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Il certificato anagrafico

14 Ottobre 2018


Il certificato anagrafico

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Ottobre 2018



Certificato anagrafico: come richiederlo; ufficio competente; spese e costi da sostenere; a cosa serve e quali informazioni contiene.

Il certificato anagrafico è un documento che attesta una serie di informazioni attinenti allo status o all’anagrafica di un cittadino; nello specifico: anagrafico di nascita, stato di famiglia, cittadinanza, stato civile, residenza.

I rapporti con la pubblica amministrazione e con gli uffici pubblici sono spesso fonte di preoccupazione, annose attese o, in generale, di profonda confusione. Ufficio preposto al rilascio del certificato anagrafico, e dei relativi estratti, è l’ufficio anagrafe del Comune.
Scoprirai in maniera chiara e specifica quali passi compiere per ottenere il certificato. Inoltre, conoscerai il suo valore e quali fatti sarà idoneo ad accertare.
Analizzeremo, inoltre, l’ulteriore aspetto giuridico relativo alla compatibilità tra accesso alle informazioni anagrafiche e tutela della privacy.

Come richiedere ed ottenere il rilascio del Certificato Anagrafico?

La procedura che dovrai seguire per ottenere il certificato prevede la possibilità di utilizzare più canali, in maniera distinta ed alternativa, secondo la tua preferenza. Il metodo tradizionale consiste nello recarsi fisicamente allo sportello dell’ufficio anagrafe del Comune di residenza. Una volta pagati marca da bollo ed oneri, questo verrà rilasciato a vista.

Il sistema di comunicazione informatizzata con la Pubblica Amministrazione ed i processi di semplificazione dei rapporti col cittadino, permettono di richiedere la certificazione anche per mezzo pec (posta elettronica certificata).

Alcuni Comuni hanno predisposto un portale per effettuare la richiesta online. In questo caso, il certificato verrà recapitato a domicilio in due o tre giorni lavorativi.

Nel caso in cui, il Comune debba effettuare indagini particolari ed approfondite (per esempio individuare la residenza ad una data molto risalente nel tempo), i tempi di rilascio sono più lunghi, ma non possono superare i novanta giorni dal momento in cui hai affettuato la richiesta.

Quanto costa il rilascio del Certificato Anagrafico?

Semplificando, al fine di ottenere il certificato anagrafico basta pagare.
Nello specifico, le spese da affrontare consistono in marche da bollo (pari a 16,52€) ed oneri comunali. In astratto, è sufficiente il pagamento della sola marca, tuttavia gli oneri risultano essere una modalità, permessa dalla legge, utilizzata dai singoli Comuni per fare cassa.
Tutto ciò considerato, il costo che potresti trovarti a pagare per ottenere il rilascio del certificato anagrafico è variabile da Comune a Comune.

In certi casi, il cittadino è sollevato dal pagamento, sia della marca da bollo che degli oneri comunali e potrai ottenere il rilascio del certificato anagrafico pagando solo 0,26€. Il documento si dirà emesso su carta semplice.

Si tratta delle situazioni in cui il certificato anagrafico serva ad ottenere prestazioni sociali, presentare documenti o avanzare richieste attinenti ai minori appartenenti al proprio nucleo familiare o richiedere lo scioglimenro degli effetti civili proprio matrimonio. La delicatezza dei motivi per cui si chiede il certificato, ha portato il legislatore ad approvare questo trattamento di maggior favore.

Insomma, se devi presentare una delle seguenti pratiche, il rilascio del certificato anagrafico costerà il pagamento nei confronti del Comune di soli ventisei centesimi:

  1. Pratiche sociali: inserimento nelle liste di collocamento, ottenimento di pensioni, assegni familiari, indennità, pratiche INPS, partecipazione a concorsi pubblici.
  2. Minori: adozione, affidamento, frequenza scolastica, borse di studio, scontistiche sulle tasse scolastiche
  3. Rapporto matrimoniale: separazione, divorzio.

Chi può richiedere il certificato anagrafico?

Il certificato anagrafico può essere richiesto da chiunque, quindi anche da soggetti diversi rispetto alla persona fisica su cui si chiedono informazioni. È necessario, oltre al pagamento di marche ed oneri, essere a conoscenza dei dati anagrafici del soggetto cui la certificazione si riferisce (nome, cognome, data di nascita).
Il richiedente deve qualificarsi presentando o allegando alla richiesta un documento d’identità in corso di validità.

I documenti possono essere rilasciati soltanto ad uso privato, la legge fissa infatti il divieto per le pubbliche amministrazioni di fornire certificazioni volti ad accertare fatti di fronte ad altre amministrazioni pubbliche [1].

Validità del certificato anagrafico

La durata della validità del certificato anagrafico è di sei mesi, calcolati dalla data di rilascio. È tuttavia possibile estenderne la validità attraverso modalità paragonabili, anche negli effetti, all’autocertificazione. Ciò avviene quando l’intestatario dichiari che i dati contenuti dal certificato non siano, nel frattempo, cambiati. Il tutto apponendo la firma in calce al documento.

Quanti tipi di certificato anagrafico esistono?

A seconda del contenuto del certificato e delle informazioni contenute, possiamo operare una classificazione dei certificati.

Distinguiamo a tal proposito tra: certificato di nascita, certificato di esistenza in vita, cittadinanza, residenza, di stato libero, di matrimonio, di stato di famiglia, di morte, storico di residenza, storico stato di famiglia, di morte ed infine cumulativo o contestuale.

Certificato di nascita

Contiene tutte le informazioni relative all’evento nascita dell’intestatario. Nello specifico, nome, cognome, luogo, data ed ora di nascita.

Certificato di esistenza in vita

Tale certificato attesta un fatto naturalistico, cioè l’esistenza in vita dell’intestatario e che non sia, di converso, intervenuto il decesso.

Certificato di cittadinanza

Permette di conoscere la cittadinanza dell’intestatario.

Certificato di residenza

Contiene le informazioni relative alla residenza conosciuta dell’intestatario e si estrinseca nell’indirizzo completo di residenza.

Certificato di stato libero

Attesta lo stato civile libero dell’intestatario. Di conseguenza o che il soggetto non si sia mai sposato (celibato, nubilato) o che sia intervenuta una causa di scioglimento degli effetti civili del matrimonio (divorzio, vedovanza).

Certificato di matrimonio

Contiene le informazioni relative al matrimonio, indicando luogo, data, ora del matrimonio, nome e cognome dei coniugi.
Su richiesta, può contenere altre informazioni: intervenuto divorzio, regime patrimoniale scelto e via discorrendo.

Certificato di stato di famiglia

Contiene le informazioni relative ai membri di un certo nucleo familiare.

Certificato di morte

Riporta nome e cognome del defunto, oltre a data, ora e luogo del decesso. In certi casi può contenerne anche la causa.

Certificato storico di residenza

Indica la residenza dell’intestatario ad una determinata data, indicata dal richiedente.

Certificato storico stato di famiglia

Riporta la composizione e la consistenza del nucleo familiare ad una specifica data, anche in questo caso indicata dal richiedente.

Certificato anagrafico contestuale o cumulativo

Lo stesso nome ci aiuta a comprendere la portata e le informazioni contenute da tale documento. È contestuale o cumulativo proprio perchè attesta, nello stesso momento, le informazioni che in linea di principio dovrebbero essere contenute in più certificati.
Nello specifico indica: dati di nascita, esistenza in vita, cittadinanza, stato civile, matrimonio, stato di famiglia, iscrizione nelle liste elettorali.

Compatibilità della disciplina dell’accesso agli atti e delle tutela della privacy

Il dibattito giuridico degli ultimi anni si è interrogato sulla compatibilità della normativa sulla tutela della privacy [2] e l’accesso ai dati anagrafici, espressione del più generale diritto all’accesso agli atti amministrativi [3].

Anzi, possiamo sostenere che la richiesta di atti anagrafici rappresenti la categoria più importante di richieste di accesso agli atti.

Il sistema della conoscibilità dei dati anagrafici prevede che questi siano rilasciabili a chiunque ne faccia richiesta, legittimando così ai terzi la possibilità di accedervi [4].
La normativa disciplina anche la consultazione dei dati anagrafici. In particolare, questi possono essere consultati solo dai dipendenti dell’Ufficio Anagrafe del Comune. Unica eccezione sono i soggetti autorizzati dall’autorità giudiziaria, con provvedimento espresso [5].
Il sistema risulta essere, perciò, compatibile a pieno con le norme a tutela della privacy, non contenendo, i dati anagrafici, informazioni che riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche o ancora le loro condizioni di salute, comunicazioni epistolari, vita professionale, stato patrimoniale ed economico [6].

note

[1] Legge n. 183/2011
[2] Legge n. 675/1996
[3] Legge n. 241/1990
[4] Articolo 33 D.P.R. n. 223/1989
[5] Articolo 37 D.P.R. n. 223/1989
[6] Articolo 27 Legge n. 675/1996


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