Sanatoria bollo auto

14 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Ottobre 2018



In arrivo nella pace fiscale il condono delle mini cartelle fino a 1000 euro che comprendono anche la tassa automobilistica non pagata. Come funziona?

Gli scaffali di Equitalia, l’ex agenzia di riscossione, sono ancora troppo pieni di cartelle impolverate e, così, il Governo ha deciso di fare un po’ di pulizia nel modo più semplice possibile. E, cioè, strappando le cartelle e buttandole nel contenitore della carta da riciclare. A cominciare dalle più piccole, cioè dalle micro cartelle che contengono vecchi debiti per multe, bollo auto ed imposte locali. Rientra nella pace fiscale, infatti, la sanatoria bollo auto che farà felice gli automobilisti in debito per non avere pagato la tassa di circolazione tra il 2000 ed il 2010. E forse potrà gioire chi non lo ha fatto negli anni successivi, ma su questo il Governo ci sta ancora lavorando.

Significa, quindi, che se hai una cartella esattoriale con un debito per il bollo auto contratto in quel lasso di tempo, non dovrai fare assolutamente nulla: grazie a questa sanatoria l’Agenzia delle Entrate Riscossione prenderà la tua cartella impolverata dallo scaffale impolverato e la butterà via. Il debito sarà saldato senza bisogno di aderire alla rottamazione oppure di pagare una percentuale di ciò che dovevi allo Stato. Non dovrai alzare nemmeno un dito, se non per ordinare al cameriere un bicchiere di spumante e due tartine per festeggiare.

Bollo auto: a chi è dovuto?

Ricordiamo che il bollo auto è un tributo nazionale da pagare alla Regione di residenza per il solo fatto di possedere un veicolo. Non è necessario, dunque, utilizzarlo per pagare il bollo ma semplicemente averlo acquistato. La tassa, infatti, va versata anche se tieni sempre l’auto in garage.

L’importo del bollo auto varia a seconda della potenza del veicolo, alla classe ambientale e alla tariffa in atto nella Regione di residenza. Anche se in futuro ci sarà l’abolizione del bollo così come oggi lo conosciamo ed entrerà in vigore il bollo unico europeo che verrà calcolato in base ai chilometri percorsi.

Bollo auto: che succede oggi se non si paga?

La scadenza del bollo auto la stabilisce la Regione in cui risiede il proprietario del mezzo. Il pagamento deve essere fatto entro l’ultimo giorno del mese successivo alla data indicata nel tagliando. Quindi, se il bollo ti scade il 31 marzo, dovrai pagarlo entro il 30 aprile. Ti daranno una ricevuta di pagamento che dovrai conservare per 5 anni ma che non dovrai più esporre come una volta sul vetro dell’auto. Perché è importante conservare la ricevuta? Perché l’Aci potrebbe, ad esempio, contestare il fatto che non hai pagato il bollo e toccherà a te provare di avere versato la tassa automobilistica. L’unico modo che hai per dimostrarlo è, appunto, far vedere la ricevuta del pagamento.

Oggi, se viene accertato il mancato pagamento del bollo auto per tre anni consecutivi il Pra cancella il veicolo entro 30 giorni dal registro automobilistico, mentre la Motorizzazione civile attiva le forze dell’ordine per il ritiro della targa e della carta di circolazione. Se si vuole rimettere in moto il veicolo, occorre pagare quanto dovuto con tanto di sanzioni ed interessi. Se il mancato pagamento interessa un breve periodo, puoi risolvere il problema attraverso un ravvedimento operoso, cioè con una sorta di mini condono sulla sanzione.

Bollo auto: la vecchia sanatoria

Recentemente era stato possibile usufruire di una sanatoria bollo auto che consentiva di risparmiare una parte del debito ma non di cancellare del tutto la cartella relativa alla tassa automobilistica, come succederà con quelle inviate dal 2000 al 2010 se la Legge di Bilancio (e quindi anche la pace fiscale) vedranno la luce entro la fine dell’anno.

Come abbiamo già avuto modo di spiegare a suo tempo, Equitalia aveva dato la possibilità di sanare nel 2017 tutte le somme dovute per il bollo auto fino alla fine del 2016. In questa sanatoria erano compresi gli importi contenuti nelle ingiunzioni di pagamento emesse da enti locali che non si erano rivolti alle società di riscossione (come Equitalia, appunto, oggi Agenzia delle Entrate Riscossione).

L’agevolazione consisteva nello stralcio di sanzioni ed interessi. L’automobilista, però, doveva pagare la sorte capitale, gli interessi dell’agente della riscossione, l’aggio sulle somme da versare ed il costo della notifica della cartella di pagamento.

Bollo auto: la nuova sanatoria

Ora, invece, sta per arrivare la sanatoria bollo auto. Tuttavia, sarà meglio che tu controlli se quella cartella che avevi ricevuto da Equitalia (tra il 2000 ed il 2010 era quello l’Ente di riscossione) era stata spedita proprio per il bollo auto non pagato. Verifica all’interno, nell’elenco delle causali e degli importi dovuti, la data di iscrizione a ruolo. Affinché la cartella rientri nella sanatoria bollo auto, la data deve essere compresa, appunto, tra il 2000 ed il 2010. Se è così, puoi stare tranquillo e decidere se tenere la cartella come souvenir o cestinarla: l’Ente di riscossione la cancellerà automaticamente nel momento in cui (e non prima) verrà approvata la Legge di Bilancio 2018.

Forse è meglio che tu conservi ancora la cartella per qualche settimana. Che la manovra venga approvata è un dato di fatto per chi siede sulle poltrone del Governo ma non lo è per l’Europa, per il Fondo Monetario internazionale e nemmeno per la Banca Centrale Europea presieduta dall’italiano Mario Draghi, ostili ai conti fatti da Palazzo Chigi. Questa battaglia istituzionale che vede schierati «tre contro uno» non ha ancora un vincitore. Non è detto, dunque, che da qui alla fine dell’anno la sanatoria bollo auto veda la luce.

Questo provvedimento si inserisce nel piano di pace fiscale del Governo, che inizierà – se Dio e le istituzioni internazionali vogliono – dallo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro. In questo ambito, appunto, trova posto la sanatoria bollo auto, così come la cancellazione automatica di multe e tributi locali (Tari e Tasi, ad esempio) che si sono accumulati tra il 2000 ed il 2010, con la possibilità di andare oltre questa data e, quindi, di ampliare notevolmente la platea dei beneficiari.



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