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Come si apre una Partita Iva: costi, regimi, procedure

5 aprile 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 5 aprile 2018



La guida su come aprire la propria attività professionale: dai costi, al fisco, ai regimi disponibili. 

Aprire una Partita Iva è un’operazione nel complesso semplice e che può dare un nuovo inizio alla vostra attività lavorativa. In questa guida ci occuperemo dell’apertura della partita Iva, come fare, quanto costa e i profili fiscali dei regimi oggi disponibili.

Come aprire una Partita Iva?

Iniziamo col dire che la partita Iva è un codice formato da 11 caratteri numerici il cui calcolo avviene tramite appositi algoritmi. Aprire una Partita Iva è molto semplice. La partita Iva si apre entro 30 giorni dall’inizio dell’attività richiedendola all’Agenzia delle entrate che la rilascia immediatamente (quindi non ci sono tempi di attesa).  Essa può essere attivata da una società o da persone fisiche quali professionisti iscritti o meno ad un albo, artigiani, commercianti, rappresentanti di commercio.

Al momento dell’apertura della partita Iva bisogna scegliere il codice Ateco dell’attività che si intende svolgere. In caso di variazione dell’attività svolta si dovrà procedere, di conseguenza, con la comunicazione del nuovo codice identificativo dell’attività.

Bisogna, poi, distinguere a seconda che l’attività sia di tipo libero professionale ovvero sia necessaria l’apertura di una ditta. La differenza è di non poco conto atteso che variano gli adempimenti da espletare. Vediamo dunque quali sono le differenze, in termini di avvio attività, tra liberi professionisti e ditte individuali.

Partita Iva: i liberi professionisti

I liberi professionisti, al momento dell’apertura della partita Iva, devono provvedere a presentare il modello di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, denominato modello AA9, ed iscriversi alla Gestione Separata Inps, a meno che non vadano a svolgere una professione con previdenza indipendente, come può essere la Cassa Forense per gli avvocati ecc.

Bisognerà dunque compilare un apposito modello, consegnarlo direttamente all’Agenzia delle Entrate e iscriversi all’Inps.

Quanto costa aprire una Partita Iva?

Quanto costa aprire una partita Iva è una delle domande più frequenti che spesso ci si pone perché quando si inizia una nuova attività da zero è bene pianificare punto per punto quali sono le spese da sostenere, per evitare di incorrere in cattive sorprese.

In proposito è da dire che l’apertura di una Partita Iva è del tutto gratuita, quantomeno con riferimento agli obblighi nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. Tuttavia, bisogna tenere presente che il professionista (generalmente un commercialista) a cui ci si rivolge per effettuare l’operazione di apertura ha diritto ad un compenso. Poi, però, dall’apertura della Partita Iva deriva anche il costo per l’eventuale iscrizione alla Camera di commercio (non necessaria per le Partite Iva individuali, ma necessaria per ditte individuali e società), il cui importo varia da 80 a 120 euro l’anno.

Sono, poi, da considerare i costi derivanti dalle consulenze fornite dal commercialista (un costo che si aggira tra 800 e 1200 euro l’anno e che varia anche in ragione della complessità delle operazioni da effettuare) e i contributi Inps o della cassa di previdenza corrispondente alla propria attività professionale.

A quanto detto si aggiunga anche che mentre l’Inps non ha un minimo di contributi annuali da versare poiché essi sono direttamente proporzionali rispetto ai guadagni, nelle casse di previdenza professionale è spesso fissato un contributo annuale minimo che rischia di generare in capo al professionista costi rilevanti anche in assenza di fatturato.

Partita Iva: regime forfettario o ordinario?

In sede di apertura della partita Iva bisogna anche scegliere il tipo di regime fiscale più adatto all’attività che si intende intraprendere. Attualmente sono previsti due regimi: il forfettario, ex regime dei minimi, introdotto nel 2016 e quello a contabilità ordinaria. Per aderire al regime forfettario bisogna essere in possesso di alcuni requisiti stabiliti dalla legge (che non sono vincolati ad una specifica età anagrafica, come invece stabilito per l’ex regime dei minimi, abolito con la Legge di Stabilità 2016).

Per poter aderire al regime forfettario è necessario il ricorrere dei seguenti requisiti:

  • non conseguire ricavi o compensi superiori a quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2016, sulla base del proprio codice Ateco;
  • non aver sostenuto spese per collaboratori superiori ai 5mila euro lordi;
  • non superare 20mila euro lordi di costi per ammortamento di beni strumentali.

Il regime forfettario prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva Irpef e Iva al 5% per i primi 5 anni, che passa al 15% a partire dal sesto anno. Per quel che riguarda i contributi Inps relativi ai professionisti senza cassa e quindi iscritti alla gestione separata Inps, l’aliquota contributiva è del 27,72%.

Nel caso in cui non ricorrano le condizioni per aderire al regime forfettario, il titolare di Partita Iva dovrà necessariamente optare per il regime ordinario, con pagamento delle imposte ordinarie. In concreto, infatti, una partita Iva in regime ordinario affronta i seguenti costi:

  • diritto camerale per Camera di Commercio (sono esenti i contribuenti che svolgono attività professionali e tecniche che non obbligano all’iscrizione al registro delle imprese);
  • Irpef;
  • gestione separata Inps o Cassa professionale;
  • Irap;
  • Iva, l’imposta sul valore aggiunto calcolata sull’imponibile di ogni fattura.

Partita Iva: si può aprire senza il commercialista?

Si può aprire una Partita Iva anche senza l’aiuto di un professionista abilitato: la dichiarazione di cui al punto precedente può essere presentata direttamente presso la sede territoriale dell’Agenzia delle entrate accompagnata da un documento di riconoscimento del richiedente, oppure attraverso un software apposito che si scarica dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta rilasciata o inviata la dichiarazione firmata, ci viene assegnato il numero di partita Iva, che rimarrà sempre lo stesso fino al termine dell’attività anche nel caso di mutamento di area di attività.

Cos’è l’Ateco e a cosa mi serve?

All’atto di apertura della Partita Iva sarà necessario stabilire in quale campo di attività si andrà ad operare. Tali campi di attività sono categorizzati in un catalogo di codici: l’Ateco. Per saperne di più vi consigliamo di leggere la nostra guida Cos’è l’Ateco e come si cambia?

Dopo avere aperto una Partita Iva posso iniziare subito a lavorare?

Ottenuto il numero di Partita Iva sarà necessario – prima di iniziare l’attività – regolarizzare la propria posizione previdenziale presso l’Inps e le casse previdenziali di riferimento.

Per chi inoltre deve operare attraverso una società o una ditta individuale, sarà necessario procedere con l’iscrizione alla Camera di Commercio (generalmente l’operazione di apertura della Partita Iva e della comunicazione alla Camera di Commercio dell’avviamento delle attività viene fatta in un solo passaggio dal Commercialista o dal professionista abilitato).

Se la tipologia di attività lo richiede sarà infine necessario presentare una dichiarazione di inizio attività presso lo Sportello Unico attività Produttive (Suap) del proprio Comune.

note

Autore immagine: 123rf.com

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