Salute e benessere | Articoli

Gel piastrinico, le diverse applicazioni nella medicina

28 ottobre 2018


Gel piastrinico, le diverse applicazioni nella medicina

> Salute e benessere Pubblicato il 28 ottobre 2018



Il gel piastrinico cura le artrosi, le tendiniti, le ulcere cutanee e sono in corso degli studi per dimostrare la sua efficacia contro le rughe e la calvizie.

Soffri di artrosi o di una patologia tendinea? Il tuo problema è, invece, un’ulcera cutanea che non guarisce nonostante le cure? Sono questi i casi in cui è consigliabile fare ricorso a iniezioni di gel piastrinico nell’anca e nel ginocchio colpiti da artrosi. La sua applicazione si è rivelata anche altamente efficace sulle ulcere cutanee e negli ultimi tempi il suo uso è oggetto di approfonditi studi nel campo della dermatologia estetica. Il gel piastrinico o PRP (Platelet Rich Plasma), letteralmente “Plasma Ricco di Piastrine”, contiene un’elevatissima concentrazione di piastrine, ricche di fattori di crescita in grado di stimolare una rigenerazione tissutale molto più rapida del normale. I fattori di crescita (PDGF, TGF β, VEGF, IGF-1, FGF, EGF) sono contenuti nei granuli interni delle piastrine e vengono liberati con la rottura della membrana piastrinica. I granuli contengono delle proteine che attivano le cellule in grado di regolare i processi rigenerativi. I fattori di crescita, detti anche Growth Factors (GFs), influiscono sul comportamento di altre cellule, regolano i processi infiammatori e la formazione di nuovi vasi sanguigni. Negli ultimi anni, è aumentata la pubblicità sull’impiego del PRP anche nell’ambito della chirurgia estetica: si usa, infatti, per agevolare le procedure di lipofiller, cura per le rughe, trattamento di biorivitalizzazione, alopecie, trattamenti, però, privi ancora di evidenze scientifiche che ne dimostrino l’efficacia. Se vuoi saperne di più, continua la lettura di questo articolo, che ti spiegherà quando utilizzare il gel piastrinico, le diverse applicazioni nella medicina. 

Per approfondire l’argomento, abbiamo posto alcune domande al dottor Marcello Napolitano, dirigente medico presso l’Unità Operativa di Medicina Trasfusionale dell’ospedale civile di Cosenza.

Cos’è il PRP?

Il PRP è un potente concentrato di fattori di crescita in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti.

Come si ottiene?

Il PRP, o gel piastrinico, si ottiene dopo aver fatto un prelievo di sangue al paziente da trattare. In questo caso parleremo di PRP autologo, consigliato in presenza di condizioni fisiche idonee. Esiste anche il PRP omologo, preparato con sangue proveniente da un donatore per il trattamento di pazienti che non sono idonei al prelievo. Il sangue viene centrifugato e sottoposto a una particolare lavorazione. A questo concentrato si aggiunge un attivatore piastrinico che, favorendo la rottura della membrana piastrinica, consente la liberazione dei granuli contenenti i fattori di crescita. Il prodotto ottenuto non sarà altro che plasma arricchito, noto anche come Platelet Gel, ricco di GFs, che sarà iniettato con una siringa nella sede di una lesione articolare (es: ginocchio). In caso di utilizzo nell’anca o nei tendini è indispensabile il controllo ecografico al fine di essere certi di inoculare il PRP proprio nella zona da trattare. In presenza di ulcere cutanee, invece, è necessaria una seconda fase di lavorazione del PRP che lo renderà gelatinoso (da cui il nome di gel piastrinico) e che sarà fisicamente applicato sull’ulcera da trattare.

Come agisce il PRP?

Il PRP stimola la mobilizzazione di cellule riparatrici presenti fisiologicamente nel nostro organismo. L’elevata concentrazione di fattori di crescita piastrinica, come abbiamo già detto, accelera la cicatrizzazione dei tessuti nel caso delle ulcere cutanee e rigenera le articolazioni e i tendini. È stato dimostrato, inoltre, che il PRP ha un’efficacia attività antalgica, riduce, cioè, il dolore.

In quali casi si può utilizzare e come?

Il PRP è impiegato ormai da tempo, e con successo, nella rigenerazione dei tessuti danneggiati, nelle lesioni cartilaginee e nelle artrosi di bassa e media gravità del ginocchio, delle anche, della caviglia, nelle lesioni parziali dei tendini e dei legamenti del ginocchio, nelle ulcere cutanee. In casi selezionati è stato anche utilizzato nella rottura totale del tendine, evitando, così, l’intervento chirurgico. Il gel viene iniettato nella zona da trattare con una siringa, mentre in presenza di ulcere cutanee il gel viene applicato su di esse. Altri impieghi si riscontrano in odontoiatria per alcuni impianti dentali, nella chirurgia maxillo-facciale e nell’oculistica in presenza di ulcere corneali. In quest’ultimo caso, il PRP si userà sotto forma di collirio per cicli stabiliti di terapia.

Cosa succede dopo il trattamento e quali benefici si ottengono?

