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Chi chiede la prescrizione?

28 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 ottobre 2018



Chi eccepisce la prescrizione? Come funziona? C’è distinzione tra prescrizione penale e prescrizione civile?

Nel mondo giuridico la prescrizione rappresenta una vicenda decisiva: una volta maturata, infatti, la situazione giuridica coinvolta si estingue, cioè diventa irrilevante per il diritto. Come saprai, la prescrizione è una causa di estinzione: nel diritto civile, essa estingue i diritti, salvo quelli che la legge qualifica come indisponibili o che espressamente sottrae alla prescrizione; nel diritto penale, invece, estingue i reati, salvo quelli per i quali è prevista la pena massima, cioè l’ergastolo. Classico diritto imprescrittibile, ad esempio, è la proprietà, la quale può rimanere inutilizzata per decenni senza che il titolare la perda: ad esempio, se hai un’abitazione in montagna che non usi mai, non dovrai avere timore che, se resti disabitata, cada in prescrizione. La prescrizione, però, funziona diversamente a seconda che riguardi il diritto civile o quello penale: in entrambi i casi, essa è legata al trascorrere del tempo, ma la legge prevede un meccanismo diverso sia per il calcolo che per il modo in cui essa funziona in giudizio. Se quanto ti ho detto finora ti interessa, allora ti invito a proseguire nella lettura: ti dirò come funziona e chi chiede la prescrizione.

Come funziona la prescrizione civile?

Prima di vedere chi chiede la prescrizione, voglio un istante spiegarti come funziona. La prescrizione estingue il reato decorso un determinato lasso di tempo; per il diritto civile, la prescrizione ordinaria è di dieci anni [1] che cominciano dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere [2]. Presupposto fondamentale è che, per tutto il tempo previsto affinché maturi la prescrizione, il titolare del diritto non faccia nulla per esercitarlo. Esempio: se hai prestato dei soldi a un tuo amico e dopo undici anni ti fai vivo per chiedergli la restituzione, non ti spetterà più nulla perché il tuo diritto nel frattempo è andato prescritto. Se, al contrario, pur non avendo ricevuto i soldi hai tentato di riaverli, ad esempio scrivendo al tuo “amico” di restituirteli, allora il tuo diritto non si è prescritto, perché la lettera che gli hai inviato è sufficiente a far cominciare da capo i dieci anni necessari affinché maturi la prescrizione.

Come funziona la prescrizione penale?

Nel diritto penale, invece, la prescrizione comincia a decorrere automaticamente dal giorno in cui il crimine è stato commesso, a prescindere dal fatto che un procedimento sia stato intrapreso nei confronti del reo. La prescrizione penale estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo mai inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, anche se puniti con la sola pena pecuniaria [3].

In poche parole, per capire quando un reato si prescriverà, sarà necessario far riferimento alla pena massima prevista dalla legge per il reato stesso. Ti faccio un esempio: il peculato è punito con la pena da quattro a dieci anni e mezzo di reclusione: questo vuol dire che il delitto di peculato si prescriverà decorsi dieci anni e mezzo dal fatto. La concussione, invece, è punita con la reclusione da sei a dodici anni: si prescriverà, quindi, in dodici anni.

I delitti che sono puniti con una pena inferiore ai sei anni, invece, si prescriveranno sempre in sei anni: è questa la soglia minima posta dalla legge. Così, ad esempio, il furto semplice, pur essendo punito al massimo con tre anni di reclusione, si prescriverà comunque in sei anni. Per le contravvenzioni, invece, il termine di prescrizione non è mai inferiore a quattro anni.

Prescrizione civile: chi la chiede?

Vediamo ora chi chiede la prescrizione; come anticipato, dovremo distinguere a seconda che si tratti di prescrizione civile o penale. Nella prima ipotesi, la prescrizione di un diritto deve essere espressamente eccepita dalla parte che ha interesse a farla valere, non potendo il giudice rilevarla d’ufficio. Esempio: se un tuo vecchio creditore ti cita in tribunale per chiederti il denaro che tanti anni prima ti aveva prestato, per far valere la prescrizione del credito dovrai eccepirla tu stesso, cioè dovrai dire al giudice, negli scritti difensivi, che il diritto azionato da controparte è oramai spirato, cioè prescritto. Quindi, in una causa civile, la prescrizione è chiesta direttamente dalla parte che vuole neutralizzare l’altrui pretesa.

Prescrizione penale: chi la chiede?

Diversamente accade nel processo penale: qui, poiché la prescrizione è posta a tutela dell’imputato, il quale non può rimanere tale a vita, chiunque è abilitato a chiederla, potendo anche il giudice rilevarla e dichiararla d’ufficio. Anzi, è un preciso dovere del magistrato, una volta accortosi dell’intervenuta prescrizione, dichiararla immediatamente con sentenza, ponendo fine al processo.

Nel processo penale, quindi, la prescrizione può essere chiesta da qualunque parte, e cioè non solo dall’imputato (che è l’unico ad averne un diretto interesse) ma anche dal pubblico ministero e perfino dal giudice stesso.

note

[1] Art. 2934 cod. civ.

[2] Art. 2935 cod. civ.

[3] Art. 157 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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