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Posso sciogliermi da un contratto prima del termine?

16 ottobre 2018


Posso sciogliermi da un contratto prima del termine?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2018



Come ottenere la disdetta da un contratto prima della sua scadenza in caso di inadempimento della controparte.

Immagina di aver firmato un contratto con un agente immobiliare e di avergli consegnato le chiavi di un tuo appartamento per farlo visionare ai clienti interessati all’acquisto. O di aver stipulato una scrittura privata con un architetto per la ristrutturazione della tua nuova casa. In entrambi i casi l’accordo prevede una durata minima entro la quale non è possibile la disdetta (salvo pagare una costosa penale). Tuttavia tu sei tutt’altro che soddisfatto di come il professionista sta adempiendo agli impegni presi. Il suo comportamento ti sta procurando dei danni notevoli che non vuoi più sopportare. Venuta meno la fiducia nei suoi confronti, ritieni di poter recedere dalla scrittura privata; nello stesso tempo, però, non vuoi pagare la penale visto che la tua decisione è stata necessitata dall’altrui comportamento. Così ti chiedi: come posso sciogliermi da un contratto prima del termine? La questione è molto semplice e trova soluzione nel nostro codice civile. A ricordare come funziona la legge italiana in caso di recesso da un contratto con una durata prefissata è una sentenza della Cassazione pubblicata stamattina [1]. La Corte prende a riferimento una scrittura privata stipulata con un professionista (nel caso di specie si trattava di un avvocato), ma il discorso può estendersi a qualsiasi tipo di accordo, con chiunque sottoscritto.

Se dunque anche tu hai firmato un contratto che ti impegna a lungo ma vuoi liberarti dall’impegno a causa dei danni che ti sta provocando l’altra parte, non hai che da leggere questo articolo per sapere come comportarti.

Per stabilire come sciogliersi da un contratto prima del termine è necessario conoscere un articolo del codice civile intitolato [1] risoluzione del contratto per inadempimento. Questa norma stabilisce che in tutti i contratti “con prestazioni corrispettive” – ossia quelli dove entrambe le parti devono eseguire qualcosa (ad esempio la consegna di un bene da un lato, il pagamento del denaro dall’altro) – se uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni l’altro può sciogliersi dal contratto, ossia chiedere la risoluzione. In alternativa può rivolgersi al giudice affinché ordini alla controparte di eseguire la prestazione “con la forza”. In entrambi i casi è salvo il diritto al risarcimento se sono stati sofferti dei danni.

Per chiedere la risoluzione, ossia per sciogliersi dal contratto è innanzitutto necessario che l’inadempimento della controparte sia grave. Non si può, ad esempio, disdire il mandato all’agente immobiliare solo perché questi, nel corso di un appuntamento, ha fatto ritardo.

Per sciogliersi dal contratto è bene prima inviare una diffida alla controparte per verificare se questa, con le buone, è disponibile a recedere volontariamente dal contratto. Non è necessaria, ma opportuna, al fine di evitare lunghe e dispendiose cause. Per la lettera non c’è bisogno dell’avvocato. Se questa non dovesse sortire effetti e la controparte intende arroccarsi nelle proprie posizioni, bisogna rivolgersi al giudice. In altri termini bisogna avviare una causa nella quale dimostrare il grave inadempimento dell’avversario.

Prima di fare la causa, è comunque opportuno leggere attentamente il contratto. Di solito, infatti, all’interno della scrittura privata, vengono inserite delle apposite clausole in forza delle quali lo scioglimento del contratto viene previsto come conseguenza automatica per il mancato rispetto di determinate prestazioni (si pensi al caso dell’inquilino che non paga anche un solo canone di affitto). Sono quelle che vengono tecnicamente dette clausole risolutive espresse. In tale ipotesi, chi intende sciogliersi dall’accordo dovrà inviare una diffida alla controparte comunicandole l’intenzione di avvalersi di tale clausola e voler disdettare il contratto.

La possibilità di sciogliersi da un contratto prima della scadenza del termine in caso di inadempimento della controparte è una sorta di autotutela che la legge consente a chi sta subendo un danno. Per maggiori dettagli su questo delicato argomento ti consigli di leggere Come ottenere la risoluzione del contratto.

Un’altra forma di autotutela ammessa dal codice civile è la cosiddetta eccezione di inadempimento. In buona sostanza una norma [3] stabilisce che ciascuna delle parti di un contratto può rifiutarsi di adempiere la propria prestazione se l’altro non adempie la sua o non offre di eseguirla contemporaneamente. Ad esempio, immagina Luigi che ha ordinato degli oggetti con spedizione a casa e pagamento anticipato; l’azienda che non riceve prima i soldi può evitare di inviare il corriere a effettuare la consegna.

La sintesi di quanto abbiamo appena detto è che nessuno può essere obbligato a rispettare un contratto fino alla sua scadenza se la controparte non sta adempiendo correttamente le proprie obbligazioni. Sicché, ci si può sciogliere dall’accordo senza dover pagare la penale, anche prima del termine concordato. Lo scioglimento può essere concordato di comune accordo tra le parti (anche con contatti informali e un semplice scambio di email);in caso contrario bisogna rivolgersi al giudice. Lo scioglimento del contratto avrà effetto retroattivo, ossia parte dalla data della domanda giudiziale.

note

[1] Cass. sent. n. 25668/18 del 15.10.2018.

[2] Art. 1453 cod. civ. 

[3] Art. 1460 cod. civ.


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