Dopo il trattamento con il PRP, il paziente è tenuto sotto controllo, in via precauzionale, da parte del personale sanitario che ha effettuato il trattamento, per circa una ventina di minuti. Trascorso questo tempo, potrà tornare alle sue normali occupazioni. I benefici sono assolutamente evidenti in caso di ulcere cutanee, nella stimolazione della rigenerazione tissutale in presenza di lesioni della cartilagine. È chiaro che se la cartilagine è quasi assente, il risultato non sarà quello della ricrescita totale, ma del miglioramento della qualità di vita.

Esistono controindicazioni ed effetti collaterali?

Il trattamento è sconsigliato in caso di deficit piastrinico, neoplasie, patologie infettive in fase acuta. Per quanto riguarda il PRP autologo, risulta controindicato in alcune patologie altamente invalidanti. La terapia con PRP è totalmente sicura e priva di effetti collaterali, poiché per la sua preparazione si utilizza il sangue dello stesso paziente. Si possono, tuttavia, fare delle avvertenze ai pazienti che assumono anticoagulanti orali o antinfiammatori (FANS), in questi casi, infatti, si consiglia la sospensione qualche giorno prima dell’applicazione.

Con quale frequenza ci si sottopone ai trattamenti?

La durata e la ciclicità dei trattamenti dipendono dalle patologie da trattare: in caso di artrosi o patologie tendinee sono sufficienti tre applicazioni una volta a settimana per tre settimane; per le ulcere, la frequenza dipenderà dalla sua estensione e profondità, il numero delle sedute è, dunque, variabile.

I costi?

Il Ministero della salute consente ai pazienti affetti da alcune particolari patologie di accedere ai trattamenti previo pagamento ticket. Per le patologie che non sono ricomprese nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), il costo delle applicazioni di PRP è a carico del paziente e varia in base al numero delle sedute e alle zone da trattare. I costi, tuttavia, sono piuttosto accessibili.

Ci sono procedure da seguire?

La medicina trasfusionale, nell’ultimo decennio, è stata coinvolta nella produzione di emocomponenti (EMC) per uso topico (poi definito “ad uso non trasfusionale”), con l’obiettivo di riparare e stimolare i tessuti con le potenzialità dei fattori di crescita contenuti nelle piastrine. La SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale ed Immunoematologia) ha pubblicato, nel 2012, la prima edizione delle “Raccomandazioni SIMTI sugli emocomponenti per uso non trasfusionale”, in cui sono indicate le procedure da utilizzare per la produzione, l’utilizzo e la conservazione degli EMC ad uso non Trasfusionale, sia autologo che omologo. In particolare, è stato decretato che gli emocomponenti per uso non trasfusionale rientrano di fatto sotto il controllo – per la produzione e la distribuzione – dei Servizi Trasfusionali. Il DM 2/11/2015 ha dato la possibilità di delegare la produzione di emocomponenti ad uso non trasfusionale alle strutture sanitarie, pubbliche o private, non dotate di Servizio Trasfusionale, ad alcune condizioni e cioè che si crei un rapporto collaborativo formalizzato in una convenzione tra la struttura sanitaria e il Servizio Trasfusionale e che la produzione avvenga con modalità conformi alle normative vigenti e approvate dai Servizi Trasfusionali territorialmente competenti, che sono tenuti a esercitare attività di controllo. È importante ribadire che il PRP deve essere eseguito solo in strutture mediche autorizzate da un centro trasfusionale ospedaliero.

Quali le applicazioni nella medicina estetica?

Al momento non ci sono evidenze scientifiche che dimostrano l’efficacia di questi prodotti nella branca della medicina estetica. In alcuni centri estetici, tuttavia, viene utilizzare il PRP all’interno di protocolli di ricerca autorizzata che ne valutano la reale efficacia.

Ci sono altri casi in cui può essere utilizzato il PRP?

È in fase di studio il trattamento con il gel piastrinico anche per la calvizie. La Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia ha, però, finora sostenuto che ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica che stabilisce l’efficacia clinica degli emocomponenti nel campo della medicina estetica. Allo stato attuale, i contributi scientifici a supporto non presentano ancora le caratteristiche metodologiche indispensabili per definire compiutamente, ovvero con i criteri normalmente utilizzati per la valutazione degli studi e delle sperimentazioni cliniche, l’efficacia dei trattamenti utilizzati.

Quali sarebbero le applicazioni nella dermatologia?

Il condizionale è d’obbligo. Sempre più spesso il PRP viene largamente usato nel campo della dermatologia estetica per il trattamento di cicatrici, acne e smagliature. Le applicazioni possono interessare sia il volto che il collo, ma anche il dorso delle mani, l’addome e la parte interna di braccia e cosce. Da alcuni anni, il gel piastrinico viene utilizzato anche nel trattamento dell’alopecia sia maschile che femminile. In questi casi, il PRP è iniettato nell’area del cuoio capelluto dove è presente il diradamento. Il PRP stimolerebbe la rigenerazione del bulbo, accelerando la produzione di nuovi capelli. Ma, come ho già più volte ribadito, nel campo della medicina estetica questi trattamenti sono in fase di studio e non abbiamo ancora evidenze scientifiche tali da dimostrare che anche in questa branca il PRP è efficace.

Di FRANCESCA CANINO


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI