HOME Articoli

Lo sai che? Astensione attiva e premio di maggioranza: due cose distinte

Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2013

I non votanti alle prossime elezioni, che esprimeranno la propria protesta attraverso la cosiddetta “astensione attiva”, non potranno influire sulle regole del premio di maggioranza, ma saranno considerati come semplici astenuti.

Intervengo, ancora una volta, su un tema di questi ultimi giorni su cui si è creata parecchia confusione. Si è diffusa, specie sul web, la convinzione che, praticando la cosiddetta “astensione attiva” (o non-voto) si possa in qualche modo impedire l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione vincente. Ciò evidentemente sul falso convincimento che la maggioranza per il calcolo del premio venga calcolata sulla base della popolazione votante. Il che è una informazione inesatta. Il premio di maggioranza è invece determinato in base alla maggioranza semplice, ossia di quanti hanno validamente votato (siano essi pure in pochi). Vengono quindi escluse le schede nulle e le astensioni (alle quali ultime viene equiparata l’astensione attiva).

Provo, perciò, a fare nuovamente il punto della situazione.

Tre sono i possibili significati che si possono attribuire – non tanto per legge, ma ancor prima per logica – a una scheda elettorale:

1) astensione

2) scheda nulla

3) voto per qualcuno

Perché possa ricorrere la terza ipotesi é quantomeno necessario sbarrare un simbolo. Quindi, la cosiddetta astensione attiva rientra certamente in una delle prime due ipotesi. Né potrebbe essere diversamente: quale volontà potrebbe attribuirsi, del resto, a qualcuno che resti zitto?

PRIMA CONSIDERAZIONE IMPORTANTE: il comportamento dell’astensione attiva è lecito e deve essere consentito, dando possibilità all’elettore di allegare alla scheda le proprie considerazioni (a riguardo, tuttavia – ma è solo una convinzione personale – non nutro alcuna speranza che i futuri vincitori, chiunque essi siano, possano interessarsi alle astensioni o alle schede nulle se non come semplice dato statistico).

Ciò che però si deve tenere in considerazione è che non è possibile attribuire a un documento vuoto una volontà positiva.

A questo punto, potremmo discutere se sia giusto dare all’astensione attiva il significato del primo punto (astensione) o del secondo (scheda nulla). Ma sarebbe una questione inutile perché, come detto, ai fini della validità delle elezioni, vale la maggioranza semplice: cioè solo chi è andato a votare.

SECONDA CONSIDERAZIONE IMPORTANTE: per le elezioni non valgono le regole dei referendum, per cui non esistono quorum. Con la conseguenza che, se il 90% degli italiani non va a votare, il voto del residuo 10% decide le sorti del resto del Paese.

Vi dice nulla la storia dell’Aventino?

Questa è una delle ragioni per cui gran parte dei costituzionalisti ritiene l’attuale legge elettorale incostituzionale, perché consente – in teoria – ai pochi di essere considerati maggioranza e, quindi, di decidere le sorti dei molti. Ma al momento è questo lo stato delle cose – dura sed lex – e sulla base di questi elementi si deve ragionare.

 

TERZA CONSIDERAZIONE IMPORTANTE: al contrario di quel che si dice in giro, non è vero che l’astensione ha effetti ai fini del premio di maggioranza. Come ho già detto, infatti, nelle elezioni vale la regola della maggioranza semplice (leggi l’articolo “Porcellum: come funzionano legge elettorale, astensione e premio di maggioranza). Con la conseguenza che il premio di maggioranza verrà attribuito a prescindere dal fatto che la maggioranza degli italiani decida di non votare con l’astensione attiva!

Per concludere, la vera problematicità dell’attuale legge elettorale resa il sistema del Porcellum, che, con le liste chiuse, non consente ai cittadini una decisione “vera”.

Per esempio, poniamo il caso di una lista elettorale composta, con questo preciso ordine, da tre candidati:

a) ladro

b) ladro

c) onesto

I voti degli elettori, indirizzati all’onesto, finiranno invece prima al ladro n.1, poi al ladro n. 2 e, se ancora vi sono seggi disponibili, all’onesto!


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

4 Commenti

  1. “Stolto colui che indico la luna e lui guarderà il dito”
    Spero tanto che riescano a capire e non si lascino trasportare da falsi convincimenti!

  2. se ad un condannato a morte viene chiesto di scegliere il colore della cravatta del boia, la sua risata è considerata una scelta?

  3. Per cortesia non ho capito se, a parte i parametri di attribuzione, il diritto del “non voto” è applicabile anche alle elezioni amministrative oppure non cè distinzione. Grazie

  4. Il 19 giugno si torna a votare , dei due canditati nessuno dei due mi rappresenta , come posso fare per non dare il voto a nessuno dei due .
    Grazie Saluti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI