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Doveri del cane e del suo padrone

8 novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 novembre 2018



Hai un cane e lo conduci con te sulla via pubblica, nei giardinetti, sugli autobus. Lo fai giocare anche con i bambini. Ma non sai bene quali siano i tuoi doveri come padrone. Ecco le regole che devi conoscere.

Hai mai acquistato un gioco di società ed organizzato una festa con gli amici per farvi  delle partite senza aver letto le istruzioni? Oppure, ti è mai capitato di avere una autovettura e di averla condotta sulla via pubblica senza essere in possesso della patente? Sarebbe, in parole semplici, come effettuare una operazione chirurgica su di un paziente senza aver mai fatto tirocinio, ad esempio, a fianco di un chirurgo oppure senza aver conseguito la laurea in medicina. Ed ancora: può mai pensare una madre di andare a partorire senza l’aiuto di una ostetrica o di una ginecologa se non esponendo se stessa e la sua creatura al rischio di perdere la vita? E così: puoi mai tu pensare di assumerti la responsabilità di un essere vivente che prova gioia e dolore, paura ed amore, e che è capace di sferrare un attacco agli altri, senza conoscere le regole per condurlo nella società? Bene, se la tua risposta è “sì”, sappi che sei uno sprovveduto, un folle o, semplicemente, un criminale. Se la tua risposta è un saggio (e prevedibile) “no”: ottimo direi, adesso puoi capire perché non puoi avere una potenziale “arma” tra le mani, senza conoscere prima le procedure di sicurezza o avere la “abilitazione” per portarla in mezzo agli altri. Il cane, anche quello che ha la taglia miniaturizzata, è pur sempre un animale ed un essere senziente. Come animale, se non educato a convivere nella società, può risultare una arma nelle tue mani e diventare un pericolo per se stesso oltre che per gli altri. Ecco perché, ad esempio, un cane non va lasciato incustodito od in mano a dei bambini. Come essere senziente, non può essere trattato come un passatempo ma va conosciuto e rispettato. La responsabilità è il perno su cui si mantiene la attuale società ed è su questo stesso principio che si poggia la scelta di avere con sè un cane. Ecco perché è importante che tu sia preparato sui doveri del cane e del suo padrone.

I doveri del cane 

Questo sarà il capitolo della trattazione più elementare in assoluto, considerato che, il dovere del cane è, tendenzialmente uno. Cioè, quello di essere un quadrupede peloso, naturalmente proteso a leccare chiunque gli capiti a tiro, portato a difendere il proprio territorio, che facilmente si affezionerà alla sua famiglia bipede, che abbaierà e scondinzolerà e ti salterà addosso, anche senza un motivo specifico. E che, prima di ogni altra cosa, dovrà imparare ad andare in bagno… fuori di casa. Adempiuto a ciò, il cane è rimasto fedele ai propri doveri: il suo bello è che è un animale e che non tradirà mai la sua natura di fedele compagno dell’uomo. Di amico sincero, anche nei momenti in cui sarai abbandonato da tutti. Di devoto familiare che ti attenderà a casa per tutto il giorno, beandosi del semplice tuo arrivo e delle tue carezze. E poi: qualche croccantino, quattro carezze, una oretta di giochi con lui, e lo avrai reso l’essere più felice su questa terra. L’innocenza è privilegio di pochi.

I doveri del padrone del cane

Ecco, questo è vero cuore del problema. I doveri del padrone del cane, ed il relativo adempimento, dipendono dalla conoscenza, dalla responsabilità e dal senso civico dell’uomo. Che talvolta, purtroppo (perché chi scrive è un essere umano), è quasi una contraddizione in termini.

Se volessimo creare una suddivisione tra questi obblighi, potremmo così schematizzarla:

  • i doveri del padrone del cane a tutela dell’animale, come la sua identificazione mediante il microchip, l’iscrizione alla anagrafe canina o la denuncia in caso di smarrimento;
  • i doveri del padrone del cane a tutela dei terzi, come l’educazione del cane, l’utilizzo di guinzaglio (e solo ove prescritto di museruola), la raccolta delle feci e così via continuando.

E benché si parli di “doveri”, si badi bene, non esistono vincoli più semplici da rispettare di quelli che riguardano la proprietà di un cane. Perché sì: la prima cosa che dobbiamo precisare, dal punto di vista giuridico, è che il cane è “una proprietà” dell’uomo e come tale proprietà viene tutelato.

Iscrizione alla anagrafe canina e microchip

Non meravigliarti di sapere che, in verità, l’obbligo [1] di iscrizione degli animali in anagrafe, territoriale e regionale, riguarda non solo i cani ma anche i gatti ed i furetti. Nello specifico, la registrazione del cane si effettua presso l’ASL – Servizio Veterinario del luogo dove risiedi col tuo amico peloso, entro il termine di tre mesi dalla sua nascita o dalla data di acquisto od adozione. Al cane, in quella occasione, verrà applicato un microchip sottocutaneo che contiene un codice alfanumerico adatto ad “identificarlo”, con nome, razza, segni particolari, ricollegandolo, altresì, al proprio padrone, di cui saranno conosciuti nome, cognome, recapiti di residenza e varie altre informazioni. In verità, devi sapere che puoi scegliere se far installare il microchip presso l’ufficio veterinario dell’ASL (dove pagherai tra gli € 20,00 e gli € 30,00) oppure dal veterinario di tua fiducia (che ti chiederà comunque un compenso oltre al costo del microchip). Questa iscrizione, in pratica, permette al tuo cane di avere il suo codice fiscale ed alla pubblica amministrazione di sapere chi è “suo padre” o “sua madre”.

Tutto ciò che riguarda l’animale, poi, dovrà essere comunicato all’anagrafe canina entro 15 giorni dalla verificazione dell’evento: ad esempio, l’eventuale smarrimento, la sua morte, il passaggio di proprietà (da evitare, perché il cane è un “essere” non un “oggetto”), il cambio di residenza del padrone e del cane stesso ecc. La mancata iscrizione all’anagrafe canina regionale o la omessa denuncia della sua morte o del trasferimento di proprietà, come altre violazioni in materia, comporta una sanzione che va da € 78,00 ad  233,00. Mentre, la mancata applicazione del microchip entro i famosi 90 giorni prevede l’applicazione di una multa che va da € 104,00 ad € 259,00.

Vaccinazioni, cure e pulizia del cane

In verità, la legge italiana nulla prescrive in ordine alla obbligatorietà dei vaccini ai cani. Ma è evidente che se ami il tuo animale o, quanto meno, non vuoi renderti responsabile di potenziali insorgenze di patologie nel tuo cane o in danno di altre persone (te compreso), provvederai ad immunizzarlo. In linea generale, il vaccino del cane va fatto nelle prime settimane di vita del cucciolo (preferibilmente quando il cane ha circa due mesi di età) per poi procedere periodicamente a pochi richiami. Il “richiamo” altro non è se non una percentuale di vaccino che viene iniettato al cane in diversi momenti (a distanza di poco meno di un mese o giù di lì) e con dosi prestabilite.

I vaccini che non debbono mancare al tuo cane sono quelli contro:

  • la parvovirosi, che è una malattia che può arrivare ad uccidere il cane;
  • l’epatite infettiva, che provoca infezioni respiratorie;
  • il cimurro, anche essa malattia fatale in alcuni casi, capace di colpire cervello, polmoni ed intestino del nostro cane.

Va da sé che igiene del cane, pulizia degli spazi in cui vive, esercizio fisico quotidiano (la famosa “passeggiata”), messa a sua disposizione di cibo e di acqua sempre fresca e pulita (dunque, non stagnante, soprattutto d’estate fa attenzione a cambiarla ogni giorno e che non ne rimanga sprovvisto) sono regole altrettanto importanti per il benessere del tuo cane e tuoi doveri. Potendosi profilare, in caso contrario e nelle ipotesi peggiori, il reato di maltrattamento.

Denuncia in caso di smarrimento

Se per mille ragioni, sperando che mai ti accada, hai smarrito il tuo beniamino la prima cosa da fare è di denunciare lo smarrimento del cane presso l’ufficio veterinario dell’ASL, le forze dell’ordine e, ove volessi, anche l’Ufficio Tutela Animali del Comune dove vivi, ricordandoti di indicare il numero del microchip e le caratteristiche del tuo animale. Dopo aver adempiuto a questo principale dovere, potrai eseguire tutte le altre cautele per velocizzare le operazioni di ritrovamento e recupero, come:

  • fare mente locale per comprendere dove, quando e come si sia smarrito il cane;
  • creare dei piccoli gruppi di ricerca;
  • stampare dei volantini da esporre nei luogo della possibile scomparsa;
  • creare delle inserzioni del tipo “chi l’ha visto” sui siti on line che si occupano di smarrimenti e ritrovamenti;
  • iniziare a cercare tu stesso il cane, gridando il suo nome.

Prevenzione del randagismo

Iscrivendo il tuo cane presso l’anagrafe territoriale e regionale, già hai fatto il primo passo contro il randagismo. Ma il tuo dovere di padrone di cane non finisce qui: se hai un cane maschio non lasciarlo libero per la monta di cani femmina randagie. Non è cosa civile, è invece un comportamento irresponsabile ed egoista. Perché tu non sarai lì ad accudire la cagnolina quando partorirà né ti preoccuperai che i cuccioli siano adottati piuttosto che impedire che finiscano nelle mani di gentaglia o che terminino la loro esistenza soffrendo dopo essere stati investiti da una autovettura.

Se hai un cane maschio devi assumerti le tue responsabilità: cerca la padrona di un cane femmina, concordate l’accoppiamento, ricordandoti che in linea generale al padrone del maschio va il primo cucciolo mentre gli altri rimangono alla padrona della femmina (salvo accordi contrari) e, soprattutto, cura personalmente e con coscienza la adozione dei cuccioli. Diversamente, non vuoi avere tutti questi problemi? Bene, è possibile. Vasectomizza il tuo cane maschio ma non permetterti di far ingravidare delle povere, e già vittime della società umana, cagnoline randagie, lavandoti le mani. Che resteranno sempre sporche. Anzi, sporchissime. Di inciviltà.

Utilizzo di guinzaglio e museruola

Nella generalità dei casi la legge stabilisce che nei luoghi pubblici (il giardino pubblico, la strada, un parco, una piazza, un bosco) ed in quelli aperti al pubblico i cani devono essere tenuti al guinzaglio oppure, nel caso ne siano privi, devono avere la museruola. Invece, nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto (bus, metro) il cane deve essere condotto sia con la museruola che al guinzaglio. Quest’ultimo, poi, normalmente non dovrebbe essere più lungo di 1,5 metri. La violazione di queste norme comportano l’applicazione di una salata multa. Unica eccezione è per i cani guida dei ciechi che possono entrare ovunque.

Obbligo di educare il cane

Secondo le statistiche, oltre il 70% dei disturbi comportamentali di Fido dipendono, da un lato, dalla assente o carente educazione impartitagli dal padrone e, dall’altro, dal fatto che i cuccioli sono malamente allevati, ad esempio, lasciandoli adottare da terzi prima del 60° giorno di vita (due mesi di età). Quindi, l’educazione del cane è fondamentale. Ma non puoi educare il cane se tu stesso non sai… cosa sia importante insegnargli, a parte il non fare la pipì (ed altro) in casa, il non mordere qualunque cosa trovi sulla sua traiettoria e il non abbaiare in continuazione. È importante, ad esempio, soprattutto se hai un cane di grossa taglia, insegnargli a lasciarti qualunque oggetto abbia in bocca, alla tua semplice richiesta. Fosse anche l’adorato osso che sta divorando.

È importante, ancora, che sappia fermarsi, anche quando sta partendo al’attacco perché ha intravisto un pericolo per te, non appena tu proferisci il suo nome. È importante, ancora, imparare a prevenire le azioni del tuo cane, solo osservando i suoi occhi e gli atteggiamenti del suo corpo: se alza il pelo, se alza le orecchie, se fissa con attenzione qualcuno o qualcosa e così via dicendo. Dovrai imparare tu a capire il modo con cui lui “ti parla”; e lui ad obbedire ai tuoi comandi. Non perché è un militare od uno schiavo: ma perché tu, che se l’uomo che vive nella società degli uomini, saprai calibrare l’eccessiva ansia del tuo cane di difenderti, a seconda delle situazioni. Ecco, fare tutto ciò, non è un problema perché basta confrontarsi col proprio veterinario (qualcuno di competente, sia chiaro) per ricevere le migliori direttive su cosa insegnare al cane e sulle modalità per farlo.

Ricordo come se fosse ieri quando in casa arrivò il mio primo cane: un semplice rottweiller. Ebbene, non avevo esperienza eppure la mia Aicha risultò una dei rott più educati ed equilibrati e sicuri della mia città. Non mi improvvisai esperta: per qualunque dubbio o consiglio contattavo il veterinario e seguivo le sue direttive. La passione e l’affetto (e la ripetizione dei “comandi” sino all’inverosimile) fecero il resto: e fu per tutta la sua vita che vissi di rendita, grazie a quei primi mesi di educazione quotidiana.

Raccogliere le feci del cane

Questo è uno dei comportamenti più civili che ogni padrone deve avere. Intanto, quando si ha il cane con sé, si esce sempre con qualche bustina di plastica (anche quelle del supermercato) per raccoglierne le deiezioni e, quando la situazione lo richiede, anche con una bottiglietta di acqua per buttarne un po’, nell’ipotesi in cui il tuo cane maschio –ad esempio- faccia la pipì sul marmo di un condominio o su di una bella statua nel parco pubblico. Però non basta questo: ecco, la teoria insegna che… dovresti usarli! Quindi, raccogli le feci del tuo cane (stia bene di stomaco o meno, ti tocca!) e buttale nel primo cestino dei rifiuti.

Se non ti preoccupi di raccogliere le feci del cane lo fai rischiando una bella sanzione, il cui ammontare dipende dalle ordinanze comunali e che, in ogni caso, non è inferiore agli € 50,00. E come diceva qualche tempo fa un famoso attore, sottolineando quanta poca fatica richiedono alcune azioni, anche qui, “Basta poco, che ce vo’?”.

note

[1] Legge Quadro n. 281/1991.


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