel dettaglio però, a meno che non sia il selezionatore a richiedertelo. Quindi in prima battuta, focalizzati sui passaggi sostanziali della tua carriera e attendi che sia l’esaminatore a dirigere il discorso.

Ti sei mai interrogato sui tuoi punti di forza e debolezza?

Se la risposta è no, meglio farlo al più presto, perché questa è una tra le domande forse più gettonate. Fai attenzione, però! Questa risposta svelerà molto di te all’esaminatore. Quindi metti da parte la timidezza, cerca di essere sincero, sufficientemente sicuro di te, ma mai arrogante quando devi parlare dei tuoi punti di forza. Al contrario, nell’esporre le tue debolezze, non sminuirti, ma dimostrati incline a superare i punti critici del momento con una adeguata formazione. Se il tuo problema è ad esempio la non conoscenza di un programma informatico, mostrati disposto ad aggiornarti con un corso ad hoc, magari a tue spese.

Se ti chiedono cosa farebbe di te il candidato ideale, come rispondi?

Questo è il momento di elencare i propri titoli e qualifiche professionali senza però dimenticare le caratteristiche personali più interessanti di te. Ricordati che il selezionatore è interessato a carpire qualcosa di te come persona. Quindi, oltre ad evidenziare qualità apprezzate da tutti come puntualità, spirito di sacrificio e volontà di imparare, aggiungi qualche specificità che ti può dare una marcia in più. Se ad esempio stanno cercando un ruolo per maestra di asilo, potresti segnalare che ti piace scrivere racconti per bambini, che organizzi feste in casa per i tuoi nipoti o che fai volontariato nei campi scuola. Insomma, cerca di far passare il messaggio che sei seriamente interessato alla posizione vacante e che sarebbe tuo desiderio entrare a far parte del team.

Se ti domandano: perché vuoi lasciare il tuo lavoro attuale?

Ecco questa è una domanda ostica, ma se ci pensi bene, puoi convertirla a tuo vantaggio. Potresti infatti sempre sottolineare il motivo per cui vorresti lavorare presso l’azienda per cui ti stai candidando, facendo al contempo presente il tuo desiderio di affrontare una sfida più stimolante, che secondo te, la nuova azienda incarnerebbe alla perfezione. In altre parole, trasmetti il messaggio che la nuova realtà è quella che ti darebbe la possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi. Così eviti di parlare negativamente del tuo attuale posto di lavoro esaltando invece l’azienda presso cui stai sostenendo il colloquio.

L’esaminatore passa alle tue motivazioni, come affronti il discorso?

Per una risposta efficace, qui è meglio fare appello alla propria etica di lavoro, alle tue visioni personali e al tuo concetto di gratificazione, mentre tocca con le pinze i riferimenti al denaro e al prestigio. Va da sé che la retribuzione è uno dei parametri che potrebbero spingerti a cambiare lavoro, se già ne hai uno, o ad attivarti per entrare nel mondo del lavoro, se non sei mai stato occupato prima, ma non dare a vedere che è l’unico motore a guidarti.

Se la domanda verte sullo stipendio che vorresti percepire, cosa dici? 

Tu hai evitato di parlare espressamente di denaro, ma il selezionatore ti spiazza, perché non è lui a dirti lo stipendio che sarebbero disposti a pagare in caso di assunzione, ma rivolge a te la domanda. Che fai? Meglio non arrivare impreparati e accertarsi qualche giorno prima dell’incontro su quali siano gli standard di mercato per le retribuzioni connesse al ruolo per il quale ti candidi. Senza indicare un importo preciso, potresti dichiarare che le tue aspettative sono connesse agli standard medi di mercato, a meno che sia tu ad alzare la posta in gioco, ma questo è consigliabile solo se puoi farti forte delle tue alte qualifiche.

Ti chiedono se ti stai candidando anche presso altre realtà. Che dici?

Senza citare eventuali aziende direttamente concorrenti, fai di questa domanda una leva per volgere il discorso a tuo favore. Lascia che il tuo intervistatore percepisca che sei una persona impegnata e lavoratrice e che hai già affrontato più di un colloquio per altri lavori. Il fatto che una persona sia richiesta, è sempre un punto a favore. Quindi dai ad intendere che ti stai muovendo in un’ottica di miglioramento dei traguardi raggiunti.

Lessico: usare sempre la propria lingua-madre?

Qui può dipendere dal contesto e dal ruolo per il quale ti stai candidando. Se ad esempio stanno cercando un impiegato per l’ufficio estero, usare, cum grano salis, qualche termine straniero di uso più comune, potrebbe essere apprezzato, a condizione che non lo si faccia tanto per fare e che i riferimenti siano corretti, altrimenti si rischia di produrre l’effetto contrario. Cosa diversa è se la mansione non richiede affatto la dimestichezza con le lingue straniere. Valuta bene che l’utilizzo di termini stranieri non crei una distanza tra te e l’esaminatore che magari non mastica affatto alcuna lingua straniera.

Guardaroba: come ti vesti in vista del tuo colloquio?

Prediligi colori sobri e a tinta unita che rilassano e sono più facili da abbinare, mentre evita, se possibile, fantasie, colori appariscenti e accessori particolari. La tua personalità meglio che traspaia dalle competenze, dal tuo modo di porti e di parlare anziché da vistose mise che potrebbero non essere apprezzate dai più. Perché rischiare di fare uno scivolone quando magari, su tutti gli altri passaggi, hai fatto un’ottima impressione?


